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Mohammed Sami, Massacre, 2023

Courtesy the artist and Modern Art, London

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Mohammed Sami, Massacre, 2023

Courtesy the artist and Modern Art, London

Memoria senza figure: Mohammed Sami è l’Artist in Residence 2027 della National Gallery

Il pittore entra nello studio del museo londinese per un anno di ricerca a contatto con i capolavori del passato

Alberto Camogli

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La National Gallery di Londra ha annunciato la nomina di Mohammed Sami a settimo Artist in Residence del museo per il 2027. L'artista, noto per una pittura capace di evocare la memoria di eventi passati senza mai cedere alla rappresentazione diretta della violenza, ha iniziato il suo percorso di ricerca ad agosto 2026. Per un intero anno lavorerà all'interno dello studio della galleria londinese, beneficiando di un accesso privilegiato alle collezioni e agli archivi storici.

L'indagine di Mohammed Sami si distingue per la costruzione di interni e paesaggi carichi di una forte tensione psicologica. Attraverso la resa di frammenti, impronte e residui in scenari rigorosamente privi della figura umana, il pittore crea composizioni enigmatiche che invitano chi osserva a una riflessione aperta sul concetto di assenza e sul ricordo di luoghi segnati da passati conflitti. Il percorso di residenza culminerà a luglio 2027 con la pubblicazione di un volume monografico e con una mostra dedicata ai nuovi lavori realizzati durante l'anno.

Il programma si avvale della collaborazione con la Contemporary Art Society ed è sostenuto da Suling Mead. Questa sinergia consentirà l'acquisizione di una delle opere prodotte durante la residenza da parte del Lightbox Gallery & Museum di Woking, partner istituzionale del progetto, fornendo al museo la sua prima acquisizione in qualità di membro della Contemporary Art Society. Il lavoro dell'artista saprà così mettere in relazione i capolavori della pittura europea conservati a Londra con il tessuto storico e culturale del Surrey.

La selezione è stata affidata a una giuria presieduta da Daniel F. Herrmann, curatore dei progetti moderni e contemporanei della National Gallery, e composta da Anne Barlow della Tate St Ives, Sarah Brown della Lightbox Gallery, Caroline Douglas della Contemporary Art Society, l'artista Lisa Milroy e Melanie Pocock della Ikon Gallery di Birmingham. La commissione ha sottolineato la capacità di Mohammed Sami di interrogare la storia attraverso il linguaggio pittorico, evidenziando il grande potenziale d'evoluzione che questo confronto diretto con i maestri del passato offrirà alla sua ricerca.

Inserito nel solco tracciato dai precedenti residenti – Rosalind Nashashibi nel 2020, Ali Cherri nel 2021, Céline Condorelli nel 2023, Katrina Palmer nel 2024 e Ming Wong nel 2025, il progetto di Mohammed Sami si colloca all'interno delle iniziative del Project Domani. Nel corso del 2027 la National Gallery esplorerà il dialogo tra arte contemporanea e tradizione pittorica dal Duecento a oggi, presentando anche una personale di Wangechi Mutu, già assegnataria della Contemporary Artist Fellowship 2026.

Ricordando come da giovane osservasse nella propria terra d'origine le sole riproduzioni in bianco e nero dei capolavori londinesi, Mohammed Sami ha accolto la nomina come un punto di svolta determinante per la propria carriera. Da parte sua, Daniel F. Herrmann ha ribadito il valore di un'indagine tecnica e concettuale che si inserisce in una lunga tradizione figurativa, contribuendo all'ampliamento del racconto che la National Gallery dedica alla storia della pittura fino al XXI secolo. Caroline Douglas e Sarah Brown hanno infine espresso grande soddisfazione per un accordo che arricchirà in modo permanente il patrimonio pubblico britannico, garantendo la conservazione della nuova opera per le generazioni future.

Alberto Camogli, 23 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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