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Veduta della città di Noto con la Cattedrale e Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata

Foto tratta da Wikipedia. Foto Nicolas Chadeville | Creative Commons 4.0

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Veduta della città di Noto con la Cattedrale e Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata

Foto tratta da Wikipedia. Foto Nicolas Chadeville | Creative Commons 4.0

Ora il Val di Noto si racconta con la tecnologia, attraverso il progetto «La Via Tardo Barocca»

Verranno realizzati sette Visitor Center multimediali e due hub con un «ecosistema phygital» (web app, podcast, smart map…) sviluppato sulla piattaforma proprietaria di ArtGlass

Gaspare Melchiorri

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Una nuova narrazione del patrimonio del Val di Noto, attraverso la tecnologia, l’innovazione e una narrazione condivisa. È l’obiettivo di un progetto («La Via Tardo Barocca. Light, Stone and Wonder») che punta a rafforzare l’identità e l’attrattività del sito Unesco seriale delle Città Tardo Barocche del Val di Noto, rendendone più evidente la ricchezza e la varietà.

Capofila dell’iniziativa è il Comune di Ragusa, insieme con Catania, Noto (Sr), Caltagirone (Ct), Modica (Rg) e Scicli (Rg), con la gestione culturale affidata all’Unità Operativa Unesco del Distretto Turistico Sud-est. Finanziato dal Ministero del Turismo attraverso un bando del 2022, il progetto ha un valore complessivo di 893mila euro ed è stato affidato a un’associazione temporanea d’impresa composta da Capitale Cultura Group, ArtGlass e Altair4.

Il cuore dell’intervento è la realizzazione di sette Visitor Center multimediali a Ragusa Superiore, Ragusa Ibla, Caltagirone, Catania, Noto, Modica e Scicli, ai quali si aggiungeranno gli hub di Palazzolo Acreide (Sr) e Militello (Ct). Non semplici punti informativi, ma spazi immersivi pensati per raccontare la storia e l’identità delle singole città all’interno di una narrazione comune.

Ogni centro avrà una propria chiave di lettura: dal «Teatro Barocco» di Caltagirone allo «Specchio Barocco» di Ragusa Ibla, dall’archivio della memoria di Noto al rapporto tra pietra, artigianato e paesaggio a Modica, fino al dialogo tra patrimonio e contemporaneità a Scicli e alla relazione tra terremoto ed eruzioni dell’Etna a Catania. Totem interattivi, mappe digitali, Qr code, realtà virtuale e ricostruzioni 3D permetteranno di esplorare il patrimonio in modo più coinvolgente.

A questa rete fisica si affiancherà un «ecosistema phygital», sviluppato sulla piattaforma proprietaria di ArtGlass. Web app, podcast, realtà aumentata, geolocalizzazione, smart map e un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale accompagneranno i visitatori lungo itinerari e percorsi di scoperta.

La trasformazione riguarderà anche la comunicazione. Sono previsti un nuovo portale web, profili social, un archivio multimediale, attività con cittadini e operatori culturali e turistici e la partecipazione a importanti fiere di settore, dal Ttg di Rimini alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum e al Ro.Me. Museum Exhibition.

L’obiettivo finale è costruire un racconto unitario, contemporaneo e riconoscibile del Val di Noto, capace di superare la frammentazione tra le diverse città e di trasformare la tecnologia in uno strumento per avvicinare visitatori e comunità al patrimonio Unesco.

Gaspare Melchiorri, 11 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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