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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliArte e profumeria artistica parlano lo stesso linguaggio e abitano lo stesso mondo, al quale accedono attraverso sensi differenti: l’arte lo fa principalmente attraverso la vista, ma non solo, la profumeria attraverso l’olfatto. Gli stimoli visivi e olfattivi raggiungono il cervello, dove vengono elaborati, processati e trasformati in conoscenza. Non entriamo in relazione con un’opera d’arte soltanto perché è appagante o gratificante o perché si concilia con il nostro modo di essere e di vedere il mondo. Lo stesso accade con il profumo artistico, dotato di una composizione molto strutturata e di una grande profondità. A volte percepiamo una nota «dissonante», che per qualche ragione ci colpisce in maniera più dura. È uno dei motivi che istintivamente ci fanno preferire una fragranza a un’altra, ma quella sensazione attiva anche la nostra attenzione e ci induce a porci delle domande. Intercetta una nostra paura, un desiderio, una fragilità, oppure ci parla di una geografia lontana, di una cultura diversa, di un equilibrio irrisolto. Non si osserva né si colleziona arte solo con l’idea di appenderla alle pareti, come non si annusa né si acquista un profumo artistico solo per vaporizzarselo addosso. I percorsi di degustazione olfattiva di Olfattorio Bar à Parfums, realizzati con una tecnologia brevettata unica al mondo che esalta e conserva le molecole delle fragranze, sono un’esperienza estetica e culturale che mette in relazione percezione e pensiero, memoria e significati condivisi.
Tra gli artisti selezionati per «Forme Invisibili», c’è Maca Cerquera, artista peruviana, indaga la memoria come processo di rielaborazione del vissuto. Il ricordo seleziona, sovrappone e trasforma le esperienze, ridefinendo nel tempo la percezione di sé e della propria storia. Prima ancora di annusare Stellar Silk di BDK Parfums, ha chiesto ad altre persone di raccontarle le sensazioni suscitate dalla fragranza. Le risposte evocavano una casa d’infanzia, il calore sulla pelle dopo una giornata di sole, una stanza illuminata da una velata luce estiva che rende la visione meno nitida e che fa scorrere il tempo a una velocità più lenta. Lo stesso profumo assumeva significati diversi per ciascuna delle persone interpellate, ma per tutti evocava un’intimità familiare, fatta di luoghi rassicuranti custoditi nella memoria. L’iris poudré richiama l’odore e la consistenza polverosa e vellutata della cipria, il benzoino aggiunge un calore ambrato, che riporta alla profondità delle radici, grazie anche alle sfumature di frutta secca e cacao, mentre la vaniglia arrotonda la composizione. Una dolcezza avvolgente e rassicurante, attraversata dalla vivacità dello zenzero e della cannella e sostenuta dal fondo legnoso del sandalo. La luminosità iniziale lascia emergere una presenza più raccolta e persistente: la fragranza acquista profondità senza perdere quella morbidezza che suggerisce intimità e protezione. Come nella madeleine di Proust, qualcosa torna familiare prima ancora di sapere a quale momento della propria vita appartenga. Nell’arazzo intessuto e ricamato in seta L’eternità in un istante, realizzato da Maca Cerquera, questi ricordi si sovrappongono a quelli suoi di Buenos Aires, la città dove l’artista ha vissuto e nella quale, durante un nuovo soggiorno, ha raccolto fotografie, disegni e piccoli oggetti. Prima ancora di ripartire, è stata pervasa da un senso di nostalgia per ciò che ancora non aveva lasciato: il luogo presente era già attraversato dal ricordo e dalla consapevolezza di una nuova separazione. Nel suo collage di seta, l’intimità domestica evocata dalla fragranza trova una forma, ma le trasparenze impediscono all’immagine di fissarsi, evocando la tensione fra la brevità dell’esperienza e la sua durata nella memoria, dove vive in continua trasformazione.
