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Daria Berro
Leggi i suoi articoliSarà lo studio di architettura messicano LANZA atelier, fondato nel 2015 a Città del Messico da Isabel Abascal e Alessandro Arienzo, a progettare a Londra il Serpentine Pavilion 2026, il Padiglione effimero che in 25 anni è diventato una delle commissioni architettoniche più influenti al mondo, sin dal primo Padiglione progettato nel 2000 da Zaha Hadid. Nel corso degli anni si è evoluto come piattaforma pubblica e artistica partecipativa per i programmi sperimentali, interdisciplinari, comunitari ed educativi di Serpentine.
Intitolato «a serpentine», il Padiglione di LANZA atelier sarà presentato al pubblico al Serpentine South il prossimo 6 giugno. L’istitzuione londinese celebrerà il venticinquennale dell’iniziativa con una partnership speciale con la Zaha Hadid Foundation, in ricordo dell’architetta anglo-irachena (1950-2016). Per tutta l’estate e fino a ottobre, il Serpentine Pavilion 2026 diventerà una piattaforma per il programma di eventi dal vivo della Serpentine, offrendo incontri di musica, cinema, teatro, danza, letteratura, filosofia, moda e tecnologia.
Per il Serpentine Pavilion di quest’anno, sostenuto da Goldman Sachs, LANZA atelier ha tratto ispirazione dal caratteristico muro ondulato inglese, noto appunto come «serpentine» o «crinkle-crankle wall», che costituisce un lato del padiglione. Il mattone è stato scelto come materiale principale per celebrare la tradizione inglese dei giardini e stabilire un dialogo con la facciata in mattoni esistente della Serpentine South Gallery, un tempo un padiglione da tè. Costruito con una ripetizione ritmica di colonne in mattoni che trasformano la parete da opaca a permeabile, il padiglione diventa un ponte metaforico tra la geografia dell’Europa e quella delle Americhe.«Situato all’interno di un giardino, spiegano Abascal e Arienzo, evocazione del mondo naturale, il progetto assume la forma di un muro serpeggiante, concepito come un dispositivo che rivela e nasconde: modella il movimento, modula il ritmo e incornicia le soglie di prossimità, orientamento e pausa. Ispirati dalla figura del serpente come forza generativa e protettiva, tracciamo un parallelo con i tortuosi muri fruttiferi inglesi, strutture che mitigano il clima, creano riparo e favoriscono la crescita. Da questa idea nasce un padiglione costruito con semplici mattoni di argilla, che mette in primo piano l’artigianato vernacolare e la capacità elementare dell’architettura di riunire le persone. Il Padiglione 2026 propone forme costruite che sono permeabili, modellate e sostenute da una geometria delicata, e continuamente reattive a coloro che le attraversano».
«Negli ultimi 10 anni il Serpentine Pavilion si è concentrato sempre più sul dare opportunità ai giovani studi di architettura, sottolinea Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della Serpentine. L’architettura di LANZA atelier implica sempre un profondo coinvolgimento con il contesto locale, i materiali e l’esperienza vissuta. Come loro stessi affermano, creano spazi contemporanei la cui energia può durare nel tempo. I loro spazi invitano le persone a immaginare un futuro più connesso, compassionevole e creativo. Come sempre, il Padiglione sarà una fonte di contenuti con conferenze, proiezioni di film e spettacoli. Ricorderemo anche Zaha Hadid, che ci ha lasciato il motto “la sperimentazione non dovrebbe avere fine”. Nel celebrare il 25mo Padiglione, riflettiamo su queste origini. Fin dalla sua nascita nel 2000, il Padiglione ha agito da catalizzatore per gli architetti nei momenti cruciali della loro carriera. Il Padiglione di LANZA atelier segnerà la seconda volta che architetti messicani vengono nominati dopo Frida Escobedo nel 2018».
«Da 25 anni il Serpentine Pavilione è una piattaforma globale leader nella sperimentazione architettonica, che inizialmente ha invitato architetti di fama internazionale che non avevano ancora costruito a Londra e successivamente ha sostenuto le voci emergenti. Offre un’opportunità rara: testare idee ambiziose in un ambiente aperto e accessibile», chiosa Bettina Korek, ceo di Serpentine e membro della giuria, insieme a Obrist, a Julie Burnell, Chris Bayley, Tamsin Hong, Liz Stumpf e Sou Fujimoto.
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