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Silvia Conta
Leggi i suoi articoliTra inaugurazioni imminenti ed esposizioni appena inaugurate, prende il via il caleidoscopico autunno d’oltralpe, il cui evento più atteso è il taglio del nastro della nuova ala della Fondation Beyeler, con una mostra con oltre 230 opere della collezione. Nelle altre istituzione si spazia dall’esplorazione che unisce opere di Maria Lassnig e Van Gogh a Zurigo, al Modernismo “tropical” di Roberto Burle Marx a Berna, passando per le ricerche di giovani artisti alla prima mostra nella Confederazione Elvetica in varie città, fino alla retrospettiva dedicata a Kounellis a Lugano e alla riscoperta dei ritratti di Jean-Étienne Liotard alla futura Maria Antonietta, a Ginevra.
Riehen (Basilea)
Fondation Beyeler | Constellations
dal 26 settembre 2026 al 5 settembre 2027
https://www.fondationbeyeler.ch/en/exhibitions
Constellations è la mostra inaugurale del nuovo complesso ampliato della Fondation Beyeler: per la prima volta, una mostra si svilupperà all’interno del nuovo edificio museale progettato da Peter Zumthor (Wyss Museum), accanto all’edificio del museo progettato da Renzo Piano (Beyeler Museum), oltre che nel parco ampliato e negli edifici storici riadattati. Con circa 230 opere, la più grande esposizione della collezione nella storia del museo metterà in primo piano il dialogo tra arte, architettura e natura, per il quale la Fondation Beyeler è conosciuta a livello internazionale. Il percorso espositivo riunirà capolavori del XIX, XX e XXI secolo appartenenti alla collezione della Fondation, comprese acquisizioni e donazioni recenti, insieme a importanti prestiti provenienti da rinomate collezioni private svizzere e internazionali. Il titolo fa riferimento alle Constellations di Alexander Calder, realizzate nel 1943, alcune delle quali saranno esposte nella mostra e ne costituiranno al tempo stesso il filo conduttore. Come nel caso delle costellazioni di stelle che percepiamo nel cielo notturno, le mutevoli costellazioni delle opere d’arte creeranno nuove relazioni e apriranno nuove prospettive. Constellations è una mostra in continua evoluzione: una parte delle sale e degli accostamenti di opere cambierà con cadenza stagionale, dando vita a nuove costellazioni. Il pubblico è quindi invitato a riscoprire le opere esposte a ogni visita al complesso ampliato della Fondazione di Riehen. Nel percorso espositivo opere di Claude Monet, Pablo Picasso, Alexander Calder, Joan Miró, René Magritte, Alberto Giacometti, Mark Rothko, Willem de Kooning, Joan Mitchell, Cy Twombly, Louise Bourgeois, Fujiko Nakaya, Gerhard Richter, Vija Celmins, Marlene Dumas, Robert Gober, Thomas Schütte, Roni Horn, Fischli/Weiss, Elizabeth Peyton, Wolfgang Tillmans e Otobong Nkanga, accanto a opere di circa 25 altri artisti e artiste.
Maria Lassnig, Due modi di essere (Doppio autoritratto), 2000, Fondazione Maria Lassnig © Fondazione Maria Lassnig / 2026, ProLitteris, Zurigo
Zurigo
Kunsthaus Zürich | Maria Lassnig and Edvard Munch. Flow of Paint = Flow of Life
dal 2 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027
https://www.kunsthaus.ch/besuch-planen/ausstellungen/maria-lassnig-und-edvard-munch/
«Per la prima volta, una mostra mette in dialogo Maria Lassnig ed Edvard Munch, aprendo nuove prospettive su due artisti eccezionali», ha affermato la curatrice Sandra Gianfreda: con circa 150 opere, tra cui 78 dipinti, la mostra presenta prestiti di altissimo profilo provenienti dal Munchmuseet di Oslo e dalla Maria Lassnig Foundation di Vienna, creando numerosi accostamenti inediti. Più di mezzo secolo separa Maria Lassnig (1919–2014) da Edvard Munch (1863–1944). Eppure, entrambi condividono un interesse per le grandi questioni dell’umanità. Nella loro arte, entrambi indagano il corpo, le emozioni, la malattia e la morte, così come il rapporto tra l’essere umano e la natura. Mentre Munch si concentra sul ciclo della vita, della morte e della rinascita, Lassnig rivolge costantemente lo sguardo verso l’interiorità: i suoi «dipinti della consapevolezza corporea» nascono dalla percezione diretta del proprio corpo e conferiscono agli stati interiori una forma pittorica inconfondibile. Lassnig si è confrontata intensamente con la storia dell’arte e Edvard Munch è stato uno dei suoi più importanti punti di riferimento. Nella percorso espositivo, opere di Munch già note vengono inserite in un nuovo contesto: il suo uso della linea e del colore, così come la composizione delle sue immagini, emergono sotto una nuova luce quando vengono osservati attraverso lo specchio della pittura di Lassnig. Al tempo stesso, diventa evidente quanto profondamente l’opera di Munch sia radicata nel pensiero artistico di Lassnig.
