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Il nuovo allestimento della Sala XX delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, con i teleri del ciclo dei «Miracoli della Vera Croce» restaurati

Foto Matteo Panciera

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Il nuovo allestimento della Sala XX delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, con i teleri del ciclo dei «Miracoli della Vera Croce» restaurati

Foto Matteo Panciera

Restaurati, ora risplendono i teleri di Gentile Bellini e Vittore Carpaccio alle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Ripulite da vernici ingiallite dal tempo, le opere del ciclo della Vera Croce hanno recuperato l’originaria profondità spaziale e prospettica. Prossima sfida, il restauro dei rimanenti cinque teleri

Veronica Rodenigo

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Nella Venezia tra fine Quattrocento e primi del Cinquecento Gentile Bellini orchestra il celeberrimo ciclo dedicato ai Miracoli della Vera Croce per la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Otto teleri realizzati, oltre che da Gentile stesso, da Vittore Carpaccio, Lazzaro Bastiani, Giovanni Mansueti, Benedetto Diana e attualmente conservati presso le Gallerie dell’Accademia. Singoli episodi narranti il potere taumaturgico e miracoloso attribuito alla reliquia ambientati anche nei luoghi più rappresentativi della città lagunare; un ritratto dell’aspetto urbano d’allora, brulicante di vita su ponti, canali, tetti, altane. Oggi tre di quei capolavori sono stati restituiti al pubblico in seguito a un restauro conservativo durato 6 anni e reso possibile dal contributo di Save Venice. È tangibile il trasporto del direttore, Giulio Manieri Elia, per il compimento di questa prima tappa, frutto di una serrata collaborazione tra il Laboratorio Scientifico e di Restauro dello stesso Museo (alla Misericordia), la Cbc Conservazioni Beni culturali unitamente alla Uni.S.Ve (per la movimentazione e riallestimento dei teleri). La monumentale «Processione in piazza San Marco» (1496), «Il Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo» (1500), entrambi di Gentile, e il «Miracolo della reliquia della Croce al Ponte di Rialto» (1496) di Vittore Carpaccio si presentano ora attraverso l’originaria profondità spaziale e prospettica, ripuliti da vernici ingiallite dal tempo.

Necessarie le preliminari indagini diagnostiche eseguite nel laboratorio della Misericordia, ci spiega Caterina Barnaba (Cbc Conservazione Beni culturali). «La riflettografia IR ci ha consentito di documentare il disegno sottostante e quindi di comprendere tecnica e processo creativo. La fluorescenza UV ci ha permesso di documentare gli strati sovrammessi, aiutandoci nella pulitura. I dipinti presentavano vernici ossidate e ritocchi tra cui l’ultimo intervento risalente agli anni Novanta ad opera di Ottorino Nonfarmale. Le integrazioni apportate sulle lacune sono state realizzate a tono mentre per le abrasioni della pellicola pittorica si è optato per l’abbassamento di tono, una tecnica che implica l’utilizzo di un colore simile agli strati sottostanti».

Gentile Bellini, «Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo» (1496), prima del restauro. Su concessione del Ministero della Cultura. Foto Matteo De Fina

Gentile Bellini, «Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo» (1496), dopo il restauro. Su concessione del Ministero della Cultura. Foto Matteo De Fina

Impegnativa si è rivelata la movimentazione dei tre teleri, arrotolati su grandi cilindri, trasportati in laboratorio e poi ricollocati con la stessa modalità in situ. «I margini delle opere, puntualizza Cristiana Sburlino, funzionario del Museo, sono generalmente quelli più soggetti a usura. In questo caso sono stati rinforzati applicando fasce perimetrali che hanno consentito un consolidamento del bordo e il ritensionamento dei dipinti sul loro telaio».

Prossima sfida, il restauro dei rimanenti cinque teleri: la «Miracolosa guarigione di Pietro de’ Ludovici» (1501) di Gentile Bellini, il «Miracolo della reliquia della Croce in Campo San Lio» (1496 ca.) e la «Miracolosa guarigione della figlia di Benvegnudo da San Polo» (1506 ca.) di Giovanni Mansueti, l’«Offerta della reliquia della Croce ai confratelli della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista» (1495 ca.) di Lazzaro Bastiani e il «Miracolo della reliquia della Santa Croce» (1505-10) di Benedetto Diana. Sempre attraverso il sostegno di Save Venice si procederà creando un box all’interno della sala attuale e intervenendo su un singolo dipinto alla volta. Una scelta dettata dalla necessità di mantenere accessibili gli spazi anche durante il restauro ma anche finalizzata ad offrire al pubblico, così come si sta già facendo per la Pala di San Giobbe, una narrazione continua dei singoli processi. Approccio non scontato, ma sempre più diffuso, che aiuterà a divulgare specificità, pratiche e tecniche sino ad ora relegate al mondo degli addetti ai lavori.

Veronica Rodenigo, 29 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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