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Una veduta interna della Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli

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Una veduta interna della Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli

Restaurato il pavimento di Cosimo Fanzago nella Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli

L’intervento ha compreso: operazioni di pulitura, rimozione di stuccature incongrue, consolidamento della superficie marmorea, integrazioni con tarsie marmoree e protezione finale del pavimento con cere microcristalline

Vittorio Bertello

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Il 18 giugno è stato svelato al pubblico il restauro del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro, opera dell’architetto barocco Cosimo Fanzago (Clusone, Bg, 1591-Napoli 1678). L’intervento, che ha riguardato l’intera superficie marmorea della Cappella, è stato promosso dalla Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro, in vista del 500mo anniversario della fondazione della Cappella, che cadrà nel 2027, e realizzata grazie al contributo della Fondazione Deloitte.

A testimoniare l’importanza della Cappella di San Gennaro, l’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali. Tra i presenti: Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività produttive Comune di Napoli, Barbara Balbi, funzionaria restauratrice Soprintendenza Abap per il Comune di Napoli, Maria Alessandra Risolo, direttore tecnico R.O.M.A. Consorzio, Guido Borsani, presidente Fondazione Deloitte, Mariano Bruno, deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro, e Vincenzo De Gregorio, abate prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro.

L’intervento di restauro, durato 8 mesi, è stato progettato da Giuseppe Giordano, avviato sotto la sua guida e poi proseguito sotto la direzione tecnica di Alessandra Risolo e operativa di Melina Pagano di R.O.M.A. Consorzio. Il lavoro, condotto con le più avanzate tecniche conservative e nel rispetto dei più alti standard di qualità, ha compreso: • operazioni di pulitura; • rimozione di stuccature incongrue; • consolidamento della superficie marmorea; • integrazioni con tarsie marmoree; e • protezione finale del pavimento con cere microcristalline. Un’operazione che, nella sua complessità, ha richiesto continui adattamenti in corso d’opera, bilanciando rigore conservativo ed esigenze pratiche di cantiere.

Il 13 gennaio 1527 gli Eletti della Città di Napoli sottoscrissero sull’altare maggiore del Duomo, con atto rogato dal notaio Vincenzo De Bossis, il Patto con San Gennaro, impegnandosi a edificare una cappella in suo onore affinché proteggesse la città dai tre flagelli che allora la minacciavano: peste, guerre ed eruzioni del Vesuvio. Nacque così la Reale cappella del Tesoro di san Gennaro, un gioiello barocco incastonato nel cuore del Duomo di Napoli e una delle massime espressioni artistiche della città, frutto della devozione collettiva dei napoletani e del contributo di maestri di fama internazionale.

Di tutte le meraviglie artistiche custodite in questo luogo, le due opere intorno alle quali si sono sviluppati il culto di San Gennaro e la devozione dei fedeli sono il busto angioino e la teca che ospita le Reliquie del Santo. Il prodigio della liquefazione del Sangue è il vero segreto del rapporto così singolare tra Napoli e il suo Santo Protettore. A custodire da quasi 500 anni il Tesoro e le reliquie di San Gennaro è la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro.

«Fin dalla sua nascita, Fondazione Deloitte ha individuato nel sostegno alla cultura e ai beni culturali uno dei suoi ambiti di intervento prioritari. Il contributo per il restauro del pavimento della Cappella di San Gennaro si inserisce in questo impegno che portiamo avanti da anni su tutto il territorio nazionale, dichiara Guido Borsani, presidente di Fondazione Deloitte. Tengo inoltre a sottolineare come questo rappresenti uno dei progetti di maggiore rilievo mai realizzati dalla Fondazione, data la straordinaria importanza del bene coinvolto: la Cappella di San Gennaro non è soltanto un luogo dal profondo significato per i napoletani, ma un autentico gioiello architettonico e storico-artistico di valore nazionale, che merita di essere preservato e valorizzato».

«Il restauro delle lastre marmoree del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzate da Cosimo Fanzago, si inserisce in un progetto più ampio di collaborazione tra la Deputazione di San Gennaro e una serie di attori del Terzo settore, che contribuiscono non solo sul piano economico, ma anche nella diffusione e tutela del Tesoro di San Gennaro e del culto del Santo, afferma Mariano Bruno, deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro. Il progetto di restauro, per la prima volta realizzato sull’intera area del pavimento della Cappella, avviene in prossimità della ricorrenza del cinquecentesimo anniversario del patto tra il Santo con gli Eletti della città, stipulato dal notaio il 13 gennaio 1527. L’iniziativa, inoltre, coincide con un momento particolarmente significativo per Napoli, che si prepara a un impulso internazionale rilevante anche in relazione alla prossima America’s Cup. L’obiettivo è quello di restituire alla città la Cappella restaurata e di avviare un più ampio percorso di interventi conservativi che, a partire dal pavimento, interesseranno progressivamente la Cappella. Un’operazione che consente di valorizzare uno dei tesori più importanti custoditi dalla città, restituito a nuova luce alla comunità che potrà rendere omaggio al culto del Santo patrono nella sua Cappella, ammirandone il rinnovato splendore».

Vittorio Bertello, 18 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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Restaurato il pavimento di Cosimo Fanzago nella Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli | Vittorio Bertello

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