Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Ferrara torna nella Chiesa di San Cristoforo alla Certosa uno dei capolavori del pittore ferrarese Giuseppe Avanzi (1646-1718). «L’Apparizione di San Bruno a Ruggero conte di Sicilia prima della battaglia di Capua», tela dalle ragguardevoli dimensioni (425x930 cm), realizzata tra il 1695 e il 1696 per il presbiterio della grande chiesa monastica, non era più visibile dal 1944, quando i bombardamenti che colpirono l’edificio sacro provocarono il crollo delle cupole.
Pur essendo sopravvissuto miracolosamente all’esplosione, il dipinto durante i lavori di ricostruzione aveva subito danni gravissimi: rimossa dal telaio e arrotolata senza protezione, la tela rimase per decenni in condizioni conservative estremamente precarie, con conseguenze irreversibili nelle porzioni a contatto con il suolo.
Fu negli anni Sessanta che si avviò un primo recupero, seguito da un lungo deposito presso il laboratorio di restauro Nonfarmale a San Lazzaro di Savena (Bo). Ora, grazie a un progetto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e a una meticolosa e articolata operazione di movimentazione e ricollocazione, coordinata e finanziata dal Comune di Ferrara, il ripristino, a cura del Laboratorio Nonfarmale, restituisce alla città questo capolavoro che si credeva perduto.
L’opera è il pendant de «L’Apparizione della Beata Vergine e San Pietro ai compagni di San Brunone», già ricollocata in chiesa nel 2023, grazie al sostegno del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna. Entrambe le opere, sopravvissute alle confische napoleoniche, divennero proprietà comunale nel 1812.
«Dopo ottant’anni, siamo in grado di restituire alla città un capolavoro di straordinario valore, dichiara Marco Gulinelli, assessore alla Cultura. L’opera di Giuseppe Avanzi non solo arricchisce il patrimonio ferrarese, ma rappresenta la conclusione di un percorso di recupero iniziato nel 2023 con la ricollocazione della prima tela: dalla prossima settimana, potremo ammirare nuovamente insieme entrambe le opere monumentali nella loro sede originaria, un risultato reso possibile grazie alla proficua collaborazione tra la Istituzioni, che dimostra quanto sia fondamentale lavorare in sinergia per la tutela e la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale».
Il seguente calendario di appuntamenti è aperto anche alla cittadinanza: • Cantiere Aperto, martedì 17 e mercoledì 18 febbraio, ore 8.30-17.30 (srotolamento e montaggio telaio); • Presentazione alla città, giovedì 19 febbraio, ore 11 (ingresso libero); • visite guidate gratuite, a cura del conservatori museali, giovedì 19, venerdì 20, sabato 21, domenica 22, venerdì 27 e sabato 28 febbraio, ore 15.30 (prenotazione obbligatoria, posti limitati); • martedì 24 e mercoledì 25 febbraio, ore 8.30-17.30 (l’opera verrà appesa alla parete).
Altri articoli dell'autore
Promossi dall’Università di Tilburg (Nl) e condotti su due versioni di «San Francesco riceve le stigmate» dalla società Art Recognition con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, i test, che analizzano il tipo di pennellata riscontrabile nei dipinti, danno un’opera «negativa al 91%», l’altra «negativa all’86%»
Nel centro storico della cittadina francese sono state rinvenute circa 800 sepolture databili tra il XIII e il XVIII secolo, con una zona riservata ai bambini. Sono stati identificati casi di rachitismo o tubercolosi ossea e decessi (probabilmente) per peste nera o per dissenteria
Rubata nel 2007, una tela del pittore ottocentesco Luigi Fontana è stata rinvenuta arrotolata, dal Nucleo Tpc dei Carabinieri, presso la Chiesa della Madonna del Buon Consiglio, nello stesso comune di provenienza
A San Severino Marche nella Chiesa di San Domenico il grande dipinto è stato posizionato provvisoriamente dietro l’altare, dopo il restauro portato a termine grazie al programma Restituzioni



