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Galleria Estação, Art Rio 2026. Courtesy Estação

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Galleria Estação, Art Rio 2026. Courtesy Estação

Pagine d’arte carioca: cronache da Art Rio e dalle mostre in città

Colorata, complicata, meravigliosa, luogo al di là di tutti i luoghi comuni dove tutti confluiscono: Rio de Janeiro nella sua prima, ufficiale, Settimana dell’Arte   

Matteo Bergamini

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La prima settimana dell'arte di Rio, ufficializzata quest'anno dalla Segreteria di Cultura della città, è iniziata lunedì in anticipo di due giorni sull'inizio della fiera, Art Rio, visitata in gran segreto anche dalla Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani, Presidente dei Musei Reali del Qatar, collezionista e curatrice, arrivata nella città meravigliosa nella giornata di martedì: un'oretta passata tra gli stand, nell'ormai tradizionale struttura di Marina da Glória, a porte chiuse. Un'apertura ufficiosa in grande stile, dove Sheikha Al-Thani si è intrattenuta con i galleristi, ricordando di vari artisti già collezionati, come ci raccontano da Fortes D'Aloia e Gabriel, la prima galleria ad aprire le danze della settimana inaugurando lo scorso lunedì 14, la mostra personale dell'artista Tadáskía «espírito jardim humana» alla Carpintaria, speciale spazio per l'arte contemporanea in zona Jardim Botânico: una collezione di cosmologie familiari e fittizie per un risultato che pone in vista disegni, sculture, intrecci di tecniche e materiali. 

Dentro Art Rio, tra gli highlights della galleria, c'è un piccolo collage di Beatriz Milhazes (50mila dollari), che dopo gli interventi site specific nella Casa-Museo Roberto Marinho è da poco tornata a un progetto ambientale: quello del tunnel di connessione del rinnovato MASP di San Paolo, che finalmente unisce internamente lo storico edificio di Lina Bo Bardi al nuovo Edificio Pietro Bardi. Ernesto Neto, che invece attualmente occupa i due spazi della galleria a San Paolo è presente nello stand con una scultura in fibra di cotone e pietre (anche preziose), per 70mila dollari; una bella scultura a parete del grande Ivens Machado (1942-2015) è a 60mila; un'iconica Leda Catunda a 90mila, mentre con la nuova produzione di Luiz Zerbini si sale a 155mila. 

Ma nel nuvoloso cielo che ha accompagnato Rio per tutta la settimana, oltre alle infinite feste (un luogo tra tutti, l'iconico ladob, e la festa annuale di A Gentil Carioca) c'è stata anche la tragica scomparsa di Rodrigo Cass (1983-2026) che Fortes d'Aloia e Gabriel rappresenta dal 2014 e di cui allo stand si può vedere la produzione recente (35mila), all'indomani della partecipazione dell'artista alla Biennale del MAM di San Paolo, «Depois que tudo foi dito», aperta lo scorso 12 settembre.

Gabriel Ribeiro, Novo Hipotálamo, Galleria Refresco. Courtesy Refresco

Galleria Continua, Art Rio 2026. Courtesy Galleria Continua

Mendes Wood DM, propone opere in un range di prezzo che va dai 10 ai 500mila dollari. Tra le gallerie più originali in fatto di curatela di stand, affidato alla designer Gigi Barreto, segnaliamo Estação, da oltre vent'anni specializzata nel creare dialoghi tra arte contemporanea e artisti «popolari», che offre anche un pannello di 42 ex-voto raccolti negli anni da varie collezioni. Tra i giovani artisti proposti e venduti ci sono Santídio Pereira, con grandi incisioni per 155mila reais (circa 26mila euro); gli arazzi di Higo José, a 43mila reais (circa 7mila euro); André Barion con le suggestive tecniche miste su tessuto, dai toni di rosso, a 51mila reais (meno di 9mila euro).

A Rio anche la sede brasiliana di Galleria Continua che, tra gli altri, propone Cecchini, Pistoletto e Kapoor, rispettivamente con a prezzi a scalare: 52mila euro per Aeolian Landform, 2026, dell'artista toscano, 320mila euro il dittico specchiante e martellato (Two Less One, 2009) dell'artista di Biella e 750mila sterline per il grande tondo rosso (Wild Cherry Long Fade, 2025), dell'artista inglese.

Usciti dal Padiglione principale, una sbirciata al Pan di Zucchero e si entra nella sezione «Brasil Contemporaneo», a cura Paola Borghi, che riunisce gallerie giovani (con giovani artisti) di tutto il Paese, cercando la pluralità intrinseca dalla produzione nazionale. Impatta lo stand di Danielian (Rio e San Paolo) con Thales Pomb e una serie inedita ispirata al Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, dai colori fauve dalle sagome consumate dall'attesa: valori dai 6 ai 30mila reais (5mila euro circa). A seguire Arte Fasam (San Paolo), con la produzione curiosa in encaustica di Amira Rodrigues, che crea visioni di interni dai toni algidi (dai 7 ai 18mila reais – 3mila euro circa) e le opere che utilizzano una base in cellulosa per creare un universo astratto di forme geometriche e delicate di Ana Paes, quasi una reminescenza delle Fine di Dio di Fontana, per circa 22mila reais (3mila e 500 euro circa).

