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Una veduta del MuMi-Museo Michetti a Francavilla al Mare (Ch)

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Una veduta del MuMi-Museo Michetti a Francavilla al Mare (Ch)

Per il Premio Michetti 2026 venti artisti riflettono sul tema della «cosmovisione»

A Francavilla al Mare, sabato 25 luglio, apre la 77ma edizione della manifestazione che ha traghettato un importante capitolo dell’arte contemporanea dal dopoguerra ai giorni nostri

Letizia Riccio

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Le opere di venti artisti italiani e internazionali aprono, sabato 25 luglio al MuMi di Francavilla al Mare (Chieti), la 77ma edizione del Premio Michetti. «Cosmovisions» è il titolo della mostra collettiva di arte contemporanea che accompagna la manifestazione; a cura di Nicolas Bourriaud e Massimiliano Scuderi, l’esposizione è ispirata alla «cosmovisione» dei popoli indigeni dell’Amazzonia, ovvero alla consapevolezza che la vita formi un sistema unico che comprende tutti gli organismi. Quest’anno Cristiana Perrella, direttrice del Macro di Roma e presidente dell’Accademia Pontificia di Belle Arti e Lettere, è a capo della giuria composta da Franco Pomilio, Pier Luigi Sacco, Carla Subrizi e Andrea Viliani.

In mostra, opere, video e installazioni di venti artisti italiani e internazionali: Jacopo Belloni, Benni Bosetto, Danilo Correale, Binta Diaw, Irene Fenara, Diego Gualandris, Viola Leddi, Romana Londi, Lorenza Longhi, Agnes Questionmark, selezionati da Bourriaud; insieme a S()fia Braga Carola Bonfili Alex Chalmers Silvia Dal Dosso Federica Di Pietrantonio, Eva Gold, Massimo Grimaldi, Lorem, Eva & Franco Mattes, Matteo Nasini, selezionati da Scuderi. Molti di loro sono artisti giovani (numerosi i nati negli anni Novanta) che operano con le performance, i video, le installazioni, ma anche con la scultura, la pittura, la musica. Il nuovo progetto espositivo propone due sguardi differenti: da un lato, l’indagine si concentra sul mondo meccanico, presentando artisti che esplorano l’automazione e mettono in discussione la robotica e la logica dell’industrializzazione e dell’IA; dall’altro, emergono le ricerche ispirate dalla visione di un universo vivente, che contrappongono alle intelligenze artificiali la fragilità dell'umano e la nostra capacità di tessere connessioni.

Sede storica della Fondazione Michetti, che organizza da decenni il premio omonimo, è il MuMi-Museo Michetti, situato a pochi passi dall’ex convento francescano di Francavilla al Mare, risalente al 1450 e acquistato nel 1885 dal pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti (1851-1929) per farne la sua casa studio. Il Convento fu sede del Cenacolo Michettiano, del quale fecero parte Gabriele D’Annunzio (che qui scrisse Il piacere, 1889), Francesco Paolo Tosti, Matilde Serao, Edoardo Scarfoglio e molti altri intellettuali dell’epoca; nel 1939, per volontà del re Vittorio Emanuele III, divenne Monumento Nazionale. Nella sua lunga storia, che inizia già nel dopoguerra, il Premio Michetti ha visto la presenza di artisti e membri della giuria illustri, da Lucio Fontana a Sante Monachesi, da Felice Casorati a Domenico Purificato; e poi, più di recente, nomi come Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Mario Ceroli e molti altri.

Letizia Riccio, 24 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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