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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliOggi 28 luglio un terremoto di magnitudo pari a 7,1 ha colpito l’area di Kumamoto, nella prefettura omonima; poco dopo si è verificato un altro terremoto di magnitudo 6,1.
In diverse località della prefettura sono divampati incendi e sono in corso le operazioni di spegnimento. Molte case sono crollate e, secondo alcune segnalazioni, ci sarebbero persone intrappolate all’interno.
Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, l’epicentro del primo terremoto si trovava nella zona di Kumamoto, all’interno della prefettura, a una profondità di circa 10 chilometri.
Alcuni muri in pietra dell’antico Castello di Kumamoto, nella città omonima, sono crollati in diversi punti. Si tratta di un monumento databile tra il XV e il XVII secolo, posto sulla sommità di una collina, situato nel quartiere di Chūō-ku della città di Kumamoto, capoluogo dell’omonima prefettura.
All’epoca della sua costruzione era un castello imponente e magnificamente fortificato. Il «dongione» è una ricostruzione in cemento risalente al 1960, ma persistono parecchie strutture secondarie in legno appartenenti al castello originale. Questo castello è considerato uno dei tre principali castelli del Giappone, insieme a quello di Himeji e a quello di Matsumoto. Nel complesso del castello tredici strutture sono state classificate dalle autorità nipponiche come «importanti beni culturali».
Kumamoto risale in origine al 1467, quando il samurai Ideta Hidenobu vi stabilì le prime fortificazioni. Nel 1496, queste strutture furono estese dal notabile Kanokogi Chikakazu. Nel 1588 il comandante militare Katō Kiyomasa vi trasferì la propria residenza. Durante la sua residenza, tra il 1601 e il 1607, espanse grandemente il complesso, trasformandolo in un agglomerato composto da 49 torri, 18 cancelli principali e 29 cancelli minori. Esso venne poi terminato nel 1610.
Il complesso nel corso dei secoli conobbe alcune traversie. Per esempio, fu assediato nel 1877 durante la ribellione di Satsuma (rivolta guidata dai samurai della provincia di Satsuma contro il governo modernizzatore Meiji): in questa circostanza la fortezza ed altre parti del castello furono date alle fiamme e distrutte. All'assedio resistettero 13 edifici del complesso, i quali sono arrivati intatti fino ad oggi. Nel 1960, la fortezza del castello è stata ricostruita utilizzando il cemento. Dal 1998 al 2008, l'intero complesso è stato sottoposto ad interventi di restauro, durante il quale sono stati ricostruiti la maggior parte degli edifici risalenti al XVII secolo.
Gaspare Melchiorri
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