Pietro Fachini è un pittore italiano formatosi sotto l’influenza della pittura fiamminga e metafisica. Il suo lavoro, Lago Soco, realizzato durante un soggiorno in Amazzonia e abbinato a Tonka Kumaru di Atelier Materi, restituisce la quotidianità della foresta come una trama di relazioni tra esseri umani, animali e piante, accomunati dall’appartenenza allo stesso ecosistema. Tre parrocchetti verdi mangiano della frutta su una tavola di legno scuro. Erano soliti rubargli la colazione durante i soggiorni presso la comunità Tikuna di Puerto Rico, nell’Amazzonia colombiana, finché quel piccolo furto è diventato un rito di inizio giornata. In Tonka Kumaru la mandorla amara incontra l’orzo tostato e il fieno, mentre la fava tonka, la vaniglia e i muschi ambrati danno alla composizione una profondità dolce e asciutta, con sfumature di cacao. Sono sentori che possono riportare alla cucina, a un impasto, ma anche all’odore della colla usata da bambini: una familiarità domestica che nasce da una materia proveniente da una geografia lontana. Il kumaru è un albero amazzonico i cui semi appartengono alle conoscenze medicinali delle popolazioni indigene. L’albero è considerato uno spirito protettore della selva: conoscerlo significa anche riconoscerne il ruolo nella foresta e prendersene cura. Tonka Kumaru è una fragranza che alla freschezza del bergamotto e alla vivacità del cardamomo accompagna la mandorla amara, per poi sviluppare sentori di orzo tostato, fieno e foglie di cedro. La fava tonka, la vaniglia e i muschi ambrati danno profondità alla composizione: la dolcezza acquista una consistenza più asciutta, attraversata da sfumature di cacao e legno. Fachini vi riconosce l’esperienza olfattiva della foresta, dove il profumo delicato dei frutti si mescola all’umidità e alla materia vegetale. Anche nel dipinto il giallo della frutta e il verde del piumaggio emergono da un fondo ruvido, scuro, che li trattiene dentro l’ambiente al quale appartengono. Questa diversa idea di appartenenza attraversa Lago Soco. I tre parrocchetti dipinti da Fachini erano soliti rubargli la frutta della colazione durante i soggiorni presso la comunità Tikuna di Puerto Rico, nell’Amazzonia colombiana. Il ripetersi di quel gesto aveva trasformato il furto in un rito condiviso. La scena restituisce una quotidianità nella quale la presenza degli animali modifica le abitudini umane, fino a diventarne parte.
Elle De Bernardini, artista e performer brasiliana transgender esplora la relazione tra genere, identità e biopolitica. Il suo lavoro, An ounce in fox fur in the hammock #2, è ispirato al profumo Wasabi Klub di Room 1015. Con note di lime, wasabi e ambroxiana, è una moderna acqua di colonia, una fresca spremuta di agrumi che evoca un’atmosfera energica e luminosa, ma ha al contempo una nota di asfalto bagnato, legata alla controcultura giapponese della breakdance. Nella stampa di De Beranrdini, vediamo l’artista distesa sul pavimento di una camera di albergo, ispirata al celebre hotel 1015 di Los Angeles. È sulla moquette, circondata di tulipani, ha gli occhi chiusi. Indossa una pelliccia e dei pantaloni con una stampa animalesque. Sopra di lei c’è un’amaca dorata. La stanza è buia e la scena ambigua. La dimensione onirica suggerisce un dolce sonno o un triste risveglio, la leggerezza dell’amaca e dei tulipani si contrappone al peso del corpo sopraffatto dalla gravità, ma allo stesso tempo sembra elevarlo, grazie anche alla luce concentrata nel centro della composizione e alla forza istintiva evocata dalla componente animalesque. La durezza della strada, suggerita nella fragranza dalla nota di asfalto bagnato, diventa un terreno di libertà: attraverso la danza, il corpo si sottrae ai comportamenti imposti, occupa lo spazio pubblico e afferma un’identità, individuale e collettiva, sprigionando quella sensazione di freschezza, energia e libertà suggerita dal bouquet agrumato.
