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Germano D’Acquisto
Leggi i suoi articoliChi conosce il lavoro di Studiopepe sa che gli interni progettati da Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto non sono mai semplici esercizi di stile. Sono paesaggi emotivi, costruiti attraverso materia, luce, colore e memoria. Dopo vent’anni di attività, quel linguaggio esce dai progetti commissionati e diventa uno spazio permanente: il nuovo Project Apartment di viale Abruzzi. Più che una sede, è un manifesto tridimensionale. Un appartamento milanese con soffitti decorati, parquet a spina di pesce e grandi finestre che viene trasformato in un luogo di ricerca aperto, dove il design convive con fotografia, arte, suono, profumi, performance e conversazioni. Uno spazio destinato a cambiare nel tempo, seguendo il ritmo delle collaborazioni e delle sperimentazioni dello studio.
Il progetto inaugurale, «The Intimacy», parte da un’intuizione semplice: la parte più interessante di un’opera è spesso quella che nessuno vede. Non l’oggetto concluso, ma il percorso che lo rende possibile. Per questo il visitatore attraversa ambienti che non espongono soltanto arredi, ma rendono visibile il processo creativo stesso. Le immagini di Andrea Ferrari, interprete dello sguardo di Studiopepe fin dagli esordi, dialogano con le sonorità di Painé Cuadrelli e Açelya Yönaç, le fragranze di Integra Fragrances, le performance poetiche di Pillow Talks, le ceramiche di Arianna Lelli Mami e gli interventi floreali di Céleste, componendo un racconto multisensoriale in cui ogni elemento contribuisce alla costruzione di un’atmosfera. Accanto a loro, partner come Baxter, cc-tapis, Tacchini, Muuto, Gallotti&Radice, Ethimo ed Exteta presentano progetti site specific e pezzi speciali, partecipando a un allestimento che rifiuta la logica dello showroom per avvicinarsi a quella di una casa vissuta. Il nuovo Project Apartment non è solo un luogo da visitare, ma uno spazio da abitare mentalmente. Un invito a rallentare e a ricordare che, prima di diventare oggetto, ogni progetto è un gesto intimo, un pensiero ancora senza forma e una stanza che esiste soltanto dentro chi la immagina.
Germano D’Acquisto
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