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L'attacco del fodero della spada è largo sei centimetri, alto un paio di centimetri e spesso solo pochi millimetri. Un tempo apparteneva a una spada di prestigio usata solo dagli individui più potenti dell'epoca. Crediti: Annette Græsli Øvrelid, Arkeologisk museum, Universitetet i Stavanger

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L'attacco del fodero della spada è largo sei centimetri, alto un paio di centimetri e spesso solo pochi millimetri. Un tempo apparteneva a una spada di prestigio usata solo dagli individui più potenti dell'epoca. Crediti: Annette Græsli Øvrelid, Arkeologisk museum, Universitetet i Stavanger

Norvegia, sotto un albero caduto riemerge una guarnizione d’oro per spada di 1.500 anni fa

Ad Austrått, presso Sandnes, un escursionista ha trovato sotto le radici di un albero sradicato una rara guarnizione d’oro per fodero di spada, databile alla prima metà del VI secolo. L’oggetto, decorato con animali stilizzati e tracce di filigrana, apparteneva con ogni probabilità a un’arma d’élite e potrebbe essere stato deposto intenzionalmente come offerta. Il ritrovamento rafforza l’ipotesi che l’area di Hove fosse un importante centro di potere della Norvegia occidentale durante il Periodo delle Migrazioni.

Sofia Piperno

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Un albero abbattuto da una tempesta, le radici sollevate dal terreno e un piccolo riflesso dorato. È iniziata così, ad Austrått, nel comune di Sandnes, nella contea norvegese di Rogaland, la scoperta di una rara guarnizione d’oro per fodero di spada risalente alla prima metà del VI secolo. L’oggetto, largo appena sei centimetri e del peso di 33 grammi, apparteneva con ogni probabilità a un’arma prestigiosa indossata da un membro dell’élite guerriera locale. Il ritrovamento è stato effettuato da un escursionista che, osservando il terreno esposto sotto un albero sradicato da tempo, ha notato qualcosa affiorare vicino a una piccola sporgenza rocciosa. Gli archeologi del Museo Archeologico dell’Università di Stavanger hanno subito riconosciuto l’eccezionalità del reperto: una montatura in oro riccamente decorata, verosimilmente fissata in origine al fodero di una spada.

L’oggetto è stato datato alla prima metà del VI secolo, nel cosiddetto Periodo delle Migrazioni, una fase di profondi mutamenti politici e sociali nell’Europa settentrionale. In Scandinavia il potere era frammentato tra capi locali e gruppi aristocratici, e le armi costituivano uno dei principali strumenti attraverso cui venivano resi visibili rango, ricchezza e autorità. La rarità della guarnizione è notevole. Secondo l’archeologo Håkon Reiersen, nell’Europa settentrionale sono noti soltanto diciassette oggetti comparabili, e quello di Austrått è il primo esemplare di questo tipo rinvenuto nel Rogaland. Ma è soprattutto il contesto a renderlo significativo: l’area di Hove, dove è avvenuta la scoperta, era già stata indicata come possibile centro di potere durante il Periodo delle Migrazioni.

La guarnizione conserva una decorazione complessa, nonostante l’usura. Sono ancora riconoscibili tracce di filigrana in oro, con sottilissimi fili applicati sulla superficie, e un articolato repertorio di animali stilizzati. Due figure sembrano affrontarsi simmetricamente, con corpi allungati, arti e fasce intrecciate che si fondono nel disegno. Si tratta di uno dei linguaggi figurativi più caratteristici della Scandinavia del VI secolo. Agli occhi contemporanei queste composizioni possono apparire quasi astratte, ma erano costruite attraverso un sistema visivo preciso, nel quale teste, occhi, arti e corpi animali venivano scomposti e ricombinati fino a formare superfici dense e continue.

La decorazione animale non era soltanto ornamentale. Nel mondo germanico e scandinavo del Periodo delle Migrazioni, gli animali potevano esprimere forza, identità, protezione e appartenenza. Le figure ibride e gli intrecci contribuivano a trasformare l’arma in un oggetto fortemente connotato dal punto di vista simbolico. Ancora più interessante è il fatto che la montatura mostri evidenti segni di utilizzo. Molte guarnizioni auree note da contesti simili sembrano essere state realizzate per occasioni cerimoniali o per deposizioni rituali. L’esemplare di Austrått, al contrario, appare usurato. Questo potrebbe indicare che la spada alla quale apparteneva non fosse un semplice oggetto da esibizione, ma venisse effettivamente portata da chi la possedeva. È un dettaglio importante. Una spada d’oro usata e indossata rende ancora più concreto il rapporto tra arma e autorità. Il proprietario, secondo Reiersen, potrebbe essere stato un capo locale attivo nell’area di Hove all’inizio del VI secolo, probabilmente alla guida di un seguito armato e di una rete di alleanze. In questa prospettiva, la spada non era soltanto uno strumento militare. Era una dichiarazione pubblica di rango. Il valore del metallo, la qualità dell’esecuzione e la complessità della decorazione comunicavano visivamente il posto occupato dal suo proprietario nella gerarchia sociale.

Anche il luogo del ritrovamento apre però un’altra possibilità. La guarnizione sembra essere stata collocata intenzionalmente in una fessura nella roccia, circostanza che rende meno probabile una perdita accidentale. Gli archeologi stanno quindi valutando l’ipotesi di una deposizione rituale. Nel VI secolo, l’offerta di oggetti preziosi poteva essere parte di pratiche religiose legate alla protezione, alla prosperità o alla gestione di momenti di crisi. Sacrificare un elemento in oro appartenente a una spada d’élite significava sottrarre volontariamente alla circolazione un oggetto di enorme valore economico e simbolico. Il contesto di Austrått rende questa lettura ancora più interessante. Nelle aree paludose ai piedi della collina di Riaren erano già stati rinvenuti in passato altri oggetti di prestigio. Nel XIX secolo emersero anelli d’argento con decorazioni in oro, mentre nel 1907, nella vicina fattoria di Høyland, fu scoperto un grande calderone romano in bronzo, prodotto nell’area renana intorno al 300 d.C.

Questi ritrovamenti, distribuiti nel paesaggio ma concentrati nella stessa zona, suggeriscono che Hove non fosse un semplice insediamento rurale. Ricchezza, ritualità e potere politico sembrano sovrapporsi nello stesso territorio, delineando la presenza di un centro aristocratico capace di accumulare beni di prestigio e di inserirli in pratiche cerimoniali. Anche il grande calderone romano testimonia la presenza di connessioni a lunga distanza. Oggetti prodotti nel continente europeo arrivavano fino alla Norvegia occidentale attraverso reti di scambio, alleanze e doni tra élite. La guarnizione di Austrått appartiene allo stesso universo di circolazione di beni, immagini e modelli culturali. Dal punto di vista tipologico, il confronto più vicino potrebbe essere rappresentato da una guarnizione proveniente dal tesoro di Vindelev, scoperto nello Jutland danese nel 2020. Altri paralleli si trovano nel deposito di Bergsaker, nell’Agder, e in alcune delle più prestigiose spade scandinave del Periodo delle Migrazioni, tra cui quella celebre di Snartemo.

Sofia Piperno, 30 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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