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Fabrizio Padovani, 2026, foto Carlo Favero

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Fabrizio Padovani, 2026, foto Carlo Favero

Road to Artissima 2026. Fancy, l’acrobazia del futuro | FABRIZIO PADOVANI

Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro

Jenny Dogliani

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Il tema di Artissima 2026, Fancy: A Flexible Acrobatic Body, nasce da un'immagine della filosofa Martha C. Nussbaum, e afferma che il linguaggio dell'arte guidato dalla fancy — la proiezione in avanti della fantasia — possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze. Una fancy che, per usare le parole del direttore Luigi Fassi, non è fuga dalla realtà, ma la forza dell'immaginazione che forgia nel presente il futuro che verrà. In attesa della fiera, presentiamo sei dialoghi ispirati al pensiero visionario di Martha C. Nussbaum e alla forza dell'immaginazione come esercizio civico e democratico. Una selezione di gallerie partecipanti condivide le proprie riflessioni su cosa significhi essere gallerista oggi, tra impegno, visione e capacità di reinventarsi.

Essere gallerista oggi richiede una capacità acrobatica di tenere insieme visione, ricerca, mercato e sostenibilità economica senza perdere la propria identità. In un sistema dell'arte che cambia rapidamente, come si esercita questa capacità e come si proietta il vostro mestiere nel futuro?
Avvitando la lente della propria identità come filtro metodologico per leggere l'immagine del corpo acrobatico ci è molto affine, ma è necessario ribaltarne l'interpretazione più comune. Spesso l’acrobazia viene confusa con il contorsionismo, un tentativo affannoso di assecondare oscillazioni repentine o mode passeggere pur di far quadrare i conti. L’acrobazia è invece una pluralità di gesti di estrema precisione che richiede un baricentro molto solido. Il nostro si regge su uno scheletro rigido, che è la ricerca. Per fare un esempio su tutti penso a come abbiamo scelto di guardare a una figura come Filippo de Pisis: rileggere la sua pittura, la sua fragilità che si fa forza espressiva e la sua identità complessa attraverso la lente odierna è stata un'autentica acrobazia, a quanto pare, ben riuscita. Prima di tutto è stata un’acrobazia temporale: abbiamo guardato all'opera di un maestro del passato e intuito l'urgenza esistenziale ed estetica senza trattarla come un reperto, ma come un nervo ancora scoperto e vitale, in grado di dialogare alla pari con le tensioni del presente. Dal punto di vista commerciale, non si ottiene la sostenibilità economica, in un sistema che accelera costantemente, rincorrendo la novità a tutti i costi, ma bensì rivendicando il ruolo della galleria come produttore di pensiero critico e a mondo.

Cosa significa per voi partecipare ad Artissima e scegliere l'Italia come piazza internazionale su cui investire?
Scegliere l'Italia non è mai stato per noi un atto di resistenza romantica, ma una vera e propria scelta strategica. L'Italia è un territorio dove le cose hanno un peso specifico diverso, dove la stratificazione storica ti obbliga anche a un maggior rigore. Operare nel nostro paese - e per di più al di fuori dei principali centri di gravità dell'arte contemporanea - come base per un dialogo internazionale, significa scommettere su una densità culturale che non si può replicare altrove. Poi naturalmente bisogna individuare gli anelli di congiungimento con il panorama internazionale. In questo scenario, Artissima è una perfetta pista di decollo, dove nel giro di pochi giorni atterrano e partono innumerevoli esperienze internazionali con cui ci si può confrontare. Partecipare a questa fiera significa misurarsi con un pubblico, un collezionismo e una curatela che vengono a Torino non solo per comprare, ma per scoprire e per studiare. Artissima è dove il rischio intellettuale è strutturalmente incoraggiato, un evento che da sempre premia la ricerca pura rispetto alla rassicurazione estetica. Scegliere l'Italia e partecipare ad Artissima significa essere in una perfetta cassa di risonanza per la propria visione.
 

Jenny Dogliani, 01 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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