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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa restituzione del patrimonio culturale africano sottratto durante l’epoca coloniale compie un nuovo passo significativo. Germania e Paesi Bassi hanno annunciato l’intenzione di restituire al Ghana circa 2mila reperti di alto valore storico e culturale, rafforzando un processo che negli ultimi anni sta ridefinendo il rapporto tra musei europei e Paesi d’origine delle collezioni coloniali.
L’annuncio è arrivato ad Accra durante «Next Steps», la conferenza internazionale ospitata dal presidente ghanese John Dramani Mahama tra il 17 e il 19 giugno e dedicata alle prospettive di riparazione storica e giustizia culturale. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Samuel Okudzeto Ablakwa in un post su Facebook del 20 giugno, gli ambasciatori di Germania e Paesi Bassi hanno consegnato al Presidente un catalogo degli oggetti destinati al rimpatrio. Non sono stati ancora resi noti né la natura dei reperti né le istituzioni che attualmente li custodiscono, così come tempi e modalità della restituzione saranno comunicati successivamente.
La conferenza è stata organizzata in seguito alla dichiarazione delle Nazioni Unite del 25 marzo, secondo cui la tratta degli africani ridotti in schiavitù e la successiva schiavitù razziale come il «crimine più grave contro l’umanità». L’obiettivo dell’incontro era tradurre tale riconoscimento in un programma condiviso di azioni concrete.
Nel corso dell’evento, ha sottolineato Ablakwa, anche la Danimarca ha assunto una posizione significativa: il ministro degli Esteri danese ha presentato le proprie scuse per il ruolo svolto dal Paese nella tratta transatlantica degli schiavi, impegnandosi inoltre a sostenere la conservazione dei castelli costruiti lungo la costa ghanese, oggi testimonianze materiali di quella storia.
Il Ghana è da tempo impegnato nel recupero del proprio patrimonio disperso. Nel 2024 il Manhyia Palace Museum ha inaugurato una mostra dedicata a manufatti della cultura ashanti rientrati nel Paese dopo circa 150 anni.
Alessia De Michelis
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