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Installation view «OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione», fino al 3 dicembre 2026 al Museo Civico “Amedeo Lia”, La Spezia.

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Installation view «OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione», fino al 3 dicembre 2026 al Museo Civico “Amedeo Lia”, La Spezia.

OZMO tra Raffaello, marmo di Carrara e pixel

Per il trentennale del museo spezzino, quattro opere inedite dell’artista diventano patrimonio permanente dell’istituzione e dialogano con Raffaello, Pontormo, Ciampanti e la scultura classica

Per la prima volta il Museo Civico «Amedeo Lia» apre la propria collezione permanente a un artista contemporaneo vivente. In occasione del trentesimo anniversario del museo spezzino, quattro dipinti inediti di OZMO (Gionata Gesi), realizzati appositamente per l'istituzione, entrano a far parte della raccolta accanto ai maestri dell'arte antica. L'acquisizione costituisce il fulcro di «OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione», la mostra visitabile fino al 3 dicembre 2026, curata da Andrea Marmori e Anna Costantini.

L'ingresso delle opere nella collezione rappresenta un passaggio significativo nella storia del museo fondato sulla donazione di Amedeo Lia, che conserva oltre mille opere dal Medioevo all'Ottocento. Per la prima volta un artista vivente viene accolto stabilmente all'interno del percorso espositivo, attraverso un nucleo organico di quattro dipinti concepiti in relazione diretta con alcuni dei capolavori della raccolta. Il progetto nasce infatti dal confronto con opere già conservate al Lia. Ciascuna delle nuove tele prende avvio da un dialogo con un lavoro della collezione: il San Martino dona il mantello al povero, attribuito al giovane Raffaello, l'Autoritratto di Pontormo, la Madonna del Soccorso di Ansano di Michele Ciampanti e una Testa di Apollo di età greco-romana. Non si tratta di copie o reinterpretazioni letterali, ma di lavori che utilizzano modelli iconografici e riferimenti storici per riflettere sulla persistenza delle immagini nel presente.

La mostra estende questo confronto anche agli altri ambienti del museo, dove alle nuove acquisizioni si affiancano quattordici opere provenienti dalla collezione personale dell'artista. Bronzi di Riace, mascheroni grotteschi, teste classiche «pixelate» e riletture della pittura del Cinquecento sono distribuiti lungo il percorso in relazione agli spazi e alle opere antiche, seguendo una logica di rimandi formali e iconografici. Tra le novità figura anche Pixelated Venus, prima prova scultorea di OZMO. Realizzata in marmo di Carrara, l'opera trasferisce nella tridimensionalità uno degli elementi ricorrenti della sua ricerca, il pixel, inserendolo nel lessico della statuaria classica. Esposta tra i marmi archeologici del museo, la scultura prosegue il confronto tra modelli antichi e immaginario contemporaneo che attraversa l'intera esposizione.

Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, OZMO ha sviluppato una ricerca che attraversa pittura, arte pubblica e interventi monumentali, lavorando sulla rilettura di immagini provenienti dalla storia dell'arte, dalla cultura religiosa e dall'immaginario collettivo. Nelle opere realizzate per il Museo Lia questo interesse si concentra sulla capacità delle immagini storiche di continuare a produrre significati nel presente. Emblematica, in questo senso, è la nuova Madonna del Soccorso, dove l'iconografia tradizionale viene aggiornata attraverso la presenza di marchi e simboli della cultura contemporanea, sostituendo al pantheon religioso quello costruito dai brand globali.
La mostra costituisce l'appuntamento principale delle celebrazioni per i trent'anni del Museo Civico «Amedeo Lia», inaugurato il 3 dicembre 1996 grazie alla donazione del collezionista spezzino. Considerata da Federico Zeri una delle raccolte più prestigiose d'Europa per la qualità dei fondi oro, la collezione si apre oggi a un nuovo capitolo, accogliendo per la prima volta opere contemporanee destinate a rimanere stabilmente all'interno del patrimonio del museo.

Installation view «OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione», fino al 3 dicembre 2026 al Museo Civico “Amedeo Lia”, La Spezia.

Redazione, 15 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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