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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliPalais d’Iéna
Alice Diop
Geste de Consolation
Presentato da Miu Miu
Inserito nel programma pubblico dal 21 al 25 ottobre 2026 (con visite guidate prenotabili dal 8 ottobre su miumiu.com), il progetto è realizzato in collaborazione con il Palais d’Iéna, sede del Consiglio Economico, Sociale e Ambientale francese (CESE). Il Palais d’Iéna ospita Geste de Consolation, primo esperimento di curatela espositiva della regista francese Alice Diop, che estende la sua visione cinematografica nello spazio narrativo. L'installazione concepisce la curatela come un montaggio scenografico di incontri ed emozioni articolato in quattro ambienti interconnessi, ciascuno dedicato a una diversa disciplina, voce e atmosfera architettonica, focalizzandosi sugli atti di consolazione compiuti da artiste nere per riparare lo sguardo feticizzante della storia dell'arte. Il percorso comprende contributi di Zanele Muholi e Mary Lee Bendolph, un'installazione video della stessa Alice Diop, letture di testi di Penda Diouf, Zora Neale Hurston, June Jordan, Audre Lorde, Marie Ndiaye e Zadie Smith, e performance dal vivo di Nadia Beugré, Angel Bat Dawid e Sistazz of the Nitty-Gritty, culminando con la monumentale scultura in bronzo Sentinel (Mami Wata) (2020–21) di Simone Leigh.
Parvis des Droits-de-l’Homme e Cité de l’architecture et du patrimoine
Tracey Emin
I lay here for you (2018), I Followed You to the End (2024), I Will Not Be Alone (2025)
Presentato da White Cube (London, Hong Kong, New York, Paris, Seoul)
In mostra dal 20 al 25 ottobre 2026, l'opera segna la prima installazione del programma pubblico di Art Basel Paris presentata sulla spianata dei Droits-de-l’Homme. Realizzato in collaborazione con la Cité de l’architecture et du patrimoine e White Cube, il progetto raccoglie tre sculture monumentali in bronzo di Tracey Emin che esplorano il corpo femminile come luogo di vulnerabilità, resistenza e trasformazione. In I lay here for you (2018), una figura distesa e allungata oscilla tra esposizione e ritrosia, comunicando intimità e fragilità attraverso la superficie tattile. In I Followed You to the End (2024), la figura si solleva in una posizione inginocchiata con le gambe divaricate in una postura ambigua tra tenero invito e sottomissione. Infine, in I Will Not Be Alone (2025), una figura seduta su una roccia mostra il volto velato per trascendere il ritratto individuale ed ergersi a incarnazione collettiva di forza e tenacia emotiva. Nell'insieme del trittico, il corpo passa dalla posizione sdraiata a quella ginocchioni fino alla postura seduta, tracciando una progressione dalla resa alla resilienza.
Cité de l’architecture et du patrimoine
Kennedy Yanko
A cura di Matthieu Poirier
Visibile dal 16 ottobre 2026 al 3 gennaio 2027 all'interno della Galerie des moulages, la mostra presenta un nuovo nucleo di sculture di Kennedy Yanko concepite in dialogo con i calchi della Galerie Carlu. L'artista lavora con materiali metallici di recupero per creare strutture irregolari ricoperte da ampie "pelli" flessibili di pittura acrilica colata a terra, fatta essiccare e tagliata prima dell'assemblaggio. Inserite tra portali e figure scolpite della tradizione monumentale francese, le opere estendono il gioco di pieghe, volumi e materiali, svelando al contempo il retro solitamente nascosto delle strutture architettoniche.
Alice Diop. Foto di Brigitte Lacombe
Chapelle des Petits-Augustins des Beaux-Arts de Paris
Kutluğ Ataman
Küba (2004)
Presentato da Niru Ratnam (London)
In mostra dal 20 al 25 ottobre 2026, il progetto segna la quinta collaborazione tra il programma pubblico di Art Basel Paris e i Beaux-Arts de Paris. L'opera consiste in un'installazione video a 40 schermi visibili su vecchi televisori disposti tra poltrone e arredi eterogenei di recupero. Kutluğ Ataman raccoglie le testimonianze dirette di quaranta abitanti di Küba, un insediamento informale sorto alla periferia di Istanbul alla fine degli anni Sessanta per accogliere persone in fuga da persecuzioni politiche. Ciascun intervistato parla alla telecamera condividendo ricordi, convinzioni, paure e aspirazioni, la cui sovrapposizione compone il ritratto corale di una comunità definita da migrazione, povertà, mutua protezione e sopravvivenza. A oltre vent'anni dalla sua creazione, l'opera analizza i processi di formazione dell'identità e la narrazione comunitaria.
Petit Palais
Cosima von Bonin
The Dollys & The Beaux (2026)
Presentato da Petzel (New York), Gaga (Mexico) e Neu (Berlin)
In mostra dal 20 al 25 ottobre 2026 nella terza collaborazione di Art Basel Paris con il Petit Palais, l'installazione mette in dialogo il lessico visivo dell'artista tedesca Cosima von Bonin con la galleria di sculture del Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris. Concepita come una messa in scena condivisa in cui il pubblico cammina direttamente tra le opere, la presentazione popola lo spazio con creature marine e animali domestici di pezza: un cane San Bernardo, una coppia di capasante, un bulldog, un polpo, una balena e dei paguri. Le sculture morbide e antropomorfe dell'artista, arricchite per l'occasione da elementi teatrali come tessuti tartan e sciarpe di seta, operano in uno spazio ambiguo tra oggetto decorativo, personaggio e agente critico, mettendo in discussione le convenzioni sociali e la statuaria classica attraverso la cultura pop e l'ironia.
