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Sofia Piperno
Leggi i suoi articoliNon una retrospettiva, né un semplice omaggio. Con "This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte", in programma dal 24 settembre al 12 dicembre nella sede di Gagosian a Grosvenor Hill, Londra, la galleria sceglie di interrogare ciò che René Magritte continua a rappresentare per l'arte contemporanea. L'esposizione, inaugurata in concomitanza con Frieze London, mette infatti in relazione dipinti, opere su carta, fotografie e sculture del maestro surrealista con lavori di artisti contemporanei di diverse generazioni, molti dei quali commissionati appositamente per il progetto.
Curata da Jasper Sharp e Bernard Lagrange in collaborazione con Charly Herscovici, presidente della Fondation Magritte, la mostra parte da un presupposto preciso: la vera eredità di Magritte non consiste soltanto nella riconoscibilità delle sue immagini (come le pipe, le bombette, le mele sospese, i cieli attraversati dalle nuvole) ma nella capacità di mettere continuamente in discussione il rapporto tra immagine, linguaggio e realtà. È questo cortocircuito concettuale, più ancora dell'estetica surrealista, ad aver attraversato oltre mezzo secolo di pratiche artistiche.
Tra le opere chiave figura La Lampe philosophique (1936), considerata uno degli autoritratti concettuali più complessi dell'artista. Il dipinto raffigura un uomo in abito scuro il cui naso si prolunga trasformandosi nel cannello di una pipa fumante, mentre una candela si piega in una forma serpentina. Già presentata nella fondamentale mostra "Magritte and Contemporary Art: The Treachery of Images", organizzata dal Los Angeles County Museum of Art nel 2006-2007, l'opera torna oggi al centro di una riflessione che non guarda soltanto alla storia del Surrealismo, ma alla sua persistente capacità di generare nuove letture. Il progetto celebra anche due anniversari significativi: il ventesimo anniversario della rassegna del LACMA dedicata all'influenza di Magritte sull'arte del secondo Novecento e il novantesimo anniversario della International Surrealist Exhibition del 1936, la storica mostra londinese che contribuì in modo decisivo alla diffusione internazionale del Surrealismo e all'affermazione dello stesso Magritte nel Regno Unito.
La scelta di inaugurare la mostra durante la settimana di Frieze non appare casuale. Negli ultimi anni le grandi gallerie internazionali hanno progressivamente trasformato le settimane delle fiere in occasioni per proporre progetti museali, destinati a dialogare con il pubblico internazionale di collezionisti, direttori di museo e curatori che si concentra nelle principali capitali del mercato. In questo contesto, una mostra dedicata a Magritte assume anche il valore di una riflessione sul rapporto tra storia dell'arte e contemporaneità, confermando come le grandi figure del Novecento continuino a rappresentare strumenti di lettura del presente piuttosto che semplici riferimenti storici. «È difficile immaginare un mondo senza Magritte oggi», osserva Larry Gagosian. «A quasi sessant'anni dalla sua scomparsa, la sua influenza continua a manifestarsi nell'arte contemporanea e, più in generale, nella cultura visiva, dalla pubblicità al design, dalla moda alla musica». È proprio questa diffusione trasversale a rendere Magritte una figura ancora attuale. Le sue immagini sono entrate nell'immaginario collettivo, ma soprattutto ha lasciato in eredità un metodo: utilizzare la rappresentazione per mettere in crisi le convenzioni dello sguardo. This Is Still Not a Pipe parte da questa intuizione e la trasferisce nel presente, suggerendo che l'opera del pittore belga continua a produrre non tanto imitazioni quanto nuove domande
Sofia Piperno
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