Kunsthaus Zürich | Ikonen. Opere selezionate dalla collezione
fino al 10 gennaio 2027
https://www.kunsthaus.ch/en/besuch-planen/ausstellungen/ikonen/
Le ninfee di Claude Monet, la lattina di zuppa di Andy Warhol, Sant’Antonio predicatore di Arnold Böcklin, il trittico di Francis Bacon e Franz und Luciano di Franz Gertsch: il percorso espositivo riunisce alcune delle opere più celebri del Kunsthaus Zürich. Nella sua ala più recente - l'edificio Chipperfield - il più grande museo d’arte della Svizzera presenta una selezione di opere realizzate tra il 1622 e il 1998: dipinti, sculture e opere su carta appartenenti a epoche diverse vengono riuniti in gruppi cronologici e trans-storici in uno spazio di circa 800 metri quadrati in cui si incontrano opere di artisti tra cui Albert Anker, Heidi Bucher, Ferdinand Hodler, Marlow Moss, Pablo Picasso, Auguste Rodin, Cindy Sherman, Sophie Taeuber-Arp e molti altri.
Migros Museum für Gegenwartskunst | Sammlung &: Sylvie Fleury Shamiran Istifan. She-Devils on Wheels Angels on Heels
Dal 26 settembre 2026 al 17 gennaio 2027
https://migrosmuseum.ch/ausstellungen/she-devils-on-wheels-angels-on-heels
Sammlung & è il titolo dato alle mostre in cui le opere della collezione del Migros Museum per l’arte contemporanea vengono presentate in nuove costellazioni. Le opere entrano in risonanza con lavori provenienti dall’esterno della collezione oppure artiste e artisti sono invitati a mettere la propria pratica in dialogo con le opere della collezione. Questa mostra unisce le opere delle artiste Sylvie Fleury e Shamiran Istifan, che si muovono tra gli immaginari della cultura pop, della mitologia, della vita quotidiana e del glamour. Il punto di partenza è She-Devils on Wheels – Headquarters (1997) di Sylvie Fleury, proveniente dalla collezione: un’opera che l’artista aveva presentato nel 1998 nella sua mostra personale in questo museo. Fleury trasforma lo spazio espositivo nel quartier generale di un club automobilistico. Tra attrezzi da officina, pneumatici e fusti di olio compaiono altri oggetti, come giganteschi rossetti o una scultura a forma di razzo. Questi simboli, associati rispettivamente al femminile e al maschile, mettono in discussione in modo giocoso gli stereotipi di genere. Dall’altra parte, Shamiran Istifan presenta una serie di nuove opere. Uno dei punti di partenza di questo gruppo di lavori è Irma Vep, leggendario personaggio cinematografico e artista della trasformazione, ricco di contraddizioni. Entrambe le artiste si appropriano dei simboli e ne ridefiniscono il significato, le loro opere invitano a riflettere sulle proprie idee e sulle attribuzioni e categorizzazioni che utilizziamo.
Migros Museum für Gegenwartskunst | Nicole L’Huillier. Canción de Amor
dal 26 settembre 2026 al 17 gennaio 2027
https://migrosmuseum.ch/ausstellungen/nicole-lhuillier-2
Che cosa significa dare senza aspettarsi nulla in cambio? La mostra di Nicole L’Huillier esplora ciò che tiene unite le persone, in un mondo in cui molti ambiti della vita sono caratterizzati dalla logica dello scambio, della reciprocità e dell’utilità. L’artista apre spazi al di là di queste logiche e rende possibile sperimentare altre forme di stare insieme. Come? Attraverso il gioco. Non inteso come distrazione o fuga dalla realtà, bensì come tentativo di esercitare la comunicazione e la condivisione, un invito a entrare in relazione con gli altri. Per questo L’Huillier trasforma il piano terra in uno spazio dedicato al gioco con installazioni sonore, altalene, conchiglie per sussurrare e piccole figure che riproducono il battito del cuore. L’Huillier intende il gioco come «ascoltare e rispondere, entrare in un campo dinamico di risonanza in cui diventiamo permeabili ed elastici e diamo senza aspettarci nulla in cambio». L’Huillier invita a ballare, cantare e dondolarsi. Perché nello sviluppo umano non contano soltanto la razionalità e la competizione, ma anche l’accettazione reciproca, la cura e le attività prive di uno scopo prestabilito – in altre parole: «amore e gioco». L’artista concepisce le sue installazioni come spazi esperienziali ricchi di forme, colori e suoni, nei quali è possibile esplorare il modo in cui entriamo in relazione gli uni con gli altri e con gli altri organismi e le atmosfere che ci circondano.
