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Andrea Geyer, Feeding the Ghosts, 2019

Courtesy Zander gallery and the artist

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Andrea Geyer, Feeding the Ghosts, 2019

Courtesy Zander gallery and the artist

OFFSCREEN Paris 2026: fotografia, video e installazioni in una cappella del Seicento

La Chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière accoglierà le opere di ventinove artisti internazionali, da Steina Vasulka e Ibrahim Mahama, con Ana Mendieta come ospite d'onore

Alberto Camogli

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OFFSCREEN Paris torna per la sua quinta edizione dal 20 al 25 ottobre 2026 negli spazi della Chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière, anticipata dall'anteprima del 19 ottobre. La rassegna, focalizzata sulle varie declinazioni dell'immagine fissa e in movimento, accoglie ventinove artisti presentati da altrettante gallerie nazionali e internazionali. L'ospite d'onore dell'edizione è Ana Mendieta, con un'installazione di sei pellicole allestita nella rotonda centrale della cappella, proposta che si pone in continuità con la retrospettiva a lei dedicata alla Tate Modern di Londra curata da Valentine Umansky, Michael Wellen ed Elsa Collinson.

Tra i progetti di maggior rilievo figura la scultura video «Geomania» del 1986 firmata da Steina Vasulka per BERG Contemporary, presentata nella sua configurazione più estesa composta da ventuno monitor disposti a forma di ziggurat. Un lavoro che dialoga con la grande mostra in corso al Haus der Kunst di Monaco. La Galleria APALAZZOGALLERY espone un'installazione di Ibrahim Mahama, proposta in concomitanza con la sua personale «Le Temps des récoltes» inaugurata negli stessi giorni alla Fondation Cartier, mentre negli spazi dei Magasins trova posto l'intervento site-specific «Feeding the Ghosts» di Andrea Geyer con Zander Gallery, incentrato sull'eredità di Chantal Akerman.

La materia e l'architettura guidano la ricerca di Aglaia Konrad con Nadja Vilenne attraverso la proiezione «CARRARA» del 2010 e la serie fotografica «Carrara Cuts, pages», affiancate dai ritratti monumentali «GRAIN» realizzati da Ken Ohara per La Patinoire Royale Bach. Spazio anche ai pionieri dell'arte digitale con le sculture e le opere su carta di Waldemar Cordeiro proposte da The Mayor Gallery, e al percorso di Boris Mikhaïlov per la galleria Suzanne Tarasieve, che presenta quarantanove stampe ai sali d'argento del 1989 dipinte a mano con guazzo e inchiostri metallici. Tra i nuovi linguaggi emergono l'allestimento «THE KIOSK» della giovane artista ucraina Daria Koltsova con SUPRAINFINIT, le installazioni in cianotipia dedicate al corso solare firmate da Thomas Paquet per Bigaignon, e il film di Rinus Van de Velde per Galerie Max Hetzler, esposto insieme alle scenografie artigianali utilizzate nel suo studio.

L'appuntamento parigino rinnova inoltre il programma Acquisitions & Discoveries, ospitando all'interno dei Magasins opere selezionate dalla Pinault Collection e dal Whitney Museum of American Art. Parallelamente si terrà la terza edizione della residenza curatoriale Maison OFFSCREEN, che vedrà ventiquattro curatori di istituzioni internazionali - guidati da Valentine Umansky della Tate Modern e Chrissie Iles del Whitney Museum - confrontarsi in tavole rotonde e workshop dedicati ai linguaggi visivi contemporanei.

 

Alberto Camogli, 14 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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