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Una veduta dell’High Line a New York

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Wil Fyfordy

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Una veduta dell’High Line a New York

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Wil Fyfordy

Puoi votare anche tu per scegliere le prossime opere sull’High Line Pinth

Anche quest’anno è possibile lasciare, fino all’8 settembre, dei commenti al fondo delle schede delle opere, al momento semplici rendering di Bianca Bondi, Ali Cherri, Enrico David, Sakshi Gupta, Omar Mismar e Simon Vega, per citarne alcuni, che verranno commissionate per il 2029 e il 2030

Cecilia Paccagnella

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L’arte a portata di tutti. Con questo spirito Cecilia Alemani dirige dal 2011 il parco sopraelevato che accoglie interventi di arte pubblica a New York, ma è curioso vedere come vengono selezionati i progetti che ogni 18 mesi occupano il «Plinth» dell’High Line.

La vocazione democratica è infatti confermata dalla scelta di offrire la possibilità a chiunque di esprimere la propria opinione sulle 62 opere in lizza per la settima e l’ottava commissione, che svetteranno all’incrocio tra la 30ma e la 10ma Avenue nel 2029 e nel 2030. Questa modalità è stata adottata nel 2020, quando i contatti interpersonali avvenivano perlopiù virtualmente a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19: allora le proposte erano 80 e solo 12 progetti sono arrivati alle selezioni finali, per eleggere infine «Old Tree» di Pamela Rosenkranz come terza opera dell’High Line Plinth.

Anche quest’anno è possibile lasciare, fino all’8 settembre, dei commenti al fondo delle schede delle opere, al momento semplici rendering di Bianca Bondi, Ali Cherri, Enrico David, Sakshi Gupta, Omar Mismar e Simon Vega, per citarne alcuni (per la lista completa visitare il sito internet dell’High Line). Dopodiché, il team curatoriale valuterà il materiale raccolto e procederà a stilare la lista dei finalisti, che saranno invitati a presentare dei modelli in scala all’inizio del 2027.

Attualmente a vegliare sulle strade di New York ci pensa un grande Buddha, «The Light That Shines Through the Universe» dell’artista vietnamita Tuan Andrew Nguyen, in omaggio a due statue del VI secolo originariamente situate nell’Afghanistan centrale, ma distrutte nel 2001 dai talebani.

Cecilia Paccagnella, 09 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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