Kunsthalle Zürich | Ayo Akingbade. Crossing
al 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027
https://www.kunsthallezurich.ch/de/ausstellungen/10329-ayo-akingbade
La prima mostra personale istituzionale della filmmaker e artista Ayo Akingbade (1994), residente a Londra, al di fuori della Gran Bretagna. A partire da due nuove produzioni, presentate per la prima volta alla Kunsthalle Zürich e messe in dialogo con lavori precedenti dell’artista, la mostra offre uno sguardo sulla ricerca continuativa di Akingbade intorno all’urbanistica e all’architettura, nonché alle condizioni sociali e politiche che le determinano.
Kunsthalle Zürich | Caspar Heinemann. Tempting Fate
Dal 26 settembre 2026 al10 gennaio 2027
https://www.kunsthallezurich.ch/de/ausstellungen/10330-caspar-heinemann
La prima mostra personale istituzionale dell’artista al di fuori della Gran Bretagna. Nelle sue sculture, installazioni, performance, disegni e testi, l’artista Caspar Heinemann (nato nel 1994 a Londra, Regno Unito), residente a Glasgow, traduce il linguaggio, i racconti e i frammenti della storia in forme materiali e spaziali. Il suo lavoro mette spesso in relazione storie queer e controculturali con riferimenti alla folk art, all’architettura vernacolare e alle tradizioni spirituali e letterarie. Partendo dal suo interesse costante per semplici tecniche artigianali e materiali, la mostra alla si sviluppa attorno a una nuova installazione site-specific, nella quale l’artista riprende il tema del cielo notturno – un motivo ricorrente nella sua opera – ed esplora questioni legate all’autenticità e alla continuità.
Luma Westbau | Christodoulos Panayiotou. Entertainment
dal 26 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027
https://westbau.com/en/program/entertainment
Una mostra di nuove opere commissionate che si ricollega a One Year, la recente esposizione dell’artista presso Luma Arles e prosegue la sua ricerca sul tema del tempo e della memoria. Partendo dalla domanda su come trascorriamo e viviamo il nostro tempo, Panayiotou rivolge lo sguardo al tempo libero, al ritiro e all’intrattenimento, ai piccoli spettacoli e alle distrazioni con cui interrompiamo la quotidianità. Non si tratta soltanto della possibilità di sfuggire alla routine: l’intrattenimento diventa uno spazio nel quale sperimentiamo e mettiamo alla prova desideri e idee sulla vita e sulla comunità. Entertainment si interroga su ciò che questi momenti di svago e distrazione rivelano di noi e della società in cui viviamo.
Museum Haus Konstruktiv | The Body Within Abstraction
dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027
https://www.hauskonstruktiv.ch/en/exhibitions/the-body-within-abstraction?tab=1
Con questa mostra il Museum Haus Konstruktiv celebra il suo 40mo anno di attività. Nelle correnti costruttiviste e concrete dell’arte moderna, il corpo umano è stato in gran parte escluso, sia come tema sia come elemento della produzione artistica. Al centro dell’attenzione vi era, come postulato da Theo van Doesburg nel 1930, l’autonomia dei mezzi espressivi: linea, colore e superficie. Le rappresentazioni figurative venivano invece liquidate come illusionistiche e speculative. Questo approccio razionale, votato all’intelletto, alla matematica e alla sistematicità, si distaccava deliberatamente da qualsiasi considerazione del proprio corpo. La mostra sottopone a un’analisi critica e al tempo stesso giocosa l’interpretazione ormai consolidata secondo cui l’arte razionale e non figurativa sarebbe priva di qualsiasi riferimento al corpo. La mostra presenta – tra gli altri, attraverso opere di Heidi Bucher, Kimsooja, Dóra Maurer, Bruce Nauman, Steven Parrino e Chiharu Shiota – esempi di come il corpo possa diventare al tempo stesso presupposto formale e fondamento tematico di opere minimaliste, fortemente ridotte e non figurative. Alla base del percorso espositivo vi è la domanda su quanto corpo, inteso come unità di misura, modello o elemento strutturante, sia contenuto nelle opere astratte e prive di riferimenti oggettuali.
