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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliLa evening sale di arte moderna e contemporanea organizzata da Phillips a Londra il 5 marzo ha totalizzato 12.964.910 sterline (14,9 milioni di euro), con 23 lotti venduti su 27 offerti, pari all’85% per lotto e al 90% per valore. Bidders provenienti da 30 Paesi hanno partecipato alla vendita, confermando, nelle parole della deputy chairwoman e head of Modern & Contemporary Art Europe Olivia Thornton, la resilienza della domanda per opere di qualità museale tra modernismo storico, post-war e contemporaneo.
Uno dei fili conduttori della serata è stata la presenza di capolavori danesi provenienti dalla collezione dell’ambasciatore John L. Loeb Jr., con opere che hanno riportato l’attenzione sul modernismo nordico di inizio Novecento. A guidare la vendita è stato il dipinto del 1900 di Vilhelm Hammershøi «Interior of Woman Placing Branches in Vase on Table (Interiør med kvinde, der stiller grene i et glas, Strandgade 30)», aggiudicato per 1.642.000 di sterline, cifra che ha condiviso il vertice della serata con un’icona della Pop Art: «Mao» (1973) di Andy Warhol, anch’esso venduto per 1.642.000. Subito dietro si è posizionato «Happy Choppers» (2006) di Banksy, che ha superato la stima alta raggiungendo 1.520.000, mentre il paesaggio nordico «Autumn at Leangbukten, Oslofjord» (1926) di Harald Sohlberg ha realizzato 1.093.000 di sterline.
Tra le opere più solide della fascia alta si segnalano anche Zebra Square (2007) dell’artista ghanese El Anatsui, venduto per 967.500, e «An Insane desire For you» (2019) di Tracey Emin, che ha raggiunto 774mila sterline. L’opera dell’artista britannica ha assunto una risonanza particolare in questi giorni a Londra, dove la grande retrospettiva dedicata a Emin alla Tate Modern ha riacceso l’interesse istituzionale e collezionistico per la sua produzione più recente.
Tra i nomi storici del secondo Novecento, la vendita ha registrato 645mila per «Die Wildnis im Zimmer» (1989) di Georg Baselitz e 516mila per «Right wing, left wing» (1991) di Anselm Kiefer, mentre il minimalismo americano è stato rappresentato da «Untitled» (1987) di Donald Judd, aggiudicato per 541.800. La stessa cifra - 541.800 - è stata raggiunta dalla scultura «Fascia V» (2012) di Rebecca Warren, risultato che ha confermato la forte domanda per il lavoro dell’artista britannica.
Anna Ancher Young, «Girl Reading a Letter (Ung pige, der læser et brev)» (1902). Courtesy of Phillips
Tracey Emin, «Tracey Emin An Insane desire For you» (2019). Courtesy of Phillips
La sorpresa della serata è arrivata però da un lotto di dimensioni molto più contenute: Young Girl Reading a Letter (Ung pige, der læser et brev) del 1902 di Anna Ancher, offerto con una stima di appena 30mila–50mila e aggiudicato per 154.800 sterline, stabilendo un nuovo record mondiale d’asta per l’artista. Il risultato supera il precedente primato, fermo dal 2006 a circa 146.551, e riaccende l’interesse per una delle figure centrali della pittura danese della Skagen School. La vendita si era aperta con un segnale di energia già nel primo lotto: «Tyranny of the rational» del giovane pittore americano Joseph Yaeger, che ha triplicato la stima minima. Nel complesso la serata ha alternato modernismo europeo, protagonisti storici del dopoguerra e artisti contemporanei, delineando una fotografia piuttosto chiara del mercato attuale: selettivo ma pronto a competere per opere con provenienza solida, qualità museale o un contesto istituzionale favorevole.
Con un totale vicino ai 13 milioni di sterline e una partecipazione globale, la vendita londinese di Phillips conferma così un momento di relativa stabilità per il segmento medio-alto del mercato. La stagione d’aste proseguirà ora con la vendita Modern & Contemporary Art prevista per sabato, sempre a Londra, dove la casa d’aste cercherà di capitalizzare l’interesse internazionale dimostrato in questa serata.
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