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La Hayward Gallery dedica all’arista americana la prima grande mostra istituzionale nel Regno Unito dal 2002 con un un progetto che segna una nuova fase della sua ricerca
- Alessia De Michelis
- 16 luglio 2026
- 00’minuti di lettura
Nan Goldin, «My horse Roma, outside Luxor, Egypt», 2003
© Nan Goldin, courtesy the artist and Gagosian
Ventiquattro anni dopo, Nan Goldin porta vulnerabilità, resistenza e lotta politica a Londra
La Hayward Gallery dedica all’arista americana la prima grande mostra istituzionale nel Regno Unito dal 2002 con un un progetto che segna una nuova fase della sua ricerca
- Alessia De Michelis
- 16 luglio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa Hayward Gallery di Londra dedica a Nan Goldin (classe 1953), dal 24 novembre al 7 marzo 2027, la sua prima grande mostra istituzionale nel Regno Unito dal 2002, inaugurando «You Never Did Anything Wrong», un progetto che segna una nuova fase della ricerca dell’artista americana e attivista, da oltre cinquant’anni tra le figure più influenti della fotografia contemporanea.
Fulcro dell’esposizione è la prima assoluta di «You Never Did Anything Wrong, Part II» (2026), presentata accanto al primo capitolo del progetto (2024). Realizzati in collaborazione con il filmmaker David Sherman e accompagnati dalle musiche originali di Mica Levi, i due film testimoniano uno spostamento radicale dello sguardo di Goldin: dall’intimità delle relazioni umane alla coscienza animale e al mondo naturale. Girato in 16 mm, «Part I» prende avvio da un'eclissi solare e da un antico mito sul furto del sole da parte degli animali, mentre «Part II», costruito con found footage e materiali d’archivio, diventa una meditazione lirica sull’estinzione e sulla fragilità degli ecosistemi.
La mostra presenta inoltre la première britannica di «Stendhal Syndrome» (2024), in cui fotografie di amici e amanti dialogano con capolavori della storia dell’arte, rivelando sorprendenti corrispondenze compositive ed emotive. Completa il percorso «Memory Lost» (2019-21), intenso lavoro dedicato all’esperienza personale della dipendenza e alla crisi degli oppioidi, che riflette anche l'impegno di Goldin con il collettivo P.A.I.N. per la riduzione del danno e la destigmatizzazione dell’uso di droghe.
Al piano superiore, una selezione di fotografie storiche e nuove stampe legate al progetto «You Never Did Anything Wrong» restituisce la continuità di una pratica che ha trasformato il linguaggio fotografico, annullando la distanza tra osservatore e soggetto.
Curata negli spazi progettati con l’architetta Hala Wardé, l’esposizione conferma l’impegno di Goldin nel testimoniare vulnerabilità, resistenza e lotta politica, estendendo oggi il proprio sguardo agli animali e all’ambiente come nuove forme di empatia e sopravvivenza condivisa. La mostra conclude le celebrazioni per il 75mo anniversario del Southbank Centre.