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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliDopo un intervento di restauro conservativo e rifunzionalizzazione, il Complesso conventuale di San Giacomo a Savona, «Luogo del cuore» del Fai-Fondo Ambiente Italiano, torna ad aprire le sue porte alla cittadinanza. Un luogo dalla storia secolare, profondamente legato all’identità della città ligure, che oggi si prepara a una nuova stagione: non più soltanto testimonianza del passato, ma spazio vivo destinato ad accogliere arte, musica, teatro, danza ed eventi culturali.
Il recupero rientra nel programma di interventi finanziati dal Pnrr per la rigenerazione urbana e si inserisce nel più ampio percorso avviato con la candidatura di Savona a Capitale Italiana della Cultura. Proprio in quell’ambito era stata individuata una vocazione specifica per alcuni dei luoghi cittadini interessati dai progetti di recupero. Per San Giacomo la scelta è caduta sulla cultura, con l’obiettivo di restituire alla comunità un complesso storico capace di dialogare con la città contemporanea.
La storia del convento affonda le radici nel Quattrocento. La chiesa e il complesso conventuale furono costruiti tra il 1471 e il 1476 dai Frati Francescani Minori Osservanti, negli anni in cui Savona viveva una stagione di particolare splendore, destinata a culminare con l’elezione al soglio pontificio di Sisto IV e, più tardi, di Giulio II, entrambi appartenenti alla famiglia Della Rovere.
La chiesa conserva ancora oggi l’impianto tipico dell’architettura francescana: una grande navata unica, coperta da capriate lignee, affiancata da due file di cappelle, cinque per ciascun lato. Un tempo questi spazi custodivano opere di alcuni dei più importanti pittori attivi tra Liguria e Lombardia, tra cui Brea, Tuccio d’Andria, Mazone e Fasolo. Molti di quei dipinti hanno lasciato San Giacomo e oggi si trovano nella Pinacoteca Civica di Savona o in importanti musei internazionali, tra cui il Louvre.
Tra le testimonianze più particolari rimaste nel complesso c’è il pontile destinato ai musici e ai predicatori, uno dei pochi esempi ancora conservati in Italia. Nel presbiterio, gli stalli lignei accoglievano invece il coro dei monaci. Di grande rilievo era anche la biblioteca conventuale, considerata una delle più importanti del Nord Italia, con un patrimonio di codici e manoscritti preziosi.
La dimensione artistica del complesso emerge con particolare forza nell’abside, dove è stato recuperato e valorizzato il ciclo di affreschi realizzato da Ottavio Semino, pittore attivo tra XVI e XVII secolo. Un programma figurativo che raccontava attraverso le immagini i temi della predicazione francescana. Anche i due chiostri conservano importanti decorazioni: nelle lunette sono rappresentati episodi della vita di San Francesco, opera del pittore Giovanni Agostino Ratti.
La storia del San Giacomo conobbe però una lunga fase di declino. Nel 1812 la soppressione del convento, già pesantemente ridimensionato negli spazi esterni per esigenze militari, segnò la fine della sua funzione originaria. Nel corso del tempo l’edificio venne destinato a usi molto diversi: opificio, reclusorio militare e infine caserma Damiano Chiesa.
Il recente intervento ha interessato l’ex chiesa, la cappella e i chiostri, con il restauro degli apparati decorativi e opere di adeguamento strutturale e impiantistico. Un lavoro che ha permesso non soltanto di recuperare gli spazi, ma anche di riportare l’attenzione su un patrimonio artistico di grande valore.
La riapertura rappresenta dunque l’inizio di una nuova fase. Il San Giacomo sarà destinato a eventi e iniziative culturali, con una particolare attenzione alla musica, al teatro e alla danza. L’obiettivo è fare del complesso un nuovo punto di riferimento dell’offerta culturale savonese, rendendolo accessibile ai cittadini e ai visitatori e trasformando un monumento storico in un luogo nuovamente vissuto.
La prima occasione per scoprire il San Giacomo dopo il restauro saranno le Giornate Fai d’Autunno, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. Dalle 10 alle 17, i volontari della Delegazione Fai Savona e dell’associazione Amici del San Giacomo accompagneranno i visitatori alla scoperta della storia del complesso e delle sue testimonianze artistiche. Le visite si svolgeranno a gruppi, con turni indicativamente ogni mezz’ora in base all’affluenza; gli iscritti Fai avranno accesso prioritario. La partecipazione prevede una donazione a sostegno della missione della Fondazione.
Gli affreschi di Ottavio Semino restaurati. Foto: Comune di Savona
Roberto Mercuzio
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