Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

A sinistra, il versatoio con corpo ovoidale; a destra, il mesciroba con corpo globulare e lungo collo cilindrico

Image

A sinistra, il versatoio con corpo ovoidale; a destra, il mesciroba con corpo globulare e lungo collo cilindrico

Due rare porcellane medicee entrano nelle collezioni del Museo di San Marco a Firenze

I manufatti trovano ora posto nella Sala Greca dell’istituzione fiorentina, ambiente storicamente destinato all’esposizione del repertorio di maioliche rinascimentali prodotte a Montelupo

Valeria Sermonti

Leggi i suoi articoli

A Firenze due preziosi manufatti in porcellana medicea sono andati ad arricchire il patrimonio del Museo di San Marco, tornando a raccontare una delle pagine più affascinanti della storia artistica della città: la stagione di sperimentazione, curiosità e contaminazioni culturali che, alla corte dei Medici, portò alla nascita delle prime porcellane prodotte in Europa.

Il primo pezzo è un boccale, o mesciroba, alto 16 centimetri. La forma è subito riconoscibile: un corpo globulare si sviluppa verso l’alto in un lungo collo cilindrico, mentre dal recipiente sporge un particolare beccuccio versatore a sezione triangolare. Ancora più singolare è l’ansa, sinuosa e ricercata, composta da due corpi anguiformi appaiati. Sul fondo bianco, una decorazione in blu intenso riproduce peonie, margherite e fiori di loto, motivi che rivelano la forte suggestione esercitata dalla ceramica cinese di epoca Ming.

Il secondo manufatto, alto circa 20 centimetri, presenta invece un corpo ovoidale, caratterizzato da due anse serpentiformi contrapposte e da un sottile tubetto versatore a sezione esagonale che emerge direttamente dal corpo del vaso. Anche in questo caso la forma testimonia l’originalità della produzione medicea, nata dall’incontro fra modelli orientali, sperimentazione tecnica e gusto della corte fiorentina.

La nuova collocazione dei due oggetti è particolarmente significativa. I manufatti trovano infatti posto nella Sala Greca del Museo di San Marco, ambiente storicamente destinato all’esposizione del repertorio di maioliche rinascimentali prodotto a Montelupo e appartenuto alla spezieria del convento domenicano. Un contesto che permette di mettere in dialogo produzioni diverse, ma accomunate dalla vivacità della cultura materiale e artistica della Firenze rinascimentale.

Con l’arrivo dei due nuovi esemplari, diventano tre le rarissime porcellane medicee conservate negli istituti della Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura. Un nucleo piccolo ma di eccezionale interesse, che consente di seguire da vicino la vicenda di una produzione tanto sperimentale quanto preziosa.

Le porcellane medicee nacquero nel clima di straordinaria apertura culturale della Firenze del secondo Cinquecento, quando la corte dei Medici guardava con crescente interesse alle manifatture e agli oggetti provenienti dall’Estremo Oriente. Forme, decorazioni e soluzioni tecniche vennero reinterpretate attraverso un linguaggio originale, dando vita a manufatti oggi considerati testimonianze rare della storia del collezionismo e della ricerca artistica europea.

La presenza dei due vasi a San Marco acquista così un valore che va oltre quello dei singoli oggetti. Le loro forme e decorazioni stabiliscono un legame diretto con le esperienze artistiche e produttive della Firenze medicea, mentre il loro accostamento alle maioliche di Montelupo restituisce la complessità di un territorio nel quale arte, artigianato, scienza e cultura internazionale si incontravano.

Valeria Sermonti, 28 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Valeria Sermonti

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

L’edificio settecentesco sarà la «nuova casa» della Biblioteca Civica di Cuneo (la più antica del Piemonte), su una superficie di 12mila metri quadrati e con 12 chilometri lineari di scaffalature

Il progetto di recupero, promosso nel 2025 dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, è stato affidato al Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, che l’ha condotto con un approccio interdisciplinare

Si tratta di un brano del trattato di Kadesh, tra il monarca hittita Hattusili III e il faraone Ramesse II, che venne stipulato nel XIII secolo a.C., mettendo fine a una lunga fase di rivalità tra le due grandi potenze del Vicino Oriente

Le tombe sono probabilmente collegabili alla Chiesa di Santa Sofia, un antico edificio religioso che sorgeva nella piazza principale del paese, in parte ora integrato nella Chiesa madre di Sant’Anna

Due rare porcellane medicee entrano nelle collezioni del Museo di San Marco a Firenze | Valeria Sermonti

Due rare porcellane medicee entrano nelle collezioni del Museo di San Marco a Firenze | Valeria Sermonti