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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDopo un periodo di riflessione e confronto, il Mütter Museum di Filadelfia, dedicato alla storia della medicina, ha ufficializzato una nuova politica per la gestione dei resti umani presenti nelle proprie collezioni. Il cambiamento non riguarda la presenza in sé di reperti anatomici umani (che rimarranno esposti) quanto il modo in cui questi sono presentati e interpretati.
«Non si tratta di decidere se mostrare o meno i resti umani, ha spiegato Sara Ray, responsabile dell’interpretazione e dell’engagement del museo. La vera domanda è come farlo, con rispetto per le persone da cui provengono e con responsabilità verso chi visita il museo». Al centro della nuova visione c’è l’intento di umanizzare i reperti, spostando l’attenzione dalla mera curiosità anatomica alla storia individuale di chi, in vita, ha contribuito, volontariamente o meno, al patrimonio medico.
Questo cambiamento è il frutto di un progetto biennale denominato «Postmortem Project», sostenuto dal Pew Center for Arts and Heritage. Attraverso focus group, mostre interattive e consultazioni pubbliche, il museo ha raccolto il punto di vista della comunità, rivedendo profondamente la propria funzione educativa ed etica. Non tutti i resti, tuttavia, potranno essere identificati o contestualizzati: in alcuni casi, l’anonimato sarà mantenuto per rispetto, o perché non vi sono fonti sufficienti per una ricostruzione attendibile. L’equilibrio tra divulgazione scientifica, diritto alla riservatezza e sensibilità culturale resta un nodo centrale nella nuova linea museale.
Nel 2023, l’allora direttrice Kate Quinn aveva sospeso i contenuti digitali del museo, rimuovendo video e materiali online in attesa di una revisione etica. Questa scelta aveva provocato forti reazioni, tra cui proteste da parte di donatori, divisioni interne allo staff e dimissioni a livello dirigenziale. Ora, con una nuova struttura e una governance più attenta alle sfide contemporanee, il Mütter Museum intende costruire un dialogo più consapevole tra scienza, etica e memoria, in un’ottica di trasparenza, rispetto e responsabilità.
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