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Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1966

Christie’s

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Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1966

Christie’s

Boetti, Fontana, Pistoletto: i dipinti italiani pronti a conquistare Parigi

Il 22 ottobre si rinnova l'appuntamento di vendita che da 25 anni Christie's dedicata all'arte italiana. Una tradizione che da Londra a Parigi non smette di attrarre collezionisti

Alberto Camogli

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Quasi un quarto di secolo fa, l'idea di dedicare all'arte italiana del Novecento una vendita tematica internazionale appariva come un'operazione quasi pionieristica, un azzardo curatoriale destinato al solo pubblico dei collezionisti nostrani. Oggi, a venticinque anni dalla prima edizione, il format Thinking Italian di Christie's rappresenta una colonna portante del programma della maison. Ai nostri occhi, certo. Ma non solo. L'appuntamento, programmato per il prossimo 22 ottobre a Parigi, in parallelo ad Art Basel Paris, rinnova un legame dai caratteri sentimentali, oltre che commerciali.

La storia dell'asta racconta infatti di una trasformazione strutturale sviluppatasi nel tempo, ma resistita a cambiamenti e traslochi. Nata a Londra e poi trasferita strategicamente a Parigi nel 2023, la piattaforma ha beneficiato del riallineamento geografico del mercato europeo. La capitale francese, con l'arrivo del colosso fieristico di Basel, ha aumentato ancora di più la sua attrattiva nei confronti dei collezinisti asiatici, americani e nord-europei. Non è un caso che i lotti in catalogo arrivino quest'anno da collezioni private distribuite tra Stati Uniti, Giappone, Germania, Olanda e Paesi Scandinavi, oltre che dall'Italia. Se le opere sono italiane, le relazioni che ne scaturiscono sono pienamente internazionali. Ma entriamo nel merito della vendita.

A guidare l'incanto è Ononimo (1973) di Alighiero Boetti, uno dei lavori concettualmente più articolati dell'artista torinese, stimato tra 1,5 e 2 milioni di euro. L'opera, composta da 11 elementi distinti (70x100 cm ciascuno), incarna il gioco boettiano sul doppio, l'identità e il mistero, ponendosi come perno di una sezione dedicata all'Arte Povera e al Pop, che include anche dei lavori appartenenti alla celebre Collezione Sonnabend. Tra questi spicca Donna nuda (1966) di Michelangelo Pistoletto (stima 700-900 mila euro), carta velina applicata su acciaio inossidabile a specchio, esposta nei tardi anni Sessanta al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e al Museum Boymans-van Beuningen di Rotterdam. Oltre a un importante Senza titolo (1963-64) di Jannis Kounellis stimato 500-700 mila euro.

 

Alighiero Boetti, Ononimo, 1973

L'apertura dell'asta è affidata invece al primo Novecento con Les tragédiens d’Eschyle (1925) di Giorgio de Chirico (stima 1,2-1,8 milioni di euro), capolavoro del periodo parigino già presentato alla Galerie de l'Effort Moderne nel maggio del 1925. La transizione verso le avanguardie del secondo dopoguerra trova il suo vertice concettuale in una serie di opere di Lucio Fontana, tra cui spicca un monumentale Concetto spaziale, Attese (1966) su fondo rosa, stimato 800 mila- 1,2 milioni di euro e già protagonista di storiche retrospettive in Giappone tra il Tama Art University Museum e il Mitsukoshi Museum di Tokyo nei primi anni Novanta.

La tenuta commerciale di questo segmento poggia su un solido percorso storico-critico. Come ricorda Mariolina Bassetti, Chairman 20/21 Century Art di Christie's, la vera svolta culturale per il posizionamento dell'Arte Povera nel mercato globale risale all'asta Eyes Wide Open: An Italian Vision, tenutasi a Londra nel febbraio 2014. Quel catalogo totalizzò 38,4 milioni di sterline e registrò 14 record mondiali, sdoganando definitivamente l'arte italiana del dopoguerra da un'area di interesse regionale a fenomeno di culto globale.

Parallelamente, il lavoro degli specialisti negli ultimi due decenni si è basato su una fitta rete di diplomazia privata e ricerca sulle provenienze. Renato Pennisi, International Specialist di Christie's, descrive il reperimento di queste opere iconiche come un inseguimento paziente: la trattativa per l'acquisizione di un capolavoro come la Mappa (rosa) di Boetti, ad esempio, ha richiesto oltre dieci anni di dialogo continuativo con il collezionista prima di approdare al catalogo.

E prima di approdare in asta, invece, ci sarà modo per il pubblico italiano di ammirarli. A Roma (Hotel De Russie, 23 e 24 settembre) e a Milano (Palazzo Clerici, 30 settembre e 1 ottobre). E poi via verso Parigi, e le destinazioni che una gara d'asta sceglierà per loro.

Giorgio de Chirico, Les tragédiens d’Eschyle, 1925

Michelangelo Pistoletto, Donna nuda, 1966

Alberto Camogli, 19 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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