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Vittorio Bertello
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I ricercatori di Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) hanno utilizzato per la prima volta un nuovo genere di tecnologia: sistemi laser di «imaging» (la diagnostica per immagini impiegata anche nel settore della medicina) costruiti appositamente in laboratorio, per valutare lo stato di conservazione di un mausoleo quattrocentesco all’Aquila. È il monumento funebre Camponeschi, nella Basilica di San Giuseppe Artigiano, datato 1432, attribuito allo scultore tedesco Gualtiero d’Alemagna e dichiarato monumento nazionale. L’attività è stata eseguita su incarico del Gran Sasso Science Institute (Gssi) nell’ambito del progetto Pnrr Changes.
L’analisi ha scoperto tracce di materiali non chiaramente visibili ad occhio nudo, riconducibili sia ad azioni di conservazione e restauro che a parti mancanti di iscrizioni all’apparenza incomplete. «Seguendo le indicazioni dei restauratori e degli storici dell’arte, abbiamo dedicato particolare attenzione all’identificazione di dettagli non chiaramente visibili a occhio nudo, grazie ai prototipi di sistemi laser di imaging che abbiamo realizzato nel nostro Laboratorio, basati su diverse tecniche spettroscopiche e affiancati a strumentazione commerciale», ha dichiarato la responsabile del progetto Luisa Caneve, ricercatrice del Laboratorio Enea di Diagnostica e metrologia. I nuovi sistemi possono lavorare a distanza (fino a circa 10 metri) e sono non distruttivi: risultano quindi particolarmente adatti all’analisi di beni artistici.
«Gli strumenti che abbiamo utilizzato si basano su tecniche spettroscopiche quali Raman e Lif (Laser Induced Fluorescence) che, mediante l’analisi della radiazione emessa a seguito dell’interazione di un fascio laser con la superficie, permettono di identificare e localizzare i diversi materiali, fornendo una mappatura della superficie analizzata, ha aggiunto Caneve. Oltre a rintracciare i materiali non visibili, ha concluso, un risultato particolarmente significativo per la datazione e l’attribuzione dell’opera è stata la rilevazione di interventi avvenuti in tempi diversi sull’iscrizione della lapide commemorativa».
Vittorio Bertello
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