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La Fontana del Melograno, in un cortile interno del Castello di Issogne, in Val d’Aosta

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La Fontana del Melograno, in un cortile interno del Castello di Issogne, in Val d’Aosta

Restaurata una piccola gemma di inizio ’500: la Fontana del Melograno nel Castello di Issogne, in Val d’Aosta

Commissionata dal priore Giorgio di Challant come dono nuziale per il suo pupillo Filiberto, nasconde una peculiarità: i frutti sono melograni, ma le foglie sono quelle della quercia (e «ospita» tra i rami dei piccoli draghi)

Valeria Sermonti

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Un piccolo capolavoro di arti decorative dell’inizio del Cinquecento ritrova l’antico splendore tra arte, scienza e nuove tecnologie. Il Castello di Issogne (Ao) festeggia il completamento di un significativo restauro: quello della Fontana del Melograno, nel cortile interno dell’edificio. I lavori, promossi dall’Assessorato regionale Istruzione, Cultura e Politiche identitarie attraverso la Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali, svoltisi tra il 2023 e il 2026 e terminati nel mese di settembre, nel cortile hanno riguardato anche le superfici affrescate del giardino.

Posizionata al centro del cortile, la fontana è composta da una vasca ottagonale in pietra da cui si erge un albero di melograno interamente realizzato in ferro battuto, dai cui rami sgorgavano zampilli d’acqua. Quest’opera cela una particolarità: sebbene i frutti siano chiaramente melograni, il fogliame appartiene a un’altra pianta, la quercia. Si ritiene che la fontana sia stata commissionata da Giorgio di Challant, priore della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, come dono nuziale per il suo pupillo Filiberto di Challant (di cui era tutore) e Louise d’Aarberg nel 1502. Il connubio botanico racchiude un profondo valore simbolico: il melograno, con i suoi numerosi grani, rappresenta la fertilità e l’unità della famiglia, mentre la quercia ne simboleggia la forza e l’antichità. Tra le fronde si nascondono persino dei minuscoli draghi in ferro battuto, impercettibili a uno sguardo superficiale.

Finanziato con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) del Ministero della Cultura, il piano conservativo ha visto la stretta collaborazione tra storici dell’arte, diagnostici e restauratori. Per documentare l’opera in ogni dettaglio è stato creato un modello digitale dinamico basato su fotogrammetria, rilievi multispettrali e scansioni 3D.

L’intervento di restauro vero e proprio prevedeva la pulitura delle superfici tramite tecniche meccaniche e laser per rimuovere le verniciature novecentesche e gli strati degradati senza intaccare la materia originale. Le fessurazioni causate dalla ruggine sono state consolidate e protette con un sistema acrilico-ceroso trasparente ad alte prestazioni. Proprio durante queste delicate operazioni sui melograni, sono riemerse microscopiche tracce di colore originale, che aprono nuove prospettive di conoscenza dell’opera.

Come sottolineato da Viviana Maria Vallet, dirigente della Struttura Patrimonio storico-artistico, l’obiettivo non è stato solo restituire un monumento più leggibile, ma preservare le tracce materiali che permettono al Castello di Issogne di continuare a raccontare la sua storia. Il cantiere si è trasformato così in un’occasione di studio scientifico e divulgazione pubblica. «La stagione di restauri di Issogne nasce da una precisa scelta della Soprintendenza, ha detto Vallet: affrontare la conservazione del monumento come un processo in cui restauro, ricerca storico artistica, diagnostica scientifica e valorizzazione procedono insieme, mostrando come un cantiere, anche all’interno di un castello fortemente visitato, possa diventare esso stesso occasione di conoscenza per il pubblico, oltre che di studio storico e scientifico».

In occasione della rassegna «Plaisirs de Culture», aperta in Val d’Aosta fino al 27 settembre, i visitatori potranno scoprire da vicino i risultati dei restauri attraverso due percorsi di visita tematici all’interno del castello:

• «La Fontana del Melograno tra storia e restauro»: previsto martedì 22 settembre (ore 14.30 e 15.30) e giovedì 24 settembre (ore 16.30 e 17.30). 
• «Oltre l’affresco: le sorprese nel restauro del Castello di Issogne»: in programma mercoledì 23 e venerdì 25 settembre (turni alle 16.30 e 17.30).

Per partecipare alle visite è obbligatoria la prenotazione al numero 0125 929373. Infine, martedì 22 settembre alle ore 17.30, la Biblioteca Regionale Bruno Salvadori di Aosta ospiterà la conferenza a ingresso libero dal titolo «Nel cuore del Castello di Issogne: i risultati di un imponente restauro».

Le mani di un restauratore all’opera sulla Fontana del Melograno, nel cortile interno del Castello di Issogne. Foto © Regione Autonoma Valle d’Aosta

Valeria Sermonti, 21 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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Restaurata una piccola gemma di inizio ’500: la Fontana del Melograno nel Castello di Issogne, in Val d’Aosta | Valeria Sermonti

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