Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliLa storia dell’industria serica piemontese passa anche attraverso le vicende di alcune grandi famiglie che, tra Settecento e Ottocento, seppero trasformare attività economiche e iniziative imprenditoriali in importanti motori di sviluppo. Tra queste i Galleani di Canelli e Barbaresco, protagonisti del nuovo volume di Giulia Ajmone Marsan, I Galleani di Canelli e Barbaresco, pionieri dell’industria della seta, pubblicato dalle Edizioni Centro Studi Piemontesi.
I Galleani furono tra i primi imprenditori a introdurre con successo a Torino la filatura della seta alimentata da mulini idraulici. Tra il 1663 e il 1678 crearono tre filatoi, a Borgo Dora, Venaria Reale e Caraglio, ai quali si aggiunse in seguito una pista da tabacco. Le attività manifatturiere permisero alla famiglia di accumulare una notevole ricchezza, che i Galleani preferirono investire in terreni e feudi piuttosto che in attività considerate più rischiose. A determinare questa scelta furono sia l’incertezza politica e militare del periodo, segnato da guerre ricorrenti, sia una naturale prudenza, che li tenne lontani dai contratti per le forniture militari e dagli appalti per la riscossione delle tasse.
La strategia si rivelò efficace: mentre altri imprenditori, più inclini al rischio, andarono incontro a pesanti fallimenti, i Galleani riuscirono a conservare il proprio patrimonio per tutto il Settecento, trasformandosi progressivamente in una famiglia di rentiers. La Rivoluzione francese segnò però una svolta. La riduzione dei redditi e il successivo frazionamento del patrimonio portarono alla vendita del filatoio di Caraglio e, più tardi, di quello di Venaria Reale. I Galleani uscirono così dal settore della seta prima che questo conoscesse il suo definitivo declino.
Il libro viene presentato martedì 15 settembre alle 18, a Villa San Luigi di Chieri, in un incontro organizzato dal Centro Studi Piemontesi Ets insieme all’Associazione Tenimento di San Luigi Aps. Un’occasione per riportare alla luce una vicenda familiare e imprenditoriale che si intreccia con la storia economica e sociale del Piemonte.
Attraverso documenti e fonti d’archivio, Ajmone Marsan ricostruisce il percorso dei Galleani e il loro contributo allo sviluppo della produzione della seta, restituendo al lettore il quadro di un’epoca nella quale iniziativa privata, commercio e innovazione stavano cambiando profondamente il territorio.
L’incontro allargherà lo sguardo anche ad altre famiglie legate alla storia dell’imprenditoria piemontese. Dopo il saluto introduttivo di Anna Maria Bocchiotti, interverranno Alberto Turinetti di Priero, con un approfondimento sui Turinetti di Priero tra la Moglia di Chieri e i Paesi Bassi Austriaci, e Gustavo Mola di Nomaglio, che parlerà della seta a Racconigi e degli Agnelli. Coordinerà l’incontro Albina Malerba.
Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Turismo in Italia, secondo trimestre 2026: 47 milioni di arrivi e quasi 148 milioni di pernottamenti
A sostenere la crescita, ci informa l’Istat, sono soprattutto gli stranieri, che rappresentano il 61,6% delle presenze complessive. La permanenza media è stata di 3,15 notti, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2025
Circa 70 opere, tra dipinti e grandi cartoni, provenienti da collezioni italiane e internazionali, attraversano l’intera carriera dell’artista, dalle prime prove degli anni ’40 fino ai lavori del 2019
A sostenere il progetto sarà l’accordo di valorizzazione tra il Sacro Convento di Assisi e i Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria
A nove anni dall’incendio che ne aveva danneggiato le strutture, il sito è stato restaurato e reso agibile. Sono stati conservati, ove possibile, anche i segni lasciati dal fuoco



