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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliAlmeno 50 impronte di dinosauri risalenti a circa 65 milioni di anni fa sono state scoperte nello Stato messicano di Michoacán, nell'ovest del Paese. Il ritrovamento è avvenuto nel letto di un torrente nei pressi della comunità di San Juan de los Plátanos, nel municipio di Apatzingán, e potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto emerso finora: secondo i primi accertamenti, infatti, le tracce proseguirebbero oltre l’area già esaminata.
La scoperta è stata segnalata dagli abitanti del luogo, che avevano notato quelle che sembravano impronte di animali giganteschi. Gli specialisti dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (Inah) hanno successivamente verificato la presenza delle tracce, documentandone almeno 50 su una superficie di circa 40 metri quadrati di roccia sedimentaria. Le impronte hanno dimensioni variabili: da 12 a 48 centimetri di lunghezza, con una larghezza che in alcuni casi raggiunge i 30 centimetri.
Le prime analisi, condotte dal ricercatore Raymundo Cervantes Barriga, indicano la presenza di almeno tre differenti gruppi di dinosauri. Alcune delle impronte più grandi, caratterizzate da tre dita, potrebbero appartenere a grandi teropodi carnivori della famiglia dei Tirannosauridi, animali che avrebbero potuto raggiungere i quattro metri di altezza. Altre tracce sembrano invece riconducibili a piccoli predatori simili ai Velociraptor, probabilmente appartenenti alla famiglia dei Dromeosauridi, alti fino a due metri.
Una terza tipologia di impronte sarebbe stata lasciata dagli Adrosauri, i cosiddetti dinosauri dal becco d’anatra. Erano grandi erbivori, anch’essi capaci di raggiungere i quattro metri di altezza, riconoscibili dalle impronte con tre dita dalle estremità arrotondate. Le identificazioni sono ancora preliminari e serviranno ulteriori studi per stabilire con precisione quali specie frequentassero l'area.
Le tracce risalirebbero alla fase finale del Cretaceo, poco prima dell’estinzione dei dinosauri non aviani (cioè quelli che non appartenevano alla linea evolutiva degli uccelli moderni). All’epoca, il paesaggio del Michoacán era molto diverso da quello attuale e probabilmente caratterizzato dalla presenza di specchi d’acqua, che avrebbero attirato animali in cerca di cibo. La concentrazione di impronte appartenenti a gruppi differenti potrebbe dunque raccontare come diverse specie condividessero lo stesso ambiente.
Il 21 ottobre scorso un gruppo multidisciplinare dell’Inah ha avviato una campagna di documentazione approfondita. Il lavoro comprende rilievi fotogrammetrici per realizzare modelli tridimensionali delle impronte, la produzione di calchi e l’analisi geologica dei campioni di roccia. L’obiettivo è ricostruire l’età e il contesto ambientale del sito, oltre a studiare la locomozione e i possibili comportamenti degli animali.
Quello di Apatzingán è il quarto sito con impronte di dinosauri individuato nel Michoacán, dopo quelli di Playa Azul, El Aguaje e dell’area tra Tiquicheo e Tuzantla. In tutto il Messico l’Inah ha registrato oltre 30 località con tracce di questi animali.
La scoperta conferma anche il valore delle segnalazioni provenienti dalle comunità locali. Proprio gli abitanti di San Juan de los Plátanos hanno permesso agli esperti di individuare il sito, che ora sarà oggetto di ulteriori ricerche e interventi di tutela. Le 50 impronte già documentate potrebbero essere soltanto una piccola parte di un archivio naturale ancora in gran parte nascosto, capace di restituire nuove informazioni sulla vita dei dinosauri nell'antico territorio messicano.
Vittorio Bertello
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