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Il «prima» e il «dopo» il restauro di un dipinto danneggiato, raffigurante Gesù sul Monte degli Ulivi, grazie alla pellicola

Courtesy Alex Kachkine

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Il «prima» e il «dopo» il restauro di un dipinto danneggiato, raffigurante Gesù sul Monte degli Ulivi, grazie alla pellicola

Courtesy Alex Kachkine

Restauro e IA: un nuovo metodo elaborato da uno studente del Mit di Boston

Alex Kachkine ha inventato una tecnica per stampare i restauri digitali in una pellicola da applicare al quadro originale danneggiato. Va utilizzata in stretta collaborazione con operatori esperti

Gaspare Melchiorri

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Il restauro di un’opera di pittura antica è tradizionalmente un mestiere dai tempi lenti: può richiedere da qualche settimana a più di dieci anni. Negli ultimi tempi, però, la tecnologia ci è venuta in aiuto con strumenti in grado di creare restauri digitali di quadri danneggiati in modo relativamente rapido.

Finora, però, il restauro rimaneva appunto soltanto digitale: ora Alex Kachkine, studente di ingegneria meccanica del Mit-Massachussetts Institute of Technology, ha sviluppato un metodo per stampare i restauri digitali in una pellicola da applicare al quadro originale. I dettagli sono pubblicati sulla rivista scientifica «Nature».

La prima opera restaurata da Kachkine (o, per meglio dire, dalla tecnica da lui inventata) è stata un dipinto ad olio del Quattrocento: dopo aver ripulito la tela con tecniche tradizionali e rimosso le tracce di vecchi tentativi di restauro, il ricercatore ha fatto lavorare l’IA, che ha rilevato 5.612 zone danneggiate e le ha riempite con 57.314 colori diversi. L’intero procedimento ha richiesto appena tre ore e mezza.

Il lavoro digitale così prodotto è stato poi stampato su due pellicole di materiale plastico molto sottile (una bianca e una a colori, perché per riprodurre completamente il colore sono necessari sia inchiostri bianchi sia colorati, come dice Kachkine) che sono state sovrapposte al dipinto originale allineandole manualmente.

Una copia digitale di questa sorta di «maschera» può essere conservata per tenere traccia dei restauri e vedere le modifiche esatte apportate al dipinto originale. L’aspetto interessante è che le pellicole sono realizzate con materiali che possono essere facilmente dissolti con particolari solventi, per rendere nuovamente visibile il quadro originale danneggiato.

Il metodo, seppur rivoluzionario per il mondo dell’arte e del restauro, va incontro a dei problemi etici: una versione restaurata dall’IA è una rappresentazione corretta dello stile dell'artista? Secondo Kachkine la cosa fondamentale è utilizzare questa tecnica sempre in stretta collaborazione con restauratori esperti, che possano guidare i lavori aiutando a mantenere lo stile e le intenzioni del pittore.

 

 

 

Alex Kachkine, l’inventore del nuovo metodo di restauro con l’aiuto dell’IA

Gaspare Melchiorri, 27 giugno 2025 | © Riproduzione riservata

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