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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliDiffondere i valori culturali della Nazione, promuovere la conoscenza del patrimonio italiano nel mondo e soddisfare quell’amore per la cultura italiana che accomuna tanti stranieri, lavorando per l’«Italsimpatia», un’attrazione sempre più diffusa verso la lingua di Dante. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato il 21 settembre a Roma, a Palazzo Firenze, da 100 anni sede della Società Dante Alighieri, tra il ministro della Cultura, Alessandro Giuli e il presidente della Società, Andrea Riccardi. L’accordo definisce un programma di azioni congiunte in molteplici settori (dalle arti all’archeologia, dallo spettacolo dal vivo al cinema/audiovisivo) negli Stati che vedono operare la Società, in raccordo con il Maeci-Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la rete delle rappresentanze italiane all’estero. Un’iniziativa effettuata affinché, come ha ribadito Giuli, «l’italiano non sia percepito soltanto come un presidio culturale, che pure vogliamo promuovere, conservare, tutelare, ma come uno strumento di relazione». «La lingua italiana, ha continuato Giuli, è essenzialmente l’erede del latino, di una lingua che si è sedimentata nell’arco del tempo come aperta ai popoli, al dialogo, al confronto».
Tra gli ambiti di collaborazione rientra anche la diffusione dell’italiano per l’arte e l’offerta di tirocini a studenti stranieri della «Dante» presso musei e istituti culturali statali. L’intesa tra il MiC e la Società, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, promuove inoltre il «Passaporto della Cultura», che offre l’accesso gratuito a dieci principali musei italiani a tutti gli studenti meritevoli della «Dante» e alle personalità straniere che si siano particolarmente distinte nella diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero.
Un’attenzione particolare è riservata anche al libro e all’editoria italiana, attraverso le iniziative organizzate per il «Dantedì» del 25 marzo, i Presìdi letterari e la partecipazione alle fiere internazionali di settore, tra cui la Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara 2026, dove l’Italia sarà Paese Ospite d’Onore. Ministero della Cultura e Società Dante Alighieri collaboreranno inoltre per la valorizzazione all’estero dei borghi di interesse storico-culturale, al fine di promuovere il patrimonio diffuso, attirare investimenti culturali nelle aree interne e diversificare i flussi turistici, in sinergia con il «Piano Olivetti per la cultura».
«Il protocollo che firmiamo oggi con il ministro Alessandro Giuli, ha spiegato il presidente Andrea Riccardi, è un passo importante. L’intesa con il MiC apre la strada a importanti collaborazioni per diffondere il ricco patrimonio culturale italiano nei 70 paesi esteri in cui la rete Dante è attiva con le sue 400 sedi. Parliamo di turismo nei borghi, che porta i viaggiatori alla scoperta dell’Italia più autentica, dei tirocini nei musei, riservati ai giovani che si stanno formando, e infine, del nuovo “Passaporto della cultura”, strumento per conoscere davvero la nostra arte, i nostri autori e le opere frutto del loro genio». Il protocollo richiama inoltre il «Piano Mattei per l’Africa». La cooperazione culturale con gli Stati africani e con il Mediterraneo allargato viene inserita in una visione di partenariato fondata sul dialogo tra istituzioni, sulla formazione, sulla ricerca, sulla valorizzazione del patrimonio e sulla collaborazione con soggetti pubblici e privati.
Nel 2026 ricorrono inoltre i cento anni trascorsi dalla Società all’interno dello storico Palazzo Firenze. Come anticipato dal presidente Riccardi, questo anniversario sarà celebrato «con alcuni appuntamenti significativi, un convegno storico sul Palazzo e una pubblicazione scientifica sulla vicenda dell’edificio» che passa dai Medici al Ministero di Grazia e Giustizia e poi all’Avvocatura dello Stato, e che avrebbe accolto nelle sue stanze anche Caravaggio, probabilmente ospite del cardinal Del Monte, suo grande mecenate.
Come anticipa a «Il Giornale dell’Arte» Chiara Barbato, storica dell’arte e dell’architettura, responsabile servizi arte e patrimonio artistico della Società Dante Alighieri, verso metà ottobre inaugurerà una mostra documentaria con testimonianze dell’Archivio storico. «Sarà l’occasione, spiega Barbato, per valorizzare pezzi della collezione permanente come il “Busto di Dante” o il dipinto intitolato “Adelaide Ristori Marchesa Capranica del Grillo nel suo ottantesimo anno” realizzato da un Giacomo Balla prefuturista nel 1904. I pezzi saranno allestiti in una sorta di Galleria dantesca. Negli anni Venti la storia della “Dante” si intreccia a quella del Fascismo. Nel 1937 viene inaugurata una mostra sulla storia della Società. In archivio abbiamo trovato diverse foto relative all’allestimento razionalista, interessanti per comprendere la storia del Palazzo in quel determinato periodo storico. Grazie alla collaborazione con la Biblioteca Hertziana avremo anche la riproduzione di alcune fotografie. Il 25 novembre inaugureremo invece un’esposizione su Carlo Collodi a duecento anni dalla nascita (1826-90, Ndr), con alcuni documenti manoscritti in prestito dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze».
Samantha De Martin
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