Museum Rietberg | Nikka. The Indian Painter
dal 2 ottobre 2026 al 30 maggio 2027
https://rietberg.ch/ausstellungen/nikka
La mostra presenta opere di particolare rilievo provenienti dalla rinomata collezione Pahari del Museum Rietberg, costituita negli ultimi settantacinque anni grazie al sostegno di benefattori privati. Organizzata in collaborazione con la GBF Foundation for Cooperative Research on South Asian Art and Artists, il percorso espositivo mette in luce i risultati delle ricerche più recenti e offre nuove prospettive su uno dei grandi maestri della pittura indiana, a lungo trascurato dalla storiografia. Chi era Nikka di Guler? Sebbene sia considerato uno dei più importanti pittori della regione del Pahari, nell’India settentrionale, si sa ancora poco della sua vita. Nato nella famiglia del celebre artista Nainsukh, Nikka realizzò ritratti di principi e sovrani, oltre a straordinarie serie di dipinti dedicate a soggetti religiosi e letterari nella seconda metà del XVIII secolo. Le ricerche più recenti consentono oggi di attribuire con maggiore precisione le opere a Nikka e di ricostruire il suo profilo artistico, riconoscendolo come uno dei più importanti ritrattisti della sua generazione.
Michael Ancher, Anna Ancher und Marie Krøyer beim Spaziergang (Detail, freigestellt), 1897 © Skagens Museum
Berna
Zentrum Paul Klee | Roberto Burle Marx. Modernismo tropical
dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
https://www.zpk.org/it/ausstellung/roberto-burle-marx
L’artista brasiliano Roberto Burle Marx (1909–1994) ha rivoluzionato l’architettura del paesaggio nella prima metà del XX secolo, trasferendo alla natura principi compositivi propri della pittura e della musica. Mentre i suoi progetti ricordano dipinti astratti, integra sculture e superfici murarie tridimensionali o policrome nei suoi interventi paesaggistici. Nei suoi dipinti ricorrono forme vegetali astratte e il gioco della luce tra le chiome degli alberi. Pittore, grafico, scultore, designer di gioielli, scenografo e costumista, attivista ambientale e collezionista, ha partecipato – nello spirito dell’avanguardia brasiliana – al processo di valorizzazione di ciò che veniva considerato «brasiliano». Nei suoi parchi ha impiegato specie vegetali autoctone, allora ritenute di scarso valore, e si è impegnato nella ricerca e nella tutela della flora brasiliana.
Kunsthalle Bern | Saodat Ismailova. Amanat - As We Sleep
fino al 22 novembre 2027
https://kunsthallebern.ch/en/exhibitions/2026-saodat-ismailova-amanat-as-we-sleep
La prima mostra personale in Svizzera dell’artista e filmmaker uzbeka Saodat Ismailova. I film e le installazioni di Ismailova si sviluppano lungo le fratture delle terre dell’Asia centrale, segnate da rituali e miti, confini in continua trasformazione e fenomeni migratori, nonché dalle forze invisibili del potere imperiale che plasmano gli spazi di vita psichici e materiali del presente. Al centro della mostra c’è Amanat (2026), il nuovo film commissionato all’artista. Il titolo rimanda a qualcosa che viene affidato alle cure di qualcuno e indica al tempo stesso una responsabilità sacra, che deve essere rispettata, preservata e trasmessa. Il film conclude il lungo percorso di ricerca di Ismailova su Arslanbob, un vasto bosco di noci nell’attuale Kirghizistan, venerato da secoli come luogo spirituale. Nelle sue opere, che intrecciano cinema, installazione, materiali d’archivio e suono, Ismailova esplora le storie culturali e spirituali dell’Asia centrale attraverso miti, tradizioni orali, rituali ed esperienze vissute. Amanat è stato realizzato in collaborazione con lo Swiss Institute (New York) e la LUMA Foundation (Arles).
Kunstmuseum Bern | Journey into Freedom. Capri – Skagen – Monte Verità
dal 30 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027
https://www.kunstmuseumbern.ch/en/ausstellung/journey-freedom
Tre luoghi, una sola promessa: la libertà. Tra il 1830 e il 1930, artisti provenienti da tutta Europa viaggiano verso gli estremi confini del continente: a Capri, nel sud dell’Italia, a Skagen, nel nord della Danimarca, e anche a Monte Verità, in Svizzera. Lontani dalle città industrializzate e dai vincoli della società borghese, cercano un modo di vivere diverso: più vicino alla natura, più vicino a ciò che considerano “autentico”. Questi luoghi del desiderio incarnano una ricerca artistica di un futuro libero e comunitario. La mostra ripercorre queste aspirazioni e la disillusione che ne è seguita. Chi si tratteneva più a lungo in questi luoghi finiva presto, infatti, per vedere oltre l’immagine da cartolina: pescatori che rischiavano la vita, persone, bambini e anziani costretti a lavorare duramente, povertà. È proprio nella tensione tra utopia e realtà che è emerso qualcosa di nuovo e radicale.
