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Alcune delle 500 barre rinvenute a Deinham, ciascuna repertoriata con l’etichetta di inventario

Peter Trebsche, da Trebsche, P., & Berranger, M., «Antiquity» (2026)

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Alcune delle 500 barre rinvenute a Deinham, ciascuna repertoriata con l’etichetta di inventario

Peter Trebsche, da Trebsche, P., & Berranger, M., «Antiquity» (2026)

Scoperta nel Danubio una tonnellata di ferro della tarda Età del Ferro

L’enorme (1.035 kg) massa di metallo riaffiorata dal letto di un antico ramo del fiume è il maggior carico di questo genere di epoca preromana mai ritrovato in Europa

Vittorio Bertello

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Un’importante scoperta archeologica è destinata a ridefinire la nostra comprensione delle rotte commerciali e delle attività industriali dell’Europa preromana. Un ingente cumulo di sbarre di ferro rinvenuto lungo le sponde del Danubio, in Austria, viene ora ufficialmente identificato come il maggior ritrovamento di questo genere mai effettuato nell’intero continente europeo.

La storia di questo ritrovamento ha inizio nel 2019. Durante i lavori di estrazione di ghiaia a Deinham, nell’Alta Austria, alcuni operai si erano imbattuti in una singolare e massiccia concentrazione di metallo adagiata sul fondo insabbiato di un antico braccio secondario del fiume Danubio. Recentemente, i ricercatori sono riusciti a datare con precisione questi reperti, collocandoli nella tarda Età del Ferro e più nello specifico nel periodo della cultura di La Tène, un’epoca compresa tra la metà del V e il I secolo a.C.

L'insieme comprende almeno 500 barre di ferro bipiramidali, ovvero affusolate e appuntite a entrambe le estremità. Complessivamente, il carico raggiunge il peso record di circa 1.035 chilogrammi. Non si tratta di armi od oggetti finiti, bensì di semilavorati: blocchi di materia prima destinati a essere successivamente forgiati da fabbri e artigiani per creare spade, utensili o elementi strutturali. Il ritrovamento di Deinham rappresenta tra l’altro una variante del tutto nuova e finora sconosciuta tra le tipologie di barre catalogate dagli studiosi.

In genere la storiografia dell’Età del Ferro tende a concentrarsi sui manufatti finiti o sui corredi funerari, mentre i semilavorati ricevono un’attenzione minore, anche a causa della difficoltà nel datarli con accuratezza. Il ritrovamento di Deinham offre invece una rara e preziosa «istantanea» di una grande spedizione commerciale interrotta bruscamente prima di giungere a destinazione. Gli archeologi ritengono infatti altamente probabile che le barre siano andate perdute a causa del naufragio dell’imbarcazione che le trasportava lungo le acque del Danubio.

Per comprendere la portata strategica ed economica di questo carico, i ricercatori hanno elaborato alcune stime comparative sorprendenti. Una quantità di ferro pari a 1.035 kg sarebbe stata sufficiente per fabbricare le spade necessarie ad armare un esercito di circa 500 guerrieri (calcolando un peso medio di 1,5-2 kg per ciascuna spada). In alternativa, lo stesso metallo avrebbe potuto fornire i chiodi e i rinforzi necessari per realizzare circa la metà dell’imponente muro difensivo dell’«oppidum» di Manching, uno dei più importanti e fortificati insediamenti celtici della Baviera. Sotto il profilo finanziario, il valore dell'operazione commerciale era quindi enorme, paragonabile a quello dei celebri ripostigli di monete d’oro dell’epoca.

Oltre al valore materiale, la scoperta dimostra l’elevato grado di organizzazione logistica raggiunto dalle popolazioni dell’Età del Ferro. Movimentare oltre una tonnellata di metallo richiedeva reti commerciali strutturate e una grande padronanza di navigabilità dei corsi d'acqua interni.

Sebbene la destinazione finale del viaggio rimanga avvolta nel mistero, il metallo potrebbe essere stato estratto e lavorato in Baviera, area ricca di giacimenti minerari e sede di importanti centri fortificati. Gli scienziati stanno ora eseguendo test sulla provenienza del minerale per stabilire con certezza se la produzione sia avvenuta nelle fornaci bavaresi o in altri distretti metallurgici dell’Europa centrale.

Vittorio Bertello, 21 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Vittorio Bertello

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Scoperta nel Danubio una tonnellata di ferro della tarda Età del Ferro | Vittorio Bertello

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