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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliNel panorama parigino del design, sempre più affollato, l’apertura del nuovo spazio di Pulp Galerie al 30 di rue de Seine rappresenta un’anomalia significativa. Fondata nel 2022 da Paul Menacer-Poussin e Paul-Louis Betto, la galleria si è distinta fin dall’inizio per una linea curatoriale netta: privilegiare opere in cui la forma prende il sopravvento sulla funzione e il design smette di essere rassicurante per tornare a essere terreno di sperimentazione e presa di posizione. L’approdo nel sesto arrondissement, a pochi passi dalle istituzioni storiche del mercato dell’arte, non è soltanto un passaggio simbolico quanto piuttosto la formalizzazione di una traiettoria coerente, costruita fuori dai codici più convenzionali del settore. Pulp Galerie continua a rivendicare un design sensibile, talvolta scomodo, spesso radicale, in cui l’oggetto non cerca adesione immediata ma un confronto. Fin dalle prime presentazioni, la galleria ha posto grande attenzione alla provenienza delle opere, elemento centrale della sua identità. I pezzi selezionati provengono da importanti collezioni internazionali e vantano, nella maggior parte dei casi, una storia espositiva museale. Ogni oggetto esposto dalla galleria è inserito in un racconto, in una costruzione spaziale che ne amplifica la carica espressiva e concettuale. Non a caso, le prime esposizioni si sono svolte nell’appartamento del nono arrondissement che fungeva da galleria privata, lontano dai formati standardizzati, un luogo domestico trasformato in dispositivo curatoriale, dove i confini tra interno borghese, spazio espositivo e scena teatrale si facevano volutamente labili. Questa attitudine ha accompagnato la galleria anche nelle fiere internazionali, diventando una sorta di marchio di fabbrica.
Al PAD Paris 2024, Pulp Galerie ha ricreato alle Tuileries l’atmosfera del proprio appartamento-galleria, contrapponendo l’intimità del parquet e delle modanature a opere di forte carica plastica come la poltrona «Barba d’Argento» di Paolo Pallucco e Mireille Rivier o il letto «Nobody’s Perfect» di Gaetano Pesce. Questa capacità di trasformare lo spazio in narrazione si è confermata a Design Miami Basel 2024, dove un giardino all’italiana ospitava opere di Gaetano Pesce provenienti da una collezione olandese, presentate come presenze scultoree, quasi archetipiche. L’anno successivo, al PAD Paris 2025, la galleria ha coinvolto i visitatori in una partita a scacchi monumentale: una scacchiera in cemento su cui la libreria «Cage Haute» di Garouste e Bonetti diventava una torre, il bar «Cipriani» di Mendini un cavallo e la lampada «O Sole Mio» scandiva il tempo come un orologio imparziale. Un dispositivo ludico solo in apparenza, che metteva in scena rapporti di forza, strategie e gerarchie interne alla storia del design. La partecipazione al PAD London, con la mostra monografica «Modern Relics» dedicata a Gaetano Pesce, ha segnato un ulteriore passaggio. Ambientata come un sito archeologico nel cuore di Mayfair, la scenografia proponeva una lettura alternativa dell’opera del designer italiano, sottraendola alla dimensione iconica per collocarla in una temporalità sospesa. Tra terra, sabbia e resina, il design emergeva come traccia di una civiltà possibile più che come prodotto da ammirare.
È in continuità con questo approccio che si inserisce l’apertura della nuova sede di rue de Seine. Il nuovo spazio ospiterà mostre tematiche e temporanee, mettendo in dialogo i designer e gli artisti più cari al duo di galleristi. Ma più che un semplice contenitore, la galleria si propone come un laboratorio curatoriale, dove il design è inteso come linguaggio emotivo e culturale, capace di interrogare lo sguardo del collezionista e del visitatore. Per l'inaugurazione del nuovo spazio sarà allestita una prima mostra tematica dedicata «all’inaspettato e provocatorio Pentagon Gruppe», come si legge in una nota della galleria, «segnando così il suo insediamento nel prestigioso 6° arrondissement di Parigi» (19 febbraio-21 marzo).
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