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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliIl 25 ottobre la Fondation Cartier pour l’art contemporain si trasferisce al numero 2 di place du Palais-Royal, a pochi passi dal Musée du Louvre, dopo più di trent’anni passati nell’iconica struttura in vetro e acciaio del boulevard Raspail, a Montparnasse. Questa volta non si è trattato di costruire un edificio nuovo, ma di rileggere un palazzo dell’800 haussmanniano, l’ex Louvre des Antiquaires, già sede di un Grand Hôtel e dei Grands Magasins du Louvre. A firmare il progetto è ancora Jean Nouvel, l’architetto che già nel 1994 aveva dato forma al primo quartier generale della fondazione (la proprietà, il gruppo assicurativo francese Groupama, non ha al momento comunicato la futura destinazione d’uso).
Più che a un restauro, l’edificio che ospita la nuova sede in place du Palais-Royal è stato sottoposto a una metamorfosi architettonica. Pur mantenendo intatte le facciate storiche, con l’elegante colonnato, iscritte nella lista dei monumenti storici, Nouvel, archistar oggi ottantenne, ha svuotato e ripensato radicalmente gli interni: 8.500 metri quadrati complessivi, di cui circa 6.500 destinati alle mostre (piano -1, piano terra e primo piano). Gli ampi spazi, con alti soffitti (fino a 11 metri) e grandi vetrate spalancano il museo sulla città, trasformandolo in una sorta di «piazza coperta», un luogo aperto tra interno ed esterno. Cuore del progetto sono cinque piattaforme mobili, un’invenzione scenografica di Nouvel, dei moduli che possono salire, scendere o inclinarsi, modellando lo spazio in ambienti sempre diversi e rinnovando continuamente il rapporto tra opere e pubblico. Nouvel ha parlato di un edificio «tra la cattedrale e il piroscafo futurista».
Oltre alle sale espositive, la nuova fondazione ospita anche un auditorium da 120 posti, una libreria e spazi didattici. Il costo del cantiere, secondo la stampa francese, è arrivato a circa 230 milioni di euro. La mostra inaugurale, «Exposition générale» (fino all’agosto 2026), è una grande retrospettiva omaggio alla collezione della Fondation Cartier, iniziata nel 1984 e dalla vocazione interdisciplinare, frutto delle collaborazioni con artisti di ogni latitudine. Delle sue 4.500 opere ne sono state selezionate 600. Tra gli artisti rappresentati: César, Raymond Depardon, Ron Mueck, William Eggleston, Sarah Sze, Jean-Michel Othoniel, Bill Viola. Il titolo richiama le mostre di abiti e oggetti che si tenevano a metà ’800, in contemporanea con le grandi Esposizioni universali, proprio nei Grands Magasins du Louvre, all’epoca luoghi di scoperta e di modernità.
Luana De Micco
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