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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa Baviera imprime una svolta alla gestione delle opere d’arte saccheggiate dal regime nazista, annunciando una profonda riforma del sistema di ricerca sulla provenienza e di valutazione delle richieste di restituzione. Contestualmente, il Land ha deciso di restituire agli eredi del mercante d’arte ebreo Alfred Flechtheim il busto in bronzo «Fernande», realizzato da Pablo Picasso nel 1906, dopo aver riesaminato il caso alla luce del nuovo quadro normativo introdotto dal Tribunale arbitrale per i beni confiscati durante il nazismo.
La richiesta di restituzione, presentata nel 2022 e respinta nel 2024 secondo i criteri allora vigenti, è stata rivalutata grazie alle nuove linee guida, che riconoscono come Flechtheim abbia perso l’opera in seguito alle persecuzioni naziste dopo averla probabilmente data in garanzia a una banca. Per il ministro bavarese della Scienza e dell’Arte Markus Blume, il nuovo sistema di arbitrato inaugura «una nuova era» nella restituzione delle opere trafugate, offrendo basi giuridiche più solide anche per altri casi complessi ancora aperti.
La restituzione del bronzo si inserisce quindi in una più ampia riforma approvata dal governo bavarese, che trasferisce la ricerca sulla provenienza delle opere dai musei a un organismo indipendente collegato all’Institut für Zeitgeschichte di Monaco. La nuova struttura, composta da otto ricercatori specializzati, affiancherà una commissione di esperti presieduta da Raphael Gross, direttore del Museo storico tedesco, incaricata di formulare raccomandazioni sulle richieste di restituzione.
Il cambiamento arriva a un anno dalle dimissioni di Bernhard Maaz, allora direttore delle Collezioni statali di pittura della Baviera, in seguito alle polemiche sulla gestione delle opere di provenienza controversa. La riforma, elaborata da una tavola rotonda con rappresentanti delle associazioni ebraiche, allinea la Baviera ai modelli già adottati in Austria e nei Paesi Bassi, dove le indagini sono affidate a ricercatori indipendenti. Secondo Blume, si tratta di un modello destinato a fare scuola in Germania, rafforzando trasparenza, indipendenza e credibilità nelle procedure di restituzione.
Alessia De Michelis
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