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Leggi i suoi articoliUn drago ricondotto a più miti consigli invece di essere abbattuto, le armi abbandonate a terra e un cavaliere ormai fuori dall'azione di combattimento. Nel quartiere Brin a Terni, in via Antiochia, l'iconografia classica della vittoria sul mostro muta di segno attraverso l'imponente opera site-specific firmata da OZMO, tra i pionieri della street art e dell'arte pubblica italiana contemporanea. Dal titolo Le Marmore, Thyrus, l’acciaio, la pace, il grande murale apre il programma di rigenerazione urbana sostenuto dal Piano Periferie del Comune di Terni per l'area Est della città, curato dall'organizzazione GN Media con la direzione artistica di Chiara Ronchini.
Ad avviare la committenza è la Direzione Welfare della municipalità ternana, una scelta che colloca l'operazione lontano dalle mere funzioni decorative. L'arte nello spazio pubblico assume qui il valore di dispositivo di prossimità e benessere culturale, pensato per incidere sulla percezione dei luoghi, stimolare il senso di appartenenza della comunità e ridefinire la quotidianità di una periferia storicamente segnata dall'identità industriale.
L'intervento di OZMO - le cui opere sono presenti nelle collezioni di musei quali il Museo del Novecento di Milano e il MACRO di Roma - lavora sulla ricombinazione del patrimonio simbolico locale. Al centro della scena campeggia una figura femminile di impostazione quasi sacrale che governa la forza arcaica di Thyrus, il drago simbolo della città, senza ricorrere alla violenza. Sullo sfondo, la Cascata delle Marmore e un arcobaleno affiancano il richiamo alla memoria siderurgica ternana. Al contempo, Il cavaliere giace in disparte e l'armatura viene spogliata della sua funzione bellica per farsi traccia storica e possibilità di rigenerazione, completata a piè di composizione da una natura morta con melograni, uva, fichi e olive.
Il progetto della periferia est proseguirà nel mese di settembre con gli interventi murali firmati dal duo CT/108, da ARIS e da Desiderio, ampliando un percorso di coinvolgimento del territorio già avviato negli anni da GN Media attraverso le residenze e gli scambi del festival GemellArte. A sottolineare la presenza dell'opera di OZMO come nuovo punto di riferimento visivo per il quartiere contribuisce infine un impianto di illuminazione dedicato, pensato per la fruizione notturna del dipinto.
OZMO, «Le Marmore, Thyrus, l’acciaio, la pace», 2026
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