Kunstmuseum Bern | Franz Gertsch. Blow-UP (Part I)
Fino al 17 gennaio 2027
Franz Gertsch (1930–2022) è considerato un pioniere svizzero del fotorealismo e un maestro della xilografia moderna. La retrospettiva Franz Gertsch. Blow-Up, presentata in due sedi, al Kunstmuseum Bern (fino al 17 gennaio 2027) e al Museum Franz Gertsch (fino al 28 febbraio 2027), offre una panoramica di una carriera artistica durata oltre sessant’anni. La mostra comprende i monumentali dipinti dedicati alla scena giovanile e musicale degli anni Settanta, gli iconici ritratti di donne degli anni Ottanta, i dipinti di famiglia e i ritratti di amici artisti, oltre a paesaggi epici e immagini della natura. Al Kunstmuseum Bern, l’attenzione si concentra sul periodo compreso tra il 1956 e il 2021, aprendo al pubblico prospettive in parte già note, ma anche nuovi spunti e punti di vista per la lettura e la ricezione dell’opera di Gertsch. La mostra ripercorre l’evoluzione stilistica dell’artista e mette inoltre in luce i fili conduttori e le connessioni tematiche che attraversano la sua opera. Tra questi emergono in particolare il rapporto tra l’essere umano e la natura, così come il ruolo della fotografia nella pittura. Entrambi questi temi assumono oggi un significato rinnovato, nel contesto delle crisi ecologiche e umanitarie e nell’epoca dei selfie.
Zilla Leutenegger, ZillaGorilla (video still), 2021/2026. Courtesy the artist and Galerie Peter Kilchmann, Zürich, Paris
Burgdorf (Berna)
Museum Franz Gertsch | Franz Gertsch. Blow-UP (Part II)
fino al 28 febbraio 2026
https://www.museum-franzgertsch.ch/de/ausstellungen/blow-up
Il Museum Franz Gertsch presenta una selezione di dipinti e temi realizzati tra il 1970 e il 2022, con particolare attenzione ai modelli Patti Smith, Luciano Castelli e Irene Straub. Tra il 1971 e il 1977, Gertsch realizzò complessivamente cinque ritratti della poetessa rock Patti Smith e tredici ritratti di Luciano Castelli. Irene Straub faceva parte della cerchia di Luciano Castelli ed era conosciuta a Zurigo come prostituta d’alto bordo con il nome di «Lady Shiva». La mostra comprende inoltre i dipinti di grande formato dedicati alle modelle Johanna (1983–1985) e Silvia (1988–2004), così come importanti soggetti paesaggistici: il sentiero nel bosco (Campiglia Marittima), le erbe e il mare, oltre a una selezione di xilografie.
Basilea
Kunstmuseum Basel | Van Gogh, Hodler, and a Cabriolet. The Collector and Pioneer Gertrud Dübi-Müller
Fino al 7 febbraio 2027
https://kunstmuseumbasel.ch/en/exhibitions/2026/van-gogh-hodler-und-ein-cabriolet
È stata una delle più importanti collezioniste d’arte della Svizzera, una fotografa talentuosa, un’appassionata automobilista e alpinista, e ha posato per Ferdinand Hodler e altri artisti: con questa mostra il Kunstmuseum Basel presenta la prima grande mostra dedicata a Gertrud Dübi-Müller (Soletta, 1888–Soletta, 1980). Circa ottanta opere di artisti di fama provenienti dalla sua collezione, fotografie di grande forza espressiva e documenti finora inediti fanno luce sulla vita di Dübi-Müller e illustrano, con un’ampiezza senza precedenti, il suo ruolo influente nella storia dell’arte e della cultura, quale figura di rilievo dietro le quinte del modernismo europeo. Nella sua collezione Gertrud Dübi-Müller ha riunito opere di grande rilievo, tra cui lavori di Paul Cézanne, Gustav Klimt e Vincent van Gogh, insieme a quelli di importanti artisti svizzeri come Cuno Amiet, Alice Bailly, Giovanni Giacometti e Ferdinand Hodler. Oltre ai tesori oggi conservati al Kunstmuseum Solothurn, la mostra presenta opere provenienti da altri musei svizzeri e da collezioni private, un tempo appartenute alla collezione Dübi-Müller. Le fotografie scattate dalla stessa collezionista e da altri autori, le lettere finora inedite e le cartoline dipinte a mano che artisti e professionisti del mondo creativo inviarono a Dübi-Müller offrono uno sguardo intimo sulla sua rete di relazioni. Il percorso è completato da numerosi prestiti della Fotostiftung Schweiz, che custodisce il patrimonio fotografico di Dübi-Müller.