Il pittore milanese Thomas Berra, interprete della fragranza Frida’s Thorns di Obvious, è noto per la raffigurazione di erbe spontanee nelle quali riconosce un’immagine della marginalità e disobbedienza. Affetto da anosmia, l’assenza dell’olfatto, non può sentire gli odori e ha quindi chiesto ha quindi alle persone che passavano in studio di descrivergli la fragranza. Nel suo lavoro intitolato Bello, carino e profumato, ha dipinto un personaggio dal grande naso e dal grande cappello, che fuma un sigaro, immerso tra alti arbusti, sospeso in una notte Il personaggio cerca nel contatto con le piante una sensazione che il pittore ha potuto immaginare soltanto attraverso gli altri. Berra riconosce nella vegetazione spontanea una vitalità che sfugge al controllo umano. Le piante crescono tra le crepe, occupano spazi dimenticati, rendono provvisorio l’ordine con cui separiamo ciò che vogliamo accogliere da ciò che consideriamo estraneo. Gli steli sottili si confondono con il corpo, che sembra appartenere alla stessa vegetazione. In Frida’s Thorns di Obvious, la pera e il lampone suggeriscono un frutto molto maturo, quasi ammaccato: una dolcezza piena, nella quale si avverte già il principio di un’alterazione. La rosa rende questa impressione più densa, quasi confetturata, mentre il cacao introduce una componente asciutta, polverosa e amara. Il patchouli porta la composizione verso la terra umida, senza che la vaniglia ne cancelli la parte più scura. Il profumo conserva così una tensione: invita ad avvicinarsi, ma lascia affiorare qualcosa che disturba la familiarità del fiore e del frutto. Le spine del titolo possono essere cercate anche qui, nella sensazione che la bellezza trattenga una parte meno accomodante, che non si lascia addolcire. La dedica a Frida Kahlo dà a questa compresenza una dimensione umana. La sensualità della fragranza richiama un corpo vivo, desiderante, mentre le sfumature più amare impediscono di dimenticarne la vulnerabilità. Il letto, nella vicenda dell’artista, è stato un luogo di costrizione dal quale continuare a osservare e rappresentarsi: l’immobilità non ha esaurito la possibilità di agire, ma ne ha modificato le forme. (L’opera è esposta allo stand Allemandi–Il Giornale dell’Arte all’Oval).
Tra gli artisti selezionati per «Forme Invisibili», c’è Maca Cerquera, artista peruviana, indaga la memoria come processo di rielaborazione del vissuto. Il ricordo seleziona, sovrappone e trasforma le esperienze, ridefinendo nel tempo la percezione di sé e della propria storia. Prima ancora di annusare Stellar Silk di BDK Parfums, ha chiesto ad altre persone di raccontarle le sensazioni suscitate dalla fragranza. Le risposte evocavano una casa d’infanzia, il calore sulla pelle dopo una giornata di sole, una stanza illuminata da una velata luce estiva che rende la visione meno nitida e che fa scorrere il tempo a una velocità più lenta. Lo stesso profumo assumeva significati diversi per ciascuna delle persone interpellate, ma per tutti evocava un’intimità familiare, fatta di luoghi rassicuranti custoditi nella memoria. L’iris poudré richiama l’odore e la consistenza polverosa e vellutata della cipria, il benzoino aggiunge un calore ambrato, che riporta alla profondità delle radici, grazie anche alle sfumature di frutta secca e cacao, mentre la vaniglia arrotonda la composizione. Una dolcezza avvolgente e rassicurante, attraversata dalla vivacità dello zenzero e della cannella e sostenuta dal fondo legnoso del sandalo. La luminosità iniziale lascia emergere una presenza più raccolta e persistente: la fragranza acquista profondità senza perdere quella morbidezza che suggerisce intimità e protezione. Come nella madeleine di Proust, qualcosa torna familiare prima ancora di sapere a quale momento della propria vita appartenga. Nell’arazzo intessuto e ricamato in seta L’eternità in un istante, realizzato da Maca Cerquera, questi ricordi si sovrappongono a quelli suoi di Buenos Aires, la città dove l’artista ha vissuto e nella quale, durante un nuovo soggiorno, ha raccolto fotografie, disegni e piccoli oggetti. Prima ancora di ripartire, è stata pervasa da un senso di nostalgia per ciò che ancora non aveva lasciato: il luogo presente era già attraversato dal ricordo e dalla consapevolezza di una nuova separazione. Nel suo collage di seta, l’intimità domestica evocata dalla fragranza trova una forma, ma le trasparenze impediscono all’immagine di fissarsi, evocando la tensione fra la brevità dell’esperienza e la sua durata nella memoria, dove vive in continua trasformazione.
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