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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliIl Ministero della Cultura ha avviato un ampio programma di interventi per la prevenzione e la messa in sicurezza dal rischio sismico dei luoghi della cultura delle regioni del Mezzogiorno, affiancato da azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, nell’ambito del Programma Nazionale Cultura 2021-27, Azione 2.4.1 (lo strumento di programmazione strategica cofinanziato dai fondi europei, per rafforzare la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale italiano nelle aree maggiormente esposte a fragilità economiche e sociali).
Sono stati ammessi a finanziamento 21 progetti per un importo complessivo pari a 100.562.383,04 euro. Di questi, uno si trova in Puglia (a Bari, 7,5 milioni stanziati per la verifica della stabilità della cinta muraria); tre in Sicilia (a Gela, 5,3 milioni per interventi sulle Mura Timoleontee e 1,9 milioni per lavori sul Museo della Miniera di Trabia-Tallarita; in provincia di Ragusa, 5,4 milioni per restauri di edifici da adibire a museo a Scicli e sul sito di Cava d’Ispica) e tutti i rimanenti in Campania. Tra questi ultimi, menzioniamo gli 1,9 milioni stanziati per alcuni interventi a Villa Campolieto, ad Ercolano; i 12,5 milioni per il restauro della Reggia di Carditello; i 4,4 milioni per la messa in sicurezza della Biblioteca dell’Abbazia di Montevergine (a Mercogliano, Na); i 4 milioni per il miglioramento sismico della Galleria Ferdinando Fuga a Pompei.
L’iniziativa del Ministero che fa capo ad Alessandro Giuli si inserisce nella strategia nazionale di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, con particolare attenzione agli edifici e ai complessi di elevato valore storico-artistico e ambientale che presentano maggiori livelli di vulnerabilità strutturale. Gli interventi finanziati consentiranno di agire su circa 450 mila metri cubi di strutture culturali, migliorando in modo significativo il comportamento sismico degli edifici e riducendo il rischio di danni derivanti da eventi naturali estremi.
Le linee di intervento prevedono, oltre agli interventi strutturali di messa in sicurezza, l’installazione di 355 dispositivi di monitoraggio, allarme e reazione, progettati per prevenire e rilevare tempestivamente gli effetti di un evento sismico sulle strutture monitorate. Grazie a queste azioni integrate, si stima un incremento medio di 2,5 classi di rischio sismico per gli edifici interessati, con ricadute positive sia sulla conservazione del patrimonio sia sulla sicurezza di cittadini e visitatori.
Accanto alla prevenzione sismica, il programma promuove interventi di adattamento ai cambiamenti climatici, riconoscendo l’impatto crescente dei fenomeni ambientali estremi sulla tenuta fisica e funzionale dei luoghi della cultura. L’obiettivo è garantire continuità di fruizione, maggiore resilienza e una gestione più sostenibile del patrimonio culturale nel medio e lungo periodo.
I finanziamenti sono stati disposti attraverso specifici decreti di ammissione del Ministero della Cultura, adottati nel corso del 2025, che danno attuazione all’Obiettivo Specifico Rso2.4 del Programma Nazionale Cultura 2021-27, volto a ridurre i rischi connessi alle catastrofi naturali e a rafforzare la capacità di adattamento del patrimonio culturale.
Vittorio Bertello
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