Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliRo Ferrarese (Fe). Per tutti era «la Rina» e tutti sapevano quale ascendente avesse sugli affetti, le vite e la qualità delle carriere di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi. Se n'è andata, martedì sera a 89 anni, Rina Cavallini Sgarbi, madre del critico d'arte, ex sottosegretario e collaboratore del «Corriere della Sera» e di «Il Giornale dell'Arte», e della attuale direttrice editoriale della Bompiani.
Rina Cavallini, farmacista di professione, appassionata d'arte e di cultura, lascia anche il marito Giuseppe, ultranovatenne e scrittore di talento in tarda età. Oltre a supportare e difendere spesso in tv l'irruento figlio, Rina Cavallini curava la gestione della casa di famiglia annessa alla farmacia, a Ro, sede anche della Fondazione Cavallini Sgarbi, occupandosi della collezione di dipinti, statue e oggetti d'arte antica e contemporanea nonché della biblioteca composta da decine di migliaia di volumi. «Se mia madre è ancora viva e vitale, diceva qualche anno fa Vittorio Sgarbi, è anche merito mio che la tengo impegnata con i miei spostamenti e i miei impegni. Se le chiedo di cercarmi un volume in biblioteca lei in un minuto lo trova».
Il funerale si svolgerà venerdì 6 novembre alle 11 presso la chiesa di san Gregorio di Ferrara.
Rina Cavallini Sgarbi nella farmacia di famiglia
Altri articoli dell'autore
Alla Galleria BPER una quindicina di tele della collezione e prestiti di privati e istituzioni intrecciano arte, storia, immaginario sacro e poesia in un percorso incentrato sugli archetipi femminili nel Seicento
In occasione della grande mostra allestita al Museion di Bolzano, pubblichiamo un’intervista inedita all’artista modenese, una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra
Ricostruiti otto dei 43 ambienti effimeri realizzati da una delle voci più innovative dell’arte concettuale in Italia. Esposti anche opere fotografiche, video, libri d'artista e materiali d’archivio
Il giurista, a lungo tempo rettore dell’Università più antica d’Europa, ha inciso profondamente, per decenni, nel rapporto tra istituzioni, patrimonio e identità urbana della città felsinea