Museum Tinguely | Zilla Leutenegger. Spaces Between
fino al 7 marzo 2027
https://www.tinguely.ch/en/exhibitions/exhibitions/2026/zilla-leutenegger.html
Zilla Leutenegger (nata nel 1968 a Zurigo) presenta dieci delle sue installazioni multimediali e una serie di monotipi, offrendo scorci di architetture misteriosamente abitate e flebili tracce di una vita. È come se qualcuno si fosse trasferito nell’edificio, lasciando qua e là tracce e ombre della propria esistenza. Oltre a raccontare brevi storie poetiche, questi momenti invitano il pubblico a riscoprire il museo e a guardarlo con occhi diversi. L’artista è una delle figure di riferimento dell’arte contemporanea svizzera. In un’affascinante simbiosi tra media analogici e digitali, la sua ricerca si concentra sulle inconfondibili installazioni multimediali e sui «disegni video», nei quali sovrappone disegni murali e proiezioni video. In questo modo, uno spazio statico prende improvvisamente vita grazie all’ombra proiettata di una figura in movimento. Queste ingegnose situazioni spaziali fanno da scenografia a una narrazione profonda, che svolge un ruolo centrale nella sua opera. L’artista appare spesso nei panni del suo alter ego Zilla, una figura che – ripresa, disegnata o costruita digitalmente – compie con discrezione gesti quotidiani: legge, aspetta o guarda fuori dalla finestra. Attraverso questi momenti intimi, l’artista costruisce una narrazione sottile, alla quale il pubblico risponde con i propri ricordi. Nel percorso espositivo le sue opere entrano in un dialogo con la collezione del museo. In questo confronto, le proiezioni silenziose e di grande formato di Leutenegger incontrano il dinamismo meccanico di Tinguely, dando vita a una storia fatta di movimento, luce e spazio, che offre una nuova e affascinante prospettiva sulla poesia del quotidiano.
HEK Haus der Elektronischen Künste | 3ETV. HEK x Somerset House Studios
dal 12 ottobre al 18 dicembre 2026
https://hek.ch/programm/ausstellungen/3etv
Nel 1966, 9 Evenings: Theatre and Engineering, a New York, riunì artisti, ingegneri e scienziati ed è considerato un momento pionieristico per l’incontro tra performance e tecnologia. Sessant’anni dopo, Somerset House Studios riprende quello spirito sperimentale con 3 Evenings: Experiments in Performance and Technology, interrogandosi su cosa significhi oggi fare performance con la tecnologia e attraverso la tecnologia. Come ampliamento del programma nasce 3ETV, un canale televisivo online internazionale e curato, che esplora come la performance e la tecnologia siano cambiate in un mondo permanentemente connesso. Attraverso nove canali attivi contemporaneamente, il pubblico può creare il proprio palinsesto e passare da opere artistiche a formati brevi sperimentali, materiali d’archivio, contributi prodotti appositamente e trasmissioni in diretta delle performance di 3 Evenings. Anche l’HEK partecipa a questa collaborazione internazionale e cura un proprio canale per 3ETV. Attraverso una selezione di opere recenti e precedenti, l’HEK porta sulla piattaforma globale di streaming prospettive artistiche provenienti dal proprio programma e dalla propria rete di collaborazioni. Insieme a Somerset House Studios e ad altri partner internazionali, nasce così uno spazio interconnesso che sperimenta nuove forme di trasmissione, visione e fruizione collettiva.
Kunsthaus Baselland | Yanik Soland. Walking on Rubber Eggshells
dal 25 settembre al 15 novembre 2026
https://www.kunsthausbaselland.ch/ausstellungen/yanik-soland
La prima mostra personale istituzionale dell’artista e musicista basilese Yanik Soland (1990) è dedicata a una pratica artistica che unisce, tra le altre cose, suono, scultura e performance in cui l’artista si interroga su come sia possibile esporre il suono e renderlo visibile o percepibile fisicamente. A Basilea prende forma una nuova esposizione che, per la prima volta in modo esaustivo, riunisce il lungo percorso di ricerca di Yanik Soland sulle transizioni tra suono, materia e spazio.
