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Da destra, Nicky Verber e Ash L’ange, della Herald St.

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Road to Artissima 2026. Fancy, l’acrobazia del futuro | NICKY VERBER

Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro

Jenny Dogliani

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Il tema di Artissima 2026, Fancy: A Flexible Acrobatic Body, nasce da un'immagine della filosofa Martha C. Nussbaum, e afferma che il linguaggio dell'arte guidato dalla fancy — la proiezione in avanti della fantasia — possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze. Una fancy che, per usare le parole del direttore Luigi Fassi, non è fuga dalla realtà, ma la forza dell'immaginazione che forgia nel presente il futuro che verrà. In attesa della fiera, presentiamo sei dialoghi ispirati al pensiero visionario di Martha C. Nussbaum e alla forza dell'immaginazione come esercizio civico e democratico. Una selezione di gallerie partecipanti condivide le proprie riflessioni su cosa significhi essere gallerista oggi, tra impegno, visione e capacità di reinventarsi. La parola a Nicky Verber della Herald St, Londra, Bologna.

Essere un gallerista oggi richiede una capacità quasi acrobatica di tenere insieme visione, ricerca, mercato e sostenibilità finanziaria, senza perdere la propria identità. In un sistema dell'arte che sta cambiando rapidamente, come viene esercitata questa capacità e come immagina il futuro della sua professione?
L’anno scorso abbiamo festeggiato vent’anni di Herald St. In questo periodo, la galleria ha superato numerosi cambiamenti e tendenze di mercato, mentre molti degli artisti che fanno parte del nostro programma fin dai primi tempi hanno continuato a sviluppare carriere importanti, sia in termini di riconoscimento curatoriale sia di interesse di mercato, come Amalia Pica e Cary Kwok, che siamo lieti di presentare ad Artissima. Al contempo, la galleria è sempre alla ricerca di nuove posizioni che completino il nostro programma e di farle conoscere al nostro pubblico. Molte di queste relazioni si sviluppano in modo organico attraverso dialoghi e reti consolidatesi nel corso di progetti precedenti e in corso. Un esempio è Lucia Di Luciano, artista italiana e figura centrale del movimento dell’Arte Programmata, a cui abbiamo recentemente dedicato una mostra che ripercorre sei decenni di lavoro, e che presenteremo anche in fiera.

Cosa significa per lei partecipare ad Artissima e scegliere l'Italia come mercato internazionale su cui investire?
A febbraio di quest’anno, Herald St ha aperto una nuova galleria a Bologna, la nostra prima sede internazionale. L’Italia offre molte opportunità entusiasmanti per la galleria, sia all’interno sia al di fuori del nostro nuovo spazio, e non vediamo l’ora di tornare ad Artissima per sviluppare ulteriormente le relazioni con le comunità locali di curatori e collezionisti. Siamo entusiasti di presentare opere di artisti, tra cui Poppy Jones e Nicole Wermers, come introduzione alla nostra programmazione futura, insieme a lavori inediti di artisti italiani e residenti in Italia presenti nel nostro programma, come Francis Offman e Lucia Di Luciano.

Artisti rappresentati: Anna Boghiguian, Duncan Campbell, Guglielmo Castelli, Banu Cennetoğlu, Leidy Churchman, David Douard, Haris Epaminonda, Apostolos Georgiou, Shadi Habib Allah, Tamara Henderson, Emre Hüner, Iman Issa, Ian Law, Liliane Lijn, The Estate of Yiannis Maniatakos, Sidsel Meineche Hansen, Nour Mobarak, Liliana Moro, Ulrike Müller, Shahryar Nashat, Christodoulos Panayiotou, Eftihis Patsourakis, James Richards, Leslie Thornton, Thanasis Totsikas, Iris Touliatou


 

Being a gallerist today requires an almost acrobatic ability to hold together vision, research, market, and financial sustainability, without losing one's own identity. In an art system that is changing rapidly, how is this ability exercised, and how do you envision the future of your profession?
Last year, we celebrated two decades of Herald St. Over that time, the gallery has weathered numerous changes and trends in the market, while many of the artists who have been part of our programme since its early days have continued to develop significant careers, both in terms of curatorial recognition and market interest, such as Amalia Pica and Cary Kwok, who we are pleased to be presenting at Artissima. At the same time, the gallery is always looking to discover new positions that complement our programme and introduce them to our audiences. Many of these relationships develop organically through conversations and networks established through previous and ongoing projects. One such example is Lucia Di Luciano, the Italian artist and central figure in the Arte Programmata movement, whom we recently dedicated an exhibition surveying six decades of work, and will also present at the fair.


What does it mean for you to take part in Artissima and to choose Italy as an international market to invest in?
In February this year, Herald St opened a new gallery in Bologna, marking our first international outpost. Italy presents many exciting opportunities for the gallery, both within and beyond our new space, and we look forward to returning to Artissima to further develop relationships with the region’s local curatorial and collector communities. We are excited to present works by artists including Poppy Jones and Nicole Wermers as an introduction to our forthcoming programme, alongside unseen works by Italian and Italy-based artists in our programme, including Francis Offman and Lucia Di Luciano.

Represented artists: Anna Boghiguian, Duncan Campbell, Guglielmo Castelli, Banu Cennetoğlu, Leidy Churchman, David Douard, Haris Epaminonda, Apostolos Georgiou, Shadi Habib Allah, Tamara Henderson, Emre Hüner, Iman Issa, Ian Law, Liliane Lijn, The Estate of Yiannis Maniatakos, Sidsel Meineche Hansen, Nour Mobarak, Liliana Moro, Ulrike Müller, Shahryar Nashat, Christodoulos Panayiotou, Eftihis Patsourakis, James Richards, Leslie Thornton, Thanasis Totsikas, Iris Touliatou
 

Jenny Dogliani, 22 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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