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Uno dei cammini francescani, nel tratto da Greccio ad Assisi

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Uno dei cammini francescani, nel tratto da Greccio ad Assisi

Presentato il «Cammino di San Francesco»: ha un’estensione totale di 1.546 km

I percorsi e le varie tratte, interamente percorribili a piedi, sono stati individuati sulla base di una validazione storico-critica effettuata dal Comitato Nazionale per l’Ottavo centenario della morte di San Francesco

Gaspare Melchiorri

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Si è svolta il 30 luglio, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, la conferenza stampa di presentazione del «Cammino di Francesco-Il Cammino della Luce», introdotta e moderata dal vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Marco Villani. Sono intervenuti: il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella, il presidente del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi Davide Rondoni, padre Francesco Piloni dell’Ordine dei Frati Minori di Assisi, componente del Comitato d’indirizzo dell’Associazione Vie e Cammini di Francesco.

L’iniziativa nasce tra i grandi progetti del Comitato Nazionale con l’obiettivo di valorizzare e mettere in rete un patrimonio diffuso di percorsi, offrendo una visione organica e condivisa dell’eredità francescana. Ha un’estensione totale di 1.546 km, comprensivo delle diverse direttrici, bretelle e varianti, che tocca le Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.

I percorsi e le varie tratte, interamente percorribili a piedi, sono stati individuati sulla base di una validazione storico-critica effettuata dal Comitato Nazionale per l’Ottavo centenario della morte di San Francesco e hanno tutti come meta finale Assisi. La presenza del Cammino di Francesco su Italia.it rappresenta il risultato del percorso di valorizzazione promosso dal Ministero del Turismo in collaborazione con l’Associazione Vie e Cammini di Francesco.

«Con la nascita del “Cammino di Francesco” l’Italia si arricchisce di un grande itinerario spirituale che si snoda per oltre mille chilometri. […]. È l’Italia che si fa cammino. È l’anima della Nazione che si racconta al mondo attraverso Francesco. Il turismo spirituale è per noi una grande opportunità. È turismo lento, diffuso, sostenibile, in continua crescita, il più ricercato dai viaggiatori. Porta le persone nei borghi, nelle aree interne, nelle comunità. Destagionalizza, genera lavoro, tiene vivi i territori». Così il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.

Il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella ha dichiarato: «Promuovere il “Cammino di Francesco” rappresenta un investimento sulla cultura, sul turismo lento, sulla sostenibilità e sullo sviluppo dei territori. San Francesco d’Assisi è Patrono d’Italia non solo per la grandezza della sua testimonianza religiosa, ma perché incarna valori che appartengono all’identità più profonda del nostro Paese. Il suo amore per il creato, la vicinanza agli ultimi, il dialogo con chi è diverso e la scelta della pace come via di convivenza continuano a parlare anche alla società contemporanea».

«Dopo un lavoro paziente di cui ringrazio tutti, prende avvio uno dei grandi progetti su cui, come presidente, ho impegnato il Comitato Nazionale per gli Ottocento anni dalla morte di san Francesco. Armonizzare la proposta del Cammino di Francesco è non solo un atto di rispetto verso tutti coloro che vi sono coinvolti, specie i camminatori, ma soprattutto verso il Santo e Patrono. Meglio avere patroni in cielo che padroni sulla terra, per camminare più liberi e in pace». Così Davide Rondoni, presidente dell’Associazione del Cammino di Francesco.

Padre Francesco Piloni dell’Ordine dei Frati Minori di Assisi, componente del Comitato d’indirizzo dell’Associazione Vie e Cammini di Francesco, ha dichiarato: «Il Cammino di Francesco non è un semplice itinerario geografico, ma un’esperienza di profonda trasformazione interiore che, passo dopo passo, lavora dentro le persone e ne cambia lo sguardo, svelando un orizzonte inaspettato. Mettersi oggi sui passi di San Francesco apre ad accogliere tre grandi doni. • Il dono spirituale: uno spazio intimo e libero per fare silenzio, ascoltare sé stessi e il Vangelo, sperimentando un’essenzialità che alleggerisce non solo lo zaino, ma anche l’anima. […]  • Il dono ambientale: Un’immersione totale nella meraviglia del creato, che non è più solo un paesaggio da attraversare, ma un richiamo vivo a custodire la casa comune con rispetto. • Il dono culturale: L’incontro lento e autentico con un inestimabile patrimonio di arte, storia e relazioni umane, custodito dalle comunità locali e dai borghi».

Gaspare Melchiorri, 30 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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