Kunsthaus Baselland | Sinnesumschmeichelungen
dal 25 settembre 2026 al 4 aprile 2027
https://www.kunsthausbaselland.ch/ausstellungen/sinnesumschmeichelungen
Gli artisti e le artiste selezionati e invitati per questa mostra provengono sia da Basilea e dalla regione circostante sia da Canada, Spagna, Inghilterra, Italia, Brasile, Germania e altri Paesi. Il titolo - che si potrebbe tradurre con “coccole per i sensi” - richiama il desiderio di muoversi quasi come in un’onda, coinvolgendo tutti i sensi nel cuore dell’arte e lasciandosi a propria volta trasportare e influenzare da essa. Grazie alla collaborazione con la Fondazione ”la Caixa”, è possibile presentare per la prima volta in questa esposizione opere di Geneviève Cadieux, Esther Ferrer, Douglas Gordon, Cristina Iglesias, Anish Kapoor, Ernesto Neto, Tobias Rehberger e Soledad Sevilla. Insieme a Maya Rikli, Giacomo Santiago Rogado, Hagar Schmidhalter e Rémy Zaugg, gli artisti e le artiste danno vita a un percorso che invita il pubblico ad assumere un modo particolare di muoversi e di rapportarsi agli spazi e alle opere.
Rachel Marks Kiiro [黄色: jaune en japonais], 2023
Ginevra
MAH Musée d'art et d’histoire de Genève | Liotard e Maria Antonietta. Volti sotto inchiesta
dal 3 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
https://www.mahmah.ch/expositions/liotard-et-marie-antoinette
Nel 1762 Jean-Étienne Liotard (1702-1789) realizzò i ritratti dei figli di Maria Teresa d’Austria, tra cui figurava la futura regina di Francia, Maria Antonietta. Il MAH, che conserva la collezione di riferimento di questo artista ginevrino, espone l’insieme degli undici disegni. La mostra propone di scoprire le recenti ricerche condotte sull’identità esatta di questi volti e sul percorso di queste opere nel corso del tempo. Condotte in collaborazione con l’Università di Oxford, l’Università di Losanna e l’istituto di ricerca Idiap, queste ricerche combinano il lavoro tradizionale sugli archivi con le tecnologie all’avanguardia. Il percorso mostra come l’analisi dei documenti storici possa integrarsi con i metodi della scienza forense e gli strumenti dell’intelligenza artificiale per far parlare le opere del XVIII secolo. Un’occasione per scoprire le molteplici sfaccettature dell’attività del museo e per gettare uno sguardo nuovo sui volti della storia, tanto più che un nuovo pezzo entra a far parte delle collezioni e sarà esposto per la prima volta: il ritratto di François-Étienne di Lorena (1708-1765), imperatore del Sacro Romano Impero, marito di Maria Teresa e padre dei bambini, recentemente acquisito grazie alla generosità della Société des Amis du Musée.
MAH Musée d'art et d’histoire de Genève | Rachel Marks x MAH x Pozzi
dal 18 settembre al 7 febbraio 2027
https://www.mahmah.ch/expositions/rachel-marks-x-mah-x-pozzi
Rachel Marks, artista americana che vive a Parigi, esplora il rapporto tra natura e umanità. I suoi materiali consistono principalmente in libri e carta riciclati e invita il pubblico a riflettere sul concetto dei cicli naturali. L’artista è stata invitata a partecipare a una residenza di ricerca artistica, durante la quale trae ispirazione dalla collezione del MAH – in particolare dal fondo Pozzi – per creare un’opera originale commissionata dalla SAMAH e destinata a entrare a far parte della collezione permanente del MAH. In attesa dell'inaugurazione di questa mostra l'8 ottobre, la sua opera Kiiro, ispirata ai paesaggi vulcanici del Giappone e simbolo del continente asiatico, è esposta presso lo spazio GamMAH.
MAH Musée d'art et d’histoire de Genève | Dall’oscurità all'Illuminismo. La pittura ginevrina (1444-1782)
dal 26 settembre
https://www.mahmah.ch/expositions/de-lombre-aux-lumieres
Frutto di una collaborazione tra il MAH e l’Università di Ginevra, questa mostra dal concetto in continua evoluzione rappresenta il culmine di una campagna di studio e restauro delle opere pittoriche ginevrine conservate al MAH. A testimonianza di questa ricerca, la mostra è accompagnata da un catalogo ragionato che identifica 82 opere realizzate tra il 1444 e il 1782. Questa mostra in continua evoluzione si articola in tre atti: nel corso del tempo, le opere andranno progressivamente ad aggiungersi le une alle altre.
