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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliIl tema di Artissima 2026, Fancy: A Flexible Acrobatic Body, nasce da un'immagine della filosofa Martha C. Nussbaum, e afferma che il linguaggio dell'arte guidato dalla fancy — la proiezione in avanti della fantasia — possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze. Una fancy che, per usare le parole del direttore Luigi Fassi, non è fuga dalla realtà, ma la forza dell'immaginazione che forgia nel presente il futuro che verrà. In attesa della fiera, presentiamo sei dialoghi ispirati al pensiero visionario di Martha C. Nussbaum e alla forza dell'immaginazione come esercizio civico e democratico. Una selezione di gallerie partecipanti condivide le proprie riflessioni su cosa significhi essere gallerista oggi, tra impegno, visione e capacità di reinventarsi. La parola Carla Chiarchiaro Galleria ADA, Roma
Essere gallerista oggi richiede una capacità acrobatica di tenere insieme visione, ricerca, mercato e sostenibilità economica senza perdere la propria identità. In un sistema dell'arte che cambia rapidamente, come si esercita questa capacità e come si proietta il vostro mestiere nel futuro?
Credo che l’aspetto fondamentale per distinguersi nel presente e per costruire il futuro sia partire dalla propria identità e mantenerla come base solida, presentando un programma coerente e un linguaggio riconoscibile. Il sistema e gli equilibri geografici e commerciali, ora più che mai, cambiano rapidamente, ma è importante affrontare la crescita in modo rigoroso, investendo le proprie energie in ciò in cui si crede veramente. Solo in questo modo la ricerca può proiettarsi nel futuro lasciando traccia e creando una comunità solida intorno alla galleria, fatta da artisti, collezionisti e operatori del settore.
Cosa significa per voi partecipare ad Artissima e scegliere l'Italia come piazza su cui investire?
L’Italia e Artissima in particolare, rappresentano una piazza importantissima per ADA. La galleria partecipa ad Artissima sin dall’anno della sua fondazione, il 2018, lavorando accuratamente e con largo anticipo ad ogni progetto per la fiera, che rappresenta per noi, non solo un momento di natura commerciale, ma un investimento sulla valorizzazione della ricerca degli artisti presentati e sulla veicolazione delle loro pratiche artistiche presso il pubblico italiano, che è quello a noi più prossimo. In particolare, per questa edizione, presenteremo un dialogo tra Blanca Gracia (Madrid, ES, 1989. Vive e lavora a Barcellona, ES) e Andrea Mauti (Roma, IT, 1999. Vive e lavora a Basilea, CH). Si tratterà di un dialogo tra sculture inedite di entrambi gli artisti, che metterà in evidenza la vocazione della galleria per la scultura legata al corpo e alla performance.
Jenny Dogliani
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Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro



