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Roberto Mercuzio
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A Parigi il 10 febbraio è stata eseguita un’operazione di polizia per smantellare una rete di frodi alla biglietteria del Museo del Louvre con l’arresto di due agenti del museo. «Alla luce delle informazioni di cui il museo è al corrente, si sospetta l’esistenza di una rete che organizza una truffa ad ampio raggio», ha dichiarato una portavoce del Louvre, che ha anche affermato che l’operazione è stata condotta a seguito di una «segnalazione del museo».
Secondo la procura di Parigi, che ha diramato questa comunicazione il 12 febbraio, in tutto sono state arrestate nove persone sospettate di frode alla biglietteria a danno del Museo del Louvre e della Reggia di Versailles, frodi che comportavano, ad esempio, la vendita di biglietti falsi e l’overbooking delle visite guidate. Sono stati sequestrati 957mila euro in contanti (di cui 67mila in valuta estera) e 486mila su diversi conti bancari. Le stime di danno per il museo parigino ammonterebbero «a oltre 10 milioni di euro». Tra i sospettati figurano in particolare due agenti del Louvre, guide turistiche e un soggetto «sospettato di aver organizzato la rete», precisa ancora il ministero pubblico.
A sentire la portavoce del museo più visitato al mondo, l’istituzione sta andando incontro a «un aumento e una diversificazione delle frodi nella biglietteria»; in risposta, ha messo in atto un piano di lotta «strutturato», in collaborazione con i propri team e le forze di polizia. Secondo una fonte al corrente dei fatti, le frodi al centro dell’indagine sarebbero iniziate nell’estate del 2024.
Rivelato inizialmente dal quotidiano «Le Parisien», questo caso è l’ultimo di una lunga lista di eventi che hanno recentemente colpito il Louvre, a partire dall’ormai celebre furto del 19 ottobre, durante il quale sono stati rubati otto gioielli della Corona.
Come se non bastasse, la notte del 12 febbraio sono state allagate alcune sale (n. 706 e 707), dedicate ad opere del XV e XVI secolo (vi sono conservate opere come «Il calvario con San Domenico in preghiera» del Beato Angelico e il «Cristo benedicente» di Bernardino Luini), che pertanto sono rimaste chiuse ai visitatori la mattina del 13 febbraio. A quanto risulta, la perdita è dovuta alla rottura di una tubatura ai piani superiori. I soffitti sono pesantemente danneggiati e dunque la chiusura al momento è a tempo indeterminato.
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