Lugano
MASI Lugano - Collezione Giancarlo e Danna Olgiati I Jannis Kounellis: Io sono un pittore
fino al 17 gennaio 2027
La mostra Jannis Kounellis: Io sono un pittore, realizzata in collaborazione con l'Archivio Kounellis di Roma, assume per la prima volta la pittura come principale lente interpretativa dell’opera di Jannis Kounellis. Punto di partenza e filo conduttore del progetto espositivo è quindi la frase, spesso ripetuta dall’artista, "Io sono un pittore": non la rivendicazione di una tecnica o di un formato, ma la dichiarazione di una postura nei confronti del reale. Il percorso abbraccia l’intero arco della carriera di Kounellis e riunisce oltre 35 lavori, dalla fine degli anni Cinquanta fino al 2014. Attraverso una narrazione che non segue un ordine cronologico, ma si articola come una costellazione di ritorni tra materia e peso, linguaggio e segno, memoria e silenzio, scena e icona, affiora così una chiave di lettura alternativa — più ampia e radicale — rispetto alla semplice ricezione dell’artista come uno dei protagonisti dell’Arte Povera.
San Gallo
Kunstmuseums St.Gallen I Beyond the Manosphere. Masculinities Today
dal 3 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027
https://www.kunstmuseumsg.ch/ausstellungen/beyond-the-manosphere-masculinities-today
Che cosa significa oggi essere un uomo? Con la diffusione della cosiddetta «manosfera» – un intreccio di spazi online, comunità e piattaforme in cui vengono propagate concezioni misogine della mascolinità – questa domanda è diventata sempre più urgente. La mostra prende alla lettera il concetto di «manosfera» e lo interpreta in modo critico: se immaginassimo la mascolinità come una «sfera», che cosa vi troveremmo? Quali immaginari culturali e quali realtà caratterizzano oggi le diverse forme di mascolinità e quale spazio occupano? La mostra presenta le opere di 35 artisti e artiste provenienti dalle collezioni dello Stedelijk Museum Amsterdam e del Kunstmuseum St.Gallen, insieme a prestiti e nuove opere commissionate appositamente. Beyond the Manosphere. Masculinities Today è stata presentata all’inizio di quest’anno allo Stedelijk Museum Amsterdam.
Vaduz (Lichtenstein)
Kunstmuseum Lichtenstein I Anna Jermolaewa. Radical Hope
dal 30 ottobre 2026 al 29 marzo 2027
https://www.kunstmuseum.li/ausstellungen/anna-jermolaewa
Anna Jermolaewa (1970, San Pietroburgo) rivolge il suo sguardo attento ed empatico verso momenti della vita quotidiana che rischiano facilmente di passare inosservati, trasformandoli in efficaci allegorie delle realtà sociali e politiche. Spesso lavora in luoghi legati alla propria biografia, soprattutto in Paesi che hanno un rapporto con l’ex Unione Sovietica, dove ha vissuto fino alla fuga nel 1989. La pratica artistica di Jermolaewa comprende video, installazioni, fotografia, performance, pittura e scultura. Il suo interesse particolare si concentra sui sottili meccanismi di influenza che plasmano la nostra vita quotidiana. Al Kunstmuseum Liechtenstein, Anna Jermolaewa è già stata presente in due mostre collettive. Due opere dell’artista fanno parte della collezione del museo; entrambe erano incluse nel suo contributo al Padiglione austriaco alla Biennale di Venezia del 2024. Per la sua mostra personale, Jermolaewa realizzerà nuove opere appositamente concepite.
Tre mostre ancora in corso a Lens, Susch e Zurigo
Tra le mostre che hanno aperto nei mesi scorsi e che valgono un viaggio, ci sono la grande mostra di Emil Kam Kngwarray alla Fondation Opale di Lens (fino all’8 novembre), che conserva la più estesa collezione privata di arte aborigena australiana. Il percorso espositivo, realizzato in collaborazione con la Tate Modern (dove la mostra è stata allestita lo scorso anno) e la National Gallery of Australia, offre un’immersione nella storia artistica di una delle più rappresentative artiste aborigene australiane contemporanee. Al Muzeum Susch, nei Grigioni, fino al primo novembre, si può visitare la mostra Unraveling, che segna la riscoperta della ricerca di Mariuccia Secol. Al Kunsthaus di Zurigo, inoltre, è ancora possibile incontrare le atmosfere rarefatte di Vilhelm Hammershøi nella mostra The Eye That Listens al Kunsthaus Zürich (fino al 25 ottobre).
Silvia Conta
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