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La collezione di lettere e manoscritti dell'ammiraglio Horace Nelson, raccolte da Clive Richards

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La collezione di lettere e manoscritti dell'ammiraglio Horace Nelson, raccolte da Clive Richards

Le battaglie, gli amori e la vita dell'ammiraglio Nelson: in asta il più grande archivio privato sul condottiero

Da Sotheby's, oltre quattrocento manoscritti autografi ripercorrono le imprese di Copenaghen e sul Nilo, i piani per Trafalgar e il drammatico declino della compagna Emma Hamilton dopo la morte del comandante

Alberto Camogli

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I conflitti di un eroe nazionale, mito della potenza navale britannica. E insieme le  le pieghe intime di una vita contrassegnata da ferite, ambizioni e passioni travolgenti. Questo e altro si condensa attorno alla figura dell'ammiraglio Horatio Nelson (1758-1805), che nella simbolica data del 21 ottobre - data in cui si celebra il Trafalgar Day - sarà al centro di una vendita di Sotheby’s. Nelle parole della maison, che la proporrà a Londra, si tratta della più imponente e preziosa raccolta d'archivio in mani private dedicata al celebre condottiero. Un patrimonio straordinario composto da 415 tra lettere autografe, manoscritti, dispacci militari e documenti d'epoca, la cui stima complessiva oscilla tra i 4 e i 6 milioni di sterline.

L'eccezionale insieme verrà offerto come lotto unico all'interno di un'asta a busta chiusa, con offerte aperte dal 21 ottobre al 18 novembre 2026. Significa dunque che non potranno esserci rilanci: l'offerta migliore la spunterà automaticamente. Offerta che andrà a sostenere la Clive Richards Foundation, proseguendo la missione filantropica del suo creatore nei campi dell'educazione, della salute e della tutela del patrimonio culturale.

A costruire la collezione è stato infatti Clive Richards (1937-2021), imprenditore e filantropo britannico che per oltre quattro decenni ha inseguito e acquisito le testimonianze più rare e significative sul comandante. Nessun collezionista privato, dai tempi del ricchissimo mecenate vittoriano Alfred Morrison nel XIX secolo, era mai riuscito a riunire un corpus di tale portata e coerenza. Richards concepiva la propria attività non come semplice possesso, ma come una custodia temporanea finalizzata alla preservazione e allo studio, con la volontà espressa che, dopo la sua scomparsa, le carte potessero tornare sul mercato per ispirare nuove generazioni di studiosi e collezionisti. A sottolineare il valore storico e quasi sacrale del fondo è intervenuto anche il noto storico e divulgatore Dominic Sandbrook, che li ha definiti veri e propri «testi sacri della storia nazionale britannica».

La collezione di lettere e manoscritti dell'ammiraglio Horace Nelson, raccolte da Clive Richards

Il nucleo fondante della raccolta è costituito da The Nelson Papers, che comprende ben 168 lettere autografe firmate dall'ammiraglio. In un'epoca d'oro per l'arte epistolare, Nelson si rivelò uno scrittore straordinariamente fluido e diretto, capace di registrare senza filtri sia le strategie di guerra sia i propri stati d'animo. Indirizzate a colleghi d'arma, uomini politici, familiari e all'amata Emma Hamilton, le pagine tracciano l'intera parabola della sua carriera, rivelando l'uomo dietro la divisa: il condottiero intrepido, lo stratega visionario; ma anche il figlio premuroso e il compagno vulnerabile.

Attraverso i documenti che coprono i momenti salienti delle guerre rivoluzionarie francesi e napoleoniche, dalle operazioni a Bastia e Capo San Vincenzo fino al trionfo e alla tragedia di Trafalgar, emergono con nitidezza le vittorie come le sconfitte, anche nella più cruda evidenza. Come la perdita della vista da un occhio durante l'assedio di Bastia e, soprattutto, l'amputazione del braccio destro subita a Santa Cruz de Tenerife nel 1797. Per esempio, in una lettera del 11 dicembre 1797 indirizzata al Capitano Miller, parzialmente vergata con la mano sinistra mentre imparava faticosamente a riappropriarsi della scrittura, Nelson ammette con amara umiltà di «non avere la mano di uno scrittore abile».

Accanto all'epopea bellica, il lato più umano del nucleo di carte risiede nella corrispondenza intima incrociata con Emma Hamilton, moglie di Sir William Hamilton, ambasciatore britannico presso il Regno di Napoli. Il loro legame, vissuto apertamente alla luce del sole nonostante entrambi fossero coniugati, diede vita a uno dei ménage à trois più scandalosi e celebri dell'Inghilterra georgiana. Il fondo racchiude 135 documenti legati alla figura degli Hamilton, tra cui 73 lettere vergate da Emma. Tra queste spiccano le uniche due missive inviate da Lady Hamilton a Nelson ancora conservate in mani private: scritte nei giorni immediatamente precedenti la battaglia di Trafalgar, giunsero al largo delle coste spagnole quando l'ammiraglio era già caduto in mare, rimanendo così per sempre ignote al loro destinatario.

La collezione di lettere e manoscritti dell'ammiraglio Horace Nelson, raccolte da Clive Richards. Una lettera a Emma Hamilton

La collezione di lettere e manoscritti dell'ammiraglio Horace Nelson, raccolte da Clive Richards

A esse si affiancano 24 lettere autografe che Nelson indirizzò all'amante, intrise di una passione viscerale. In un celebre testo del 29 gennaio 1800, il comandante confessa un sogno notturno carico di gelosia e trasporto fisico, rivelando la forza ossessiva di un legame che sfidava le convenzioni sociali dell'epoca. Il carteggio offre inoltre una drammatica testimonianza del "dopo-Trafalgar". Una serie di 61 lettere scambiate tra Emma e la famiglia del cognato, il reverendo William Nelson, mostra come i rapporti di caloroso affetto si trasformarono in aperta ostilità una volta che la famiglia ebbe assicurato il controllo sull'eredità dell'eroe. Le suppliche disperate, le richieste di sussidio e i tentativi falliti di ottenere il sostegno del governo documentano il doloroso e rapido declino economico di Lady Hamilton, morta in miseria a Calais, offrendo un amaro contrappunto ai fasti e all'influenza goduti negli anni napoletani.

A completare la vendita figurano i Battle Papers, una serie di diari di bordo originali, resoconti di testimoni oculari e dispacci militari che restituiscono la concitazione dei combattimenti navali. Tra i documenti più preziosi spicca un logbook che conserva una delle primissime registrazioni del celebre segnale d'attacco inviato da Nelson alla flotta prima di entrare in battaglia a Trafalgar («England expects that every man will do his duty»), oltre alle lettere scritte a caldo dal capitano Edward Berry dopo la vittoria del Nilo e gli ordini firmati dal Vice-Ammiraglio Cuthbert Collingwood, che prese il comando della flotta dopo la morte dell'amico.

Infine, le carte familiari allargano lo sguardo sulla vita privata di Nelson. Le lettere scambiate con il padre, il reverendo Edmund Nelson, che si rivolgeva all'ammiraglio con l'affettuoso appellativo di «My Dear Hor», rivelano l'orgoglio e l'apprensione di una famiglia di campagna travolta improvvisamente dalla fama globale del figlio, ma anche le profonde fratture causate dalla separazione dalla moglie legittima, Frances Nelson, e le successive difficoltà economiche della figlia naturale Horatia, la cui tutela rimase uno dei pensieri più tormentati degli ultimi giorni del comandante.

Alberto Camogli, 21 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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