Più tropicale l'offerta di Christal di Recife, che tra gli altri mette in mostra le vedute tropicali di Marcelo Amorim, dai 9 ai 20mila reais, dipendendo dalle dimensioni. Unite per proporre la produzione di Rafael Kamada, ci sono le gallerie Refresco (Rio de Janeiro) con Claraboia (San Paolo). Tra le più attive delle gallerie carioca, Refresco ha anche inaugurato in grande stile, con un opening affollatissimo, la mostra dell'artista Gabriel Ribeiro: una raffinata ricerca che coinvolge fotografia non tradizione e scultura nata in occasione della partecipazione dell'artista alla residenza FAAP, di San Paolo. Decisamente originale anche la produzione dell'artista Romulo Barros, da Mazzucchelli Cardoso: tra memoria e trasformazione della materia (legno bruciato, rame, cera, bitume) un congiunto di geometrie singolari, in un range intorno ai 20-30mila reais. 

A pochi minuti dalla fiera c'è il Tropigalpão che, in occasione della settimana, offre tre mostre inedite, di cui due promosse dalle gallerie Galatea e Marli Matsumoto, oltre a un intervento dell'artista Dominique Gonzalez-Foester, sdoppiamento del progetto site specific per l'ottagono della Pinacoteca di San Paolo, realizzato nel 2025. 

Romulo Barros, da Mazzucchelli Cardoso, Art Rio 2026. Ph. Filipe Berndt

Ivens Machado, Sem título, 2005 Ferro, tela di nylon e resti di mattoni, 140 x 75 x 60 cm, Edizione 5 + 1 PA. Courtesy Fortes d'Aloia e Gabriel

Al Centro Hélio Oiticica, «Sob o chão do nosso contorno», offre una nuova visione sul lavoro del giovane Ian Salamente, rappresentato in Italia dalla Galleria Orma di Milano (presente anche nel settore «Brasil Contemporâneo» di Art Rio): pittore con una formazione nella bottega di un artista locale della sua città, Cabo Frio, Salamente traspone in nuove immagini la tradizionale attività della creazione di tappeti di sale colorato, nel giorno del Corpus Christi, collocando e dislocando nella pittura memorie affettive, paesaggio, cultura locale. Un'attenzione alle proprie origini che si rivela anche nella pittura di Thais Iroko, a Palazzo Capanema, dove i fuochi d'artificio e la notte funk del Baile do Egito, zona nord di Rio, non sono semplicemente l'apice della festa ma segnali, comunicazioni in codice che necessitano di una conoscenza appurata al paesaggio per essere intese. Un po' come succede con le pitture di Albarte, giovane artista proveniente dalla complessa comunità del Complexo do Chapadão che, attraverso un omaggio al potere di immaginazione dell'infanzia, mette l'accento sul transito a senso unico verso quella Rio de Janeiro delle meraviglie creata grazie al lavoro dei cittadini del suburbio carioca. 

Uno sguardo intimo alle note d'artista è in piazza Tiradentes, nel temporaneo Pavilhão Maxwell Alexander, dove una serie di quaderni di vari protagonisti dell'arte brasiliana sono in bella vista rivelando appuntamenti, intenzioni, titoli, poemetti, disegni. Nello stesso largo anche la grande installazione di Opavivarà!, il collettivo rappresentato da A Gentil Carioca e parte della programmazione della Settimana dell'arte che ha letteralmente invaso alcune aree simbolo del centro di Rio con palchi, mostre temporanee, chioschi e chi più ne ha più ne metta, da Lapa a Santa Teresa, da Gamboa alla iconica Piazza XV e che, nelle giornate di sabato, in una vera e propria maratona, ha aperto più di 40 atelier in un percorso congiunto. Roba da fare invidia a qualunque art week, se ci si mette che, oltretutto, siamo a Rio.

Al Solar dos Abacaxis, a sua volta celebre per la sua grande festa che trasforma la rua do Senado in un vero e proprio spazio di condivisione, «Ney Matogrosso. Eu prefiro ser», dedicata all'iconico cantautore brasiliano, oggi 85enne, e allo sguardo che l'arte ha posato su di lui, omaggiandolo o ispirandosi o, semplicemente, condividendo estetiche che hanno a che vedere con la natura, la foresta, una dimensione erotica e selvaggia. 

Manca qualcosa? Una infinità di eventi, mostre e balli, che ci riportano un po' alla dimensione politica della neonata Semana da Arte (in Brasile, nell'anno elettorale, ci si gioca il tutto e per tutto per i consensi) e un po' all'imprendibilità di una metropoli che, dovunque la si guardi, non smette di proiettarsi al futuro, fedelissima al suo carattere indomito e sfacciato. 

Matteo Bergamini, 19 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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