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Haris Epaminonda, Chronicles XXI, 2016, Fotogramma video Installazione video monocanale, film super 8 digitalizzato, audio Su gentile concessione dell'artista e Sylvia Kouvali

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Haris Epaminonda, Chronicles XXI, 2016, Fotogramma video Installazione video monocanale, film super 8 digitalizzato, audio Su gentile concessione dell'artista e Sylvia Kouvali

Road to Artissima 2026. Fancy, l’acrobazia del futuro | SYLVIA KOUVALI

Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro

Jenny Dogliani

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Il tema di Artissima 2026, Fancy: A Flexible Acrobatic Body, nasce da un'immagine della filosofa Martha C. Nussbaum, e afferma che il linguaggio dell'arte guidato dalla fancy — la proiezione in avanti della fantasia — possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze. Una fancy che, per usare le parole del direttore Luigi Fassi, non è fuga dalla realtà, ma la forza dell'immaginazione che forgia nel presente il futuro che verrà. In attesa della fiera, presentiamo sei dialoghi ispirati al pensiero visionario di Martha C. Nussbaum e alla forza dell'immaginazione come esercizio civico e democratico. Una selezione di gallerie partecipanti condivide le proprie riflessioni su cosa significhi essere gallerista oggi, tra impegno, visione e capacità di reinventarsi. La parola a Sylvia Kouvali, Glasgow

Essere un gallerista oggi richiede una capacità quasi acrobatica di tenere insieme visione, ricerca, mercato e sostenibilità finanziaria, senza perdere la propria identità. In un sistema dell'arte che sta cambiando rapidamente, come viene esercitata questa capacità e come immagina il futuro della sua professione?
Finché ci si concentra sulla propria visione e sulle proprie idee, ovvero sugli artisti e sull'ethos della galleria, e non ci si lascia insospettire o trascinare dalle tendenze del mercato, si riesce a plasmare il proprio mercato a prescindere da qualunque trend. È un processo più lento, ma autentico. La capacità a cui ti riferisci richiede un affinamento costante e molta introspezione. Niente social media, ecc. Il futuro della galleria si prospetta positivo, a patto che le persone, galleristi, collezionisti e, inutile dirlo, gli artisti non si lascino trascinare dalle distrazioni e non si confondano. Bisogna rimanere concentrati sulla qualità e sulla rilevanza storica dell'opera, concedendosi anche qualche momento in cui l'arte ci permette di uscire dalle righe e divertirci.

Cosa significa per lei partecipare ad Artissima e scegliere l'Italia come mercato internazionale su cui investire?
Partecipo ad Artissima dal 2008, quindi per me a Torino, con il suo paesaggio, i suoi abitanti e le persone che danno forma a questa città magica, mi sento più che a casa. L'Italia è estremamente rilevante per me e per la galleria dal punto di vista artistico, curatoriale, istituzionale e, naturalmente, per quanto riguarda i collezionisti. È come essere a casa: nel corso degli anni abbiamo fatto e continuiamo a fare molte cose in Italia, e molte altre devono ancora venire.

Artisti rappresentati:  Anna Boghiguian, Duncan Campbell, Guglielmo Castelli, Banu Cennetoğlu, Leidy Churchman, David Douard, Haris Epaminonda, Apostolos Georgiou, Shadi Habib Allah, Tamara Henderson, Emre Hüner, Iman Issa, Ian Law, Liliane Lijn, The Estate of Yiannis Maniatakos, Sidsel Meineche Hansen, Nour Mobarak, Liliana Moro, Ulrike Müller, Shahryar Nashat, Christodoulos Panayiotou, Eftihis Patsourakis, James Richards, Leslie Thornton, Thanasis Totsikas, Iris Touliatou

 

Being a gallerist today requires an almost acrobatic ability to hold together vision, research, market, and financial sustainability, without losing one's own identity. In an art system that is changing rapidly, how is this ability exercised, and how do you envision the future of your profession?
As long as one stays focused in their thing and vision, which means the artists and the ethos of the gallery, and does not get insecure by the market’s trends and gets carried away, one shapes their own market despite the whatever trends. It’s a slower but real process. The ability you are referring to needs constant sharpening and a lot of introspection. No social media etc. The future of the gallery looks good as long as people, gallerists, collectors and needless to say the artists do not get carried away by the noise and get confused. Keep focused in the quality and historical relevance of the work, with some moments that art allows us to go off piste and have fun. 

What does it mean for you to take part in Artissima and to choose Italy as an international market to invest in?
I have been doing Artissima since 2008 so for me Turin, and its landscape and inhabitant and the people that shape this magical city feels more than a home. Italy is very relevant to me and the gallery artistically, curatorially, institutionally and of course collectors wise. It’s like home and we do and have done many things in Italy throughout the years and more are yet to come. 

 

 

Jenny Dogliani, 08 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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