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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliNell’ambito del suo programma «Cultural Property Initiative», Il Metropolitan Museum of Art ha restituito alla Corea un dipinto buddista della fine del XVIII secolo: è l’ultima di una serie di riconsegne avvenute negli ultimi anni da parte del museo newyorkese.
«Il decimo re dell’inferno» (1798) è ritornato al tempio Sinheungsa di Sokcho, nella provincia di Gangwon, con una cerimonia celebrativa tenutasi nei giorni scorsi. L’esercito degli Stati Uniti si impadronì del tempio nel corso della guerra di Corea, quando si ritiene che l’opera sia stata sottratta. Il dipinto fa parte di una serie che raffigura i Dieci Re dell’Oltretomba, e tre di queste opere rimangono all’estero (sei rotoli di questi precedentemente conservati al Los Angeles County Museum of Art sono già stati restituiti al tempio). Da parte del Comitato di Sokcho per la restituzione dei beni culturali in Corea si nutre la speranza che l’intera serie possa finalmente essere nuovamente esposta insieme.
«Il decimo re dell’inferno», un rotolo consistente in inchiostro e colori su seta, ha come tema il rinnovamento. Il «decimo re» troneggia imponente sotto le sembianze di un guerriero e presiede i suoi affiliati degli inferi e il regno dei morti. Queste piccole anime infelici subiscono la punizione per le loro trasgressioni terrene. Mentre uno spirito maligno a due teste si accuccia sotto, le strisce arcobaleno sul bordo superiore indicano i percorsi della rinascita.
Sono state numerose le personalità che hanno partecipato ai festeggiamenti a Seul in onore del ritorno dell’opera d’arte. Max Hollein, direttore e amministratore delegato del Met, è volato appositamente per l’evento, al quale hanno partecipato anche Heo Min, amministratore dell’Agenzia per il Patrimonio della Corea; Kwak Chang-yong, segretario generale della Fondazione d’Oltremare per il Patrimonio Culturale Coreano; Lee Byung-seon, sindaco della città di Sokcho; Lee Sang-rae, presidente del Comitato di Sokcho per il ritorno dei beni culturali; e il monaco capo Ji-hye del tempio Sinheungsa. In una dichiarazione, Heo Min ha affermato: «Questo caso è un eccellente esempio di stretta collaborazione tra il settore pubblico e quello privato che ha portato a significativi risultati».
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