Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Nan Goldin, «My horse Roma, outside Luxor, Egypt», 2003

© Nan Goldin, courtesy the artist and Gagosian

Image

Nan Goldin, «My horse Roma, outside Luxor, Egypt», 2003

© Nan Goldin, courtesy the artist and Gagosian

Ventiquattro anni dopo, Nan Goldin porta vulnerabilità, resistenza e lotta politica a Londra

La Hayward Gallery dedica all’arista americana la prima grande mostra istituzionale nel Regno Unito dal 2002 con un un progetto che segna una nuova fase della sua ricerca

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

La Hayward Gallery di Londra dedica a Nan Goldin (classe 1953), dal 24 novembre al 7 marzo 2027, la sua prima grande mostra istituzionale nel Regno Unito dal 2002, inaugurando «You Never Did Anything Wrong», un progetto che segna una nuova fase della ricerca dell’artista americana e attivista, da oltre cinquant’anni tra le figure più influenti della fotografia contemporanea.

Fulcro dell’esposizione è la prima assoluta di «You Never Did Anything Wrong, Part II» (2026), presentata accanto al primo capitolo del progetto (2024). Realizzati in collaborazione con il filmmaker David Sherman e accompagnati dalle musiche originali di Mica Levi, i due film testimoniano uno spostamento radicale dello sguardo di Goldin: dall’intimità delle relazioni umane alla coscienza animale e al mondo naturale. Girato in 16 mm, «Part I» prende avvio da un'eclissi solare e da un antico mito sul furto del sole da parte degli animali, mentre «Part II», costruito con found footage e materiali d’archivio, diventa una meditazione lirica sull’estinzione e sulla fragilità degli ecosistemi.

La mostra presenta inoltre la première britannica di «Stendhal Syndrome» (2024), in cui fotografie di amici e amanti dialogano con capolavori della storia dell’arte, rivelando sorprendenti corrispondenze compositive ed emotive. Completa il percorso «Memory Lost» (2019-21), intenso lavoro dedicato all’esperienza personale della dipendenza e alla crisi degli oppioidi, che riflette anche l'impegno di Goldin con il collettivo P.A.I.N. per la riduzione del danno e la destigmatizzazione dell’uso di droghe.

Al piano superiore, una selezione di fotografie storiche e nuove stampe legate al progetto «You Never Did Anything Wrong» restituisce la continuità di una pratica che ha trasformato il linguaggio fotografico, annullando la distanza tra osservatore e soggetto.

Curata negli spazi progettati con l’architetta Hala Wardé, l’esposizione conferma l’impegno di Goldin nel testimoniare vulnerabilità, resistenza e lotta politica, estendendo oggi il proprio sguardo agli animali e all’ambiente come nuove forme di empatia e sopravvivenza condivisa. La mostra conclude le celebrazioni per il 75mo anniversario del Southbank Centre.

Alessia De Michelis, 16 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Ventiquattro anni dopo, Nan Goldin porta vulnerabilità, resistenza e lotta politica a Londra | Alessia De Michelis

Ventiquattro anni dopo, Nan Goldin porta vulnerabilità, resistenza e lotta politica a Londra | Alessia De Michelis