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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliQuattro affreschi tardogotici sono attualmente oggetto di un intervento di restauro nella chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta a Fiera di Primiero, circoscrizione del Comune di Primiero San Martino di Castrozza (Tn). A condurre i lavori è la restauratrice Enrica Vinante, su incarico della parrocchia.
Consacrata nel 1495 dal vescovo di Feltre, la chiesa venne edificata da maestranze nordiche secondo i canoni dell’epoca. Sul soffitto a crociera campeggiano blasoni con attrezzi da lavoro, posti sullo stesso piano di quelli della famiglia Welsperg (il committente) e della Casa d’Austria.
Il più interessante è senza dubbio la mistica «Caccia all’unicorno», nell’hortus conclusus, sulla parete sinistra. Esempi comparabili esistono, anche se sono più deteriorati: Maia Alta, il chiostro domenicano di Bolzano, San Pietro Martire a Verona, qualche caso d’Oltralpe come Wilten-Aufenstein. Il soggetto è l’Annunciazione a Maria rappresentata in forma allegorica: l’unicorno viene cacciato nell’hortus conclusus, il giardino chiuso che raffigura il grembo verginale di Maria, mentre il Bambino scende lungo raggi divini sopra una croce verso di lei. In una sola opera è condensata tutta la teologia dell’Incarnazione e della Redenzione, così come il Medioevo l’aveva elaborata e tramandata fino al Cinquecento. Siccome il Concilio di Trento decretò l’eterodossia di questa iconografia e ne impose la rimozione, a Primiero l’affresco fortunatamente non fu distrutto, ma semplicemente coperto da un altare e da uno strato di calce che ne lasciava comunque traccia evidente.
Altrettanto singolare è la «Sant’Anna Metterza (Selbdritt)» del 1501 sulla prima colonna a sinistra, con in calce un cartiglio che invita alla preghiera per l’intercessione dei peccati. La tipologia iconografica, con la santa che regge sulle ginocchia il Bambin Gesù e una giovane Maria, è insolita per l’area veneta, mentre è ricorrente in ambito tedesco e tirolese. Il cartiglio non è in latino o in italiano, ma in gotico tedesco: perché a Primiero lavoravano nelle miniere maestranze d’Oltralpe, dal Tirolo al Vorarlberg fino alla Baviera, e Sant’Anna è la patrona dei minatori.
Sopra l’antico portale della sacrestia, si staglia invece il grande affresco votivo della famiglia Römer-Brandis, commissionato in ricordo della morte di tre dei sette fanciulli verosimilmente alla bottega del bellunese Marco da Mel. Oltre al valore devozionale, il dipinto ha quello, documentario, di una sorta di «fotografia» storica: vi è raffigurata la chiesa arcipretale che ha lo stesso aspetto di oggi, mentre Castel Pietra appare com’era nel 1555, anno di realizzazione dell’opera.
Completa il quadro un San Martino datato 1495, accanto alla prima apertura ogivale di destra: stilisticamente più sobrio, ma storicamente prezioso. E non è il più antico: sulla lunetta del portale laterale chiuso si conserva una «Madonna con Bambino» del 1491, firmata, in caratteri gotici, da Hans Hitner.
Il costo complessivo dell’operazione ammonta a 277.110 euro: tra i vari contributi, la Provincia di Trento ha erogato 159.722,40 euro e la Fpb Cassa Rurale di Fassa, Primiero, Belluno 40mila euro. Ora mancano ancora circa 27mila euro. Il parroco don Giuseppe Daprà invita chiunque voglia a compartecipare alla spesa: «Non si tratta solo di restaurare delle pietre, ma di onorare le nostre radici, ravvivare la fede e consegnare intatto questo immenso patrimonio alle generazioni future».
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