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Alberto Samonà

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I prossimi progetti per l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este di Alberto Samonà

Nuove campagne di scavo, una grande mostra sull’imperatore Adriano, accordi di collaborazione, ma anche manutenzione, accessibilità e strumenti digitali: queste (e altre) sono le iniziative del neodirettore di Villæ

Dallo scorso febbraio Alberto Samonà (Palermo, 1972) è il nuovo direttore di Villæ, l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli (Roma). Scelto dall’allora responsabile della Direzione Generale Musei del MiC, Massimo Osanna, insieme ad altri tredici colleghi, Samonà traccia un bilancio delle iniziative condotte finora e anticipa alcuni progetti per i mesi a venire.

Direttore Samonà, quali sono stati gli aspetti principali di questo primo scorcio del suo mandato?
Un istituto che custodisce patrimoni di straordinaria complessità come Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore deve interrogarsi continuamente sul ruolo che questi luoghi possono avere nel presente e nel futuro. Sono stati mesi dedicati all’ascolto, alla progettazione e alla definizione di alcune direttrici strategiche. Abbiamo voluto dare nuovo impulso alla ricerca archeologica, rafforzando le collaborazioni con università italiane e internazionali e avviando programmi di scavo direttamente coordinati dagli archeologi dell’Istituto. Inoltre, stiamo sviluppando il rapporto tra patrimonio e arte contemporanea, attraverso progetti come MuseoNatura, e lavoriamo al miglioramento dei servizi e dell’esperienza di visita, perché un museo oggi deve essere un luogo accessibile e accogliente. Gestire siti Unesco comporta una grande responsabilità; e, infatti, i nostri luoghi sono quotidianamente interessati da interventi di manutenzione programmata, che riguardano il verde, i mosaici e le strutture, come quello che abbiamo appena concluso alle Grandi Terme di Villa Adriana. Inoltre, abbiamo siglato di recente accordi di collaborazione scientifica e culturale con Fondazione Alinari per la Fotografia e con Fondazione Polaroid. In questo periodo, abbiamo anche dato il via al «Premio Tibur Villæ», un riconoscimento annuale (attribuito, nella prima edizione, all’autore musicale Mogol) dedicato a quelle personalità che abbiano contribuito alla crescita culturale, artistica e civile dell’Italia.

Da giugno è iniziato anche il programma della rassegna VillÆstate.
Sì, e prevede un ciclo teatrale, «Heroides», dedicato alla figura della donna nel mito, le «Memorie di Adriano» interpretate da Alessandro Preziosi e una riflessione sull’«Eterno Pinocchio» nel bicentenario di Carlo Collodi, con intellettuali come Giordano Bruno Guerri, oltre a proiezioni e momenti musicali. A Villa d’Este, ospiteremo «Il Canto delle Creature», dedicato a San Francesco, con Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana; e poi tanti altri appuntamenti nel corso dell’estate.

Che cosa muove la scelta di ripristinare le coltivazioni e la pastorizia antiche nel contesto di due siti Unesco e degli altri importanti luoghi archeologici dell’Istituto?
La tutela passa anche dalla capacità di riconoscere e valorizzare gli ecosistemi storici; nei nostri siti, natura e cultura non sono mai state dimensioni separate. Villa Adriana è un complesso archeologico unico e, al contempo, un paesaggio nel quale uomo, acqua e territorio hanno costruito nei secoli un rapporto profondo. Ripristinare alcune vocazioni agricole antiche, come l’olivicoltura, o il pizzutello a Villa d’Este, o ancora gli orti ispirati alle colture romane, significa lavorare nel solco dell’identità di questi luoghi, ricostruendo un equilibrio tra patrimonio, ambiente e comunità.

Quali altri programmi avete per i siti dell’Istituto durante la prossima stagione 2026-27?
A Villa d’Este daremo vita a un progetto dedicato al musicista Franz Liszt, profondamente legato alla storia della Villa, e al rapporto tra musica e viaggio. Proseguirà, inoltre, il lavoro sull’ampliamento dei percorsi di visita: a fine settembre, al Santuario di Ercole Vincitore, inaugureremo una porzione della Via Tecta, comprendente anche parte della storica cartiera recentemente restaurata. Sempre al Santuario, alla fine del 2026, realizzeremo un’esposizione di alcuni significativi reperti delle nostre collezioni, meno conosciuti dal grande pubblico. A Villa Adriana, nella seconda metà del 2027, abbiamo in programma una mostra dedicata all’imperatore Adriano nel contesto culturale, filosofico, artistico e geopolitico in cui visse. Sarà l’occasione per raccontare una figura ancora oggi straordinariamente attuale. Per il 2027 stiamo anche mettendo a punto diverse iniziative per il quarantennale della morte di Marguerite Yourcenar; fra le altre, un grande progetto nel quale convivranno letteratura, musica, teatro e narrazioni.

In questo periodo avete in corso alcune campagne di scavo nei siti di Villæ. Quali sono le più importanti?
La ricerca archeologica è uno degli assi strategici dell’Istituto. Al Santuario di Ercole Vincitore, la ripresa degli scavi della Basilica ha portato al ritrovamento di un importante blocco d’architrave con un’iscrizione di età augustea, rinvenimento che chiarisce definitivamente la funzione dell’edificio e apre nuove prospettive di valorizzazione. Posso annunciare che in autunno riprenderemo gli scavi, grazie a un finanziamento concessoci dalla Direzione Generale Musei. Anche a Villa Adriana stiamo per iniziare diversi interventi direttamente coordinati dai nostri archeologi (dietro ai Musei del Canopo, nella cosiddetta Palestra e al Posteggio), mentre proseguono numerose collaborazioni con università italiane e internazionali in aree fondamentali del sito, dal Plutonium al Pecile, dal Palazzo al Macchiozzo. Inoltre, inizieremo uno scavo archeologico anche a Villa d’Este. L’obiettivo è costruire una ricerca condivisa, nella quale i dati archeologici confluiscano immediatamente nei sistemi scientifici dell’Istituto.

Qual è l’andamento delle visite in questo scorcio di stagione, tra la primavera e l’estate del 2026? E quali le novità per i visitatori?
La stagione 2026 sta registrando risultati molto positivi sia a Villa Adriana sia a Villa d’Este. Il dato più importante è che questa crescita sta avvenendo in equilibrio, senza compromettere la qualità della visita e la tutela dei luoghi. Stiamo investendo molto sull’accessibilità e sull’esperienza del pubblico, anche attraverso strumenti digitali e audioguide più moderne, che possano contribuire a una migliore comprensione dei siti. I visitatori delle Ville devono accostarsi realmente alla storia e ai significati profondi e contemporanei che questi luoghi custodiscono.

Villa d’Este è stata di recente teatro di riprese cinematografiche; quali altri progetti simili sono in programma?
Nei giorni scorsi Villa d’Este ha ospitato le riprese della serie Tv «Assassin’s Creed», ambientata all’epoca di Nerone; è un’ulteriore conferma del fascino internazionale di questi luoghi, nel tempo spesso scelti come set cinematografici e televisivi. Abbiamo ricevuto altre richieste da parte di produzioni internazionali, ma per ora non posso anticipare dettagli, per gli accordi di riservatezza che abbiamo sottoscritto. Posso, però, confermare un interesse molto forte che non può che farci piacere.

Una veduta di Villa Adriana a Roma. © Istituto Villa Adriana e Villa d’Este

Letizia Riccio, 23 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Letizia Riccio

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