Jardin de la Nouvelle-France
Boz Deseo Garden
Celia, or the Misfortunes of Virtue (2026)
Presentato da Petrine (Paris, Düsseldorf)
In mostra dal 20 al 25 ottobre 2026, si tratta della prima installazione del programma pubblico ospitata nel Jardin de la Nouvelle-France. Boz Deseo Garden colloca lungo uno dei viali del parco due sculture in acciaio alte e strette, modellate sulla forma di un parafulmine ripescato nel Canale di Bristol, storica rotta del traffico transatlantico degli schiavi e luogo del ritrovamento negli anni Novanta del relitto di una nave schiavista. Inserendosi in un giardino intitolato all'ex colonia francese e popolato dalle statue di Jacques Cartier e Samuel de Champlain, l'intervento aggiunge un livello di lettura memoriale, proseguendo la ricerca dell'artista sull'impatto dell'eredità della schiavitù nei sistemi di rappresentazione e nello spazio pubblico.
Square Jean Perrin
Lionel Sabatté
Champs d'Oiseaux (2026)
Presentato da Ceysson & Bénétière (Paris, New York, Lyon, Geneva, Saint-Étienne, Luxembourg)
In mostra dal 20 al 25 ottobre 2026 nel debutto dello Square Jean Perrin tra i luoghi del programma pubblico, l'installazione di Lionel Sabatté (finalista al Premio Marcel Duchamp 2025) presenta un gruppo di uccelli in bronzo arroccati su alte colonne. Le sculture, raggruppate come in una sosta temporanea durante la migrazione, creano un equilibrio fragile tra stasi e movimento, terra e cielo. L'artista, noto per l'impiego di materiali organici e minerali come polvere, metallo e pietra vulcanica, esplora la trasformazione degli esseri viventi nel tempo, identificando negli uccelli i discendenti dei dinosauri e i testimoni dell'evoluzione.
Kutlug Ataman, Küba, 2005. Commissioned and produced by Artangel. Photo by Thierry Bal
Place Clemenceau
Robert Indiana
LOVE Wall (1966-2006)
Presentato da Almine Rech (Paris, Brussels, New York, Shanghai, Monaco)
In mostra dal 20 al 25 ottobre 2026, l'opera segna il primo intervento del programma pubblico in Place Clemenceau. La scultura monumentale in acciaio Cor-Ten di Robert Indiana si basa sul celebre motivo LOVE sviluppato dall'artista a partire dalla metà degli anni Sessanta. L'opera sovrappone quattro moduli della scritta LOVE (due orientati in posizione eretta e due capovolti), trasformando un'immagine iconica della pittura di segnali e della Pop Art americana in una struttura architettonica tridimensionale fruibile da molteplici prospettive.
Avenue Winston-Churchill
L'asse che collega il Petit Palais e il Grand Palais ospita dal 20 al 25 ottobre 2026 una sequenza di sculture e installazioni su grande scala focalizzate sui temi della memoria, dell'identità culturale, della trasformazione e della fragilità monumentale, disposte nel seguente ordine a partire da Place Clemenceau:
Marcello Maloberti
CIEL (2026)
Presentato da Raffaella Cortese
Un'installazione al neon sospesa a circa venti metri d'altezza mediante una piattaforma aerea. L'opera riporta la parola "CIEL" tracciata a mano dall'artista e installata capovolta, come se il messaggio fosse rivolto direttamente verso il cielo.
Yinka Shonibare
Abstract Bronze VIII
Presentato da Mennour
Una scultura astratta in bronzo dipinta con i caratteristici motivi a stampa Wax olandese dell'artista Yinka Shonibare, ideata per richiamare le stratificazioni storiche del commercio, dell'identità globale e dello scambio culturale.
Simone Fattal
Door (2024)
Presentato da Karma International, Balice Hertling, Greene Naftali, kaufmann repetto, Hubert Winter
Una scultura monumentale in bronzo di Simone Fattal i cui elementi verticali fratturati ricordano la struttura di un portale o i resti di una parete muraria, evocando i temi del passaggio del tempo, della memoria e dello spostamento.
Niki de Saint Phalle
Cat Head Totem (2000)
Presentato da Georges-Philippe & Nathalie Vallois
Un totem ricoperto da mosaici policromi legato al tardo progetto Queen Califia’s Magical Circle realizzato dall'artista in California, attingendo al linguaggio visivo dei suoi giardini monumentali, al mito e alla spiritualità.
Manfred Pernice
bank-group (2026)
Presentato da Anton Kern e Neu
Un gruppo di quattro panchine in cemento integrate con aste metalliche e dettagli in ceramica firmate da Manfred Pernice, ideate per funzionare contemporaneamente come sedute fruibili, sculture e segnali architettonici nello spazio pubblico.
Alicja Kwade
L’Élévation des Mondes (2026)
Presentato da Mennour
Una nuova iterazione della ricerca di Alicja Kwade composta da sfere in pietra provenienti da diverse regioni geografiche del pianeta. L'opera evoca il tempo geologico e i sistemi d'ordine, richiamando il mito della Torre di Babele e la tensione umana verso la costruzione di strutture di significato universale.
Carmen Herrera
Angulo Amarillo (2017)
Presentato da Lisson
Una scultura in alluminio e vernice acrilica appartenente alla tarda serie Angulo di Carmen Herrera, che traduce la geometria netta delle sue composizioni pittoriche in una struttura tridimensionale a forma di "V" gialla.
Keita Miyazaki
A Symbiotic Form (2025)
Presentato da Rosenfeld
Un'installazione monumentale realizzata da Keita Miyazaki che assembla componenti automobilistiche riciclate e carta giapponese impermeabile dai colori vivaci, creando forme organiche che sembrano proliferare in risposta all'architettura del Grand Palais.
Alberto Camogli
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