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Firenze, Chiesa del Carmine, il transetto dopo il restauro con il nuovo impianto di illuminazione

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Firenze, Chiesa del Carmine, il transetto dopo il restauro con il nuovo impianto di illuminazione

Santa Maria del Carmine sontuosa intorno alla Cappella Brancacci

Restaurata, e con un nuovo impianto di illuminazione, la chiesa fiorentina ricostruita in forme tardobarocche dopo l’incendio di fine Settecento che aveva risparmiato solo la Cappella Corsini e la Cappella Brancacci

Elena Franzoia

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Dopo i recenti restauri che l’hanno dotata di una nuova, scenografica, illuminazione in grado di valorizzarne le volumetrie e i chiaroscuri di gusto tardobarocco, la Basilica fiorentina di Santa Maria del Carmine risplende nelle forme settecentesche disegnate dall’architetto granducale Giuseppe Ruggieri, assunte in seguito al devastante incendio del 28 gennaio 1771. Dalle fiamme si salvarono la Sacrestia, unica testimonianza superstite dell’antica chiesa fondata nel 1268 dai frati Carmelitani, e le parti terminali del transetto, che dell’edificio custodivano i gioielli più preziosi: la Cappella Corsini e la Cappella Brancacci. Risalgono  dunque alla ricostruzione tardo settecentesca (1775-82) gli sfondati e le quadrature illusionistiche di cupola e soffitto, eseguiti da Giuseppe Romei e Domenico Stagi.

L’intervento di restauro, concluso con largo anticipo e reso possibile da 3 milioni di fondi Pnrr (NextGenerationEU) erogati dal MiC, ha visto collaborare il Fondo Edifici di Culto (Fec) del Ministero dell'Interno, il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Toscana, Marche, Umbria e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze. La direzione lavori si deve infatti all’architetta Sapab Rosella Pascucci.

Firenze, Chiesa del Carmine, Cappella Corsini. Foto Luca V. Photography

Firenze, Chiesa del Carmine, Cappella Corsini. Foto Luca V. Photography

La riqualificazione si situa nell’ambito dei nove interventi finanziati con le risorse del Pnrr (circa 15 milioni di euro) sulle chiese fiorentine del Fec, allo scopo di assicurarne prevenzione e sicurezza. Il recente restauro ha interessato in particolare la Cappella Maggiore (con il coro e il cenotafio Soderini in marmo bianco con rilievi del primo Cinquecento, oltre allo splendido organo tardobarocco), la seicentesca Cappella Corsini, con le pale marmoree di Giovan Battista Foggini e gli affreschi di Luca Giordano, e sempre nel transetto le quattro cappelle settecentesche Bonsi, del Crocifisso, della Comunione e Nerli, caratterizzate da pitture murali, elementi lapidei, stucchi monocromi e policromi e inserti in legno dorato. In particolare, le ultime due presentavano danni significativi dovuti a infiltrazioni d’acqua provenienti dalle coperture.

Per quanto riguarda sicurezza e prevenzione incendi, chiesa e sagrestia sono state dotate di un innovativo impianto di rilevazione fumi. Nel caso della Cappella Corsini il delicato restauro, terminato nel gennaio scorso, ha interessato soprattutto la pulitura delle preziose superfici lapidee, scolpite e non, ma molto significativo si è rivelato anche l’intervento sulla cassa lignea in cui sant’Andrea Corsini riposa. Il coperchio del sarcofago (databile intorno al 1683) fu infatti disegnato anch’esso da Foggini e probabilmente eseguito dall’orafo Heinrich Brunick, tanto da costituire un vertice dell’oreficeria barocca, realizzato in argento fuso e sbalzato, cesellato e inciso, con elementi in ferro e lega di rame dorata.

«Dopo i lavori degli scorsi anni alla Cappella Brancacci, l’esteso e complesso restauro appena ultimato ha il merito di restituire dignità e splendore al resto della chiesa e riscoprire il capolavoro della Cappella Corsini» ha affermato la Soprintendente Antonella Ranaldi. «La cappella Brancacci da una parte e la Corsini dall’altra si guardano e si fronteggiano in un dialogo a stretta distanza tra arti e artisti ai massimi livelli. La prima è il capolavoro universale del primo Rinascimento fiorentino, mentre la Corsini segna l’ingresso a Firenze del gusto barocco di ascendenza romana, di una nuova teatralità e connubio delle arti, rinnovandone il panorama artistico». Per quanto riguarda le altre Cappelle del transetto, gli interventi hanno ridonato splendore alle decorazioni in stucco, ai marmorini e alle cupole affrescate. Allo scopo di non danneggiare i dipinti, il nuovo impianto di illuminazione (che non riguarda la Cappella Brancacci) sfrutta tecnologia a Led  priva di radiazioni UV e infrarossi. Tra i lavori complementari figura anche il restauro del grande portone ligneo che sigilla l'ingresso principale della Basilica.

Firenze, Chiesa del Carmine, Cappella Corsini. Foto Luca V. Photography

Elena Franzoia, 26 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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Santa Maria del Carmine sontuosa intorno alla Cappella Brancacci | Elena Franzoia

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