Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliDa oggi il Museo Archeologico Nazionale di Paestum si presenta al pubblico nel suo allestimento completo, al termine del programma di riqualificazione e rinnovamento dell’edificio e dell’esposizione permanente avviato nel 2019 dai Parchi archeologici di Paestum e Velia.
A inaugurare «Paestum fuori le mura» è stato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, insieme con il direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo; presenti anche Luca Mercuri, dirigente delegato della Direzione generale Musei, e Gaetano Paolino, sindaco di Capaccio Paestum.
L’inaugurazione costituisce il punto di arrivo di un percorso sviluppato per fasi. Nel 2023 sono state riaperte la sezione dedicata alla preistoria e alla protostoria del territorio, le sale sui santuari e sullo spazio pubblico della città greco-lucana e la nuova sezione «Oltre il museo». Nel 2024 è stata inaugurata la sezione «Paestum: dalla città romana a oggi». Con l’inaugurazione della sezione «Nuovi scavi e ricerche» e la riapertura delle sale dedicate alle necropoli, al territorio e alle tombe dipinte della città greco-lucana, il progetto espositivo del Museo giunge oggi a compimento.
Il Museo presenta oggi un percorso di visita concepito in maniera unitaria, più ampio rispetto al precedente, che attraversa la storia del territorio dalle prime testimonianze della presenza umana alla città greca di Poseidonia, dalle trasformazioni di età lucana e romana alla riscoperta di Paestum durante il Grand Tour, fino alle ultime attività di indagine archeologica.
Il titolo «Paestum fuori le mura» suggerisce il nucleo centrale del nuovo racconto espositivo: lo sguardo si proietta oltre la cinta muraria dell’antica città, verso un paesaggio popolato in età greco-lucana da necropoli, santuari suburbani e rurali, nuclei abitativi e produttivi. Uno spazio tutt’altro che marginale, nel quale la città costruiva il proprio rapporto con il territorio, con il sacro e con la memoria dei defunti.
Non si tratta, dunque, dell’apertura di un singolo nucleo espositivo, ma del momento conclusivo di un progetto pluriennale che ridà al Museo la sua completezza. Reperti, contesti archeologici, apparati didattici e strumenti multimediali costruiscono oggi una narrazione organica, capace di mettere in relazione la storia della città con quella delle comunità e del paesaggio che la circondavano.
Tra i fiori all’occhiello del nuovo allestimento c’è la straordinaria collezione delle tombe dipinte, uno dei nuclei più importanti e identitari del patrimonio archeologico di Paestum. Le lastre funerarie di periodo greco-lucano, databili tra il V e i primi decenni del III secolo a.C., tornano pienamente fruibili insieme ai relativi corredi, all’interno di un allestimento totalmente rinnovato. Scene di ritorno del guerriero, combattimenti, gare, cortei e momenti di commiato raccontano i valori, le credenze e i ruoli sociali delle comunità lucane. Il nuovo percorso restituisce le pitture al loro contesto originario, ricostruendo le forme delle sepolture, i rituali funerari e le circostanze del rinvenimento.
Le lastre non sono presentate soltanto per il loro straordinario valore artistico, ma come parti di contesti funerari unitari. Il dialogo con i corredi consente di avvicinarsi alle storie delle persone per le quali quelle immagini furono realizzate e di comprendere il significato che la morte, la memoria e la rappresentazione dell’identità assumevano nella società lucana.
Alle tombe dipinte già presenti nel precedente allestimento, si aggiungono lastre che entrano ora per la prima volta nell’esposizione permanente. Spiccano, tra queste, le pareti dipinte della tomba a camera 113 della necropoli di Spinazzo, pregevoli per qualità di esecuzione del programma decorativo, sottoposte a un delicato intervento di restauro cofinanziato dal Ministero della Cultura e dalla donazione privata della società Eutecne srl nell’ambito del programma nazionale ArtBonus.
«Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum rappresenta da anni un punto di riferimento per il territorio, ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Il nuovo allestimento lo rende ancora più bello e ne amplia le possibilità di fruizione. Cura e accessibilità sono le parole chiave di questa giornata: un museo realizza pienamente la propria funzione quando favorisce la partecipazione e consente a ciascuno di sentirsi parte attiva della comunità. Professionalità, passione e tecnologie avanzate permettono di avvicinare pubblici sempre più numerosi. È così che il museo diventa un presidio fondamentale, capace di tenere viva una rete di relazioni e di rafforzare il senso di appartenenza. La cultura è anche presenza e prossimità ai cittadini».
«Il nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Paestum rappresenta un risultato di grande rilievo per la valorizzazione del patrimonio: porta a conclusione un progetto pluriennale che restituisce al Museo la piena unità del suo percorso e ne rafforza il ruolo nel panorama nazionale e non solo, ha commentato Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale. Un risultato reso possibile anche dalla capacità di integrare risorse pubbliche e contributi privati, consolidando il legame con il territorio e ampliando la capacità del Museo di raggiungere nuovi pubblici».
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
È giunto alla sua quindicesima edizione uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti dell'arte, della storia e del paesaggio
Costruita nel 1725 utilizzando legno di quercia proveniente dalla fortezza di Perevolochna, era stata realizzata senza l’impiego di un solo chiodo, a dimostrazione dell’elevata maestria degli artigiani dell’epoca
La pinacoteca londinese dedica il prossimo novembre al maestro fiammingo una mostra storica, a volte accostando il dipinto al suo disegno preparatorio, altre volte istituendo confronti inediti
L’opera era passata per le mani di diversi acquirenti prima di essere rintracciato presso una casa d’aste, dove è stata sequestrata. Ora è «